Museo Luigi e Piero Lechi, Montichiari (BS)

Tipologia: museo
Indirizzo: Via Martiri della Libertà, 33 - Montichiari (BS)
Ente proprietario: Comune di Montichiari
Sito web

Nel Museo Lechi sono conservati ed esposti dipinti, disegni e incisioni databili dal XV al XIX secolo, un centinaio di delicate porcellane, e una biblioteca di circa 1500 volumi di argomento storico-artistico.

Le collezioni, ospitate in 14 sale del seicentesco Palazzo Tabarino, si articolano in due sezioni: la prima è dedicata a una selezione di dipinti italiani tra XVI e XVIII secolo, che spazia dal tema sacro ai ritratti, fino alle battaglie e alle allegorie soggetti tipici di una quadreria nobiliare di città; la seconda sezione è riservata alla pittura di genere, un tempo destinata alle dimore di campagna costruite tra Sei e Settecento in Lombardia e in Veneto.

L'itinerario documenta quindi e sottolinea il valore delle tematiche pittoriche esposte in relazione alla produzione artistica e al collezionismo a Brescia.
Il piano terra è infine riservato a mostre temporanee di approfondimento e ad artisti contemporanei.


Profilo storico

La costituzione del Museo prende avvio in seguito alle donazioni, tra il 2005 e il 2008, da parte dei fratelli Luigi e Piero Lechi al Comune di Montichiari delle loro prestigiose collezioni di opere d'arte, dichiarate dallo Stato di particolare interesse storico e artistico. Inaugurato nel 2012, il museo sancisce in particolar modo lo speciale rapporto di affetto che ha legato Luigi Lechi a Montichiari e ai suoi cittadini negli oltre quarant'anni di attività notarile esercitata in questo Comune, come "gesto istintivo di amore verso l'arte e la cultura".

La raccolta rispecchia il gusto collezionistico dei due proprietari, discendenti di una nobile famiglia bresciana dedita al collezionismo di opere d'arte dai primi decenni del Settecento, committente di alcune tra le opere più pregevoli oggi conservate tra cui il Ritratto di Maria Gertrude Lechi e il Ritratto dell'abate Angelo Lechi, di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto.

Nel corso del XIX secolo alcuni capolavori arricchiscono la collezione per eredità provenienti da nobili casati bresciani come i Fenaroli Avogadro, i Polini e i Valotti.
Un terzo e più consistente nucleo è il frutto di acquisti sul mercato antiquario nel riuscito tentativo di ricostituire un'ideale raccolta artistica del Settecento lombardo.

Il Museo Luigi e Piero Lechi fa parte del Sistema Museale Montichiari istituito nel 2009 dal Comune di Montichiari e nello stesso anno riconosciuto da Regione Lombardia.


Patrimonio

Le collezioni appartenute ai conti Luigi e Piero Lechi si compongono di circa 360 opere suddivise tra dipinti databili tra la fine del Quattrocento e la fine del Settecento, disegni e incisioni dal Cinque al Settecento e un servizio di porcellane da tavola degli inizi dell’Ottocento.

Sono rappresentati differenti temi iconografici: soggetti mitologici e religiosi, allegorie, ritratti, pittura di genere, battaglie, paesaggi e nature morte. Degno di particolare nota è il nucleo di dipinti legati alla pittura "della realtà" e alla ritrattistica di ambito lombardo, con opere di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Giulio Campi, Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto e Antonio Cifrondi.

Vi sono poi notevoli esempi di pittura del Sei e Settecento lombardo, romano, napoletano e veneto realizzati da celebri artisti quali Giulio Cesare Procaccini, Giovanbattista Gaulli detto il Baciccio, Mattia Preti e Giovanbattista Pittoni.
Di notevole pregio è la serie originale dei sedici fogli con i Dodici Apostoli, S. Paolo, Maria Vergine, Gesù Cristo e il Padre Eterno incisi su disegni di Giovan Battista Piazzetta.


Sede

Il Museo Luigi e Piero Lechi è ospitato nel seicentesco Palazzo Tabarino, trasformato in sede municipale nell'Ottocento su progetto di Rodolfo Vantini (1792-1856) e riqualificato nel 2009 dopo importanti lavori di adeguamento museale, mette oggi a disposizione oltre 1500 metri quadrati di superficie espositiva disposta su due piani, oltre a spazi specifici per laboratori didattici, biblioteca e archivio della collezione.

Rita Gigante - Cura redazionale e revisione testi per il web


Bibliografia

Ginevra, Menani De Veszelka, - Barbara D’Attoma, Schede SIRBeC/LDC-VAL 2015


Collegamenti

opere ed oggetti d'arte

stampe ed incisioni


Galleria


Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2016 [cm]

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