Museo Medardo Rosso, Barzio (LC)

Tipologia: museo
Indirizzo: Via Baruffaldi, 4 - Barzio (LC)
Sito web

Il Museo Medardo Rosso è gestito direttamente dalla famiglia dell’artista e si propone di conservare, custodire e valorizzarne l’opera.
Alla morte del padre nel 1928, Francesco, l'unico figlio di Medardo Rosso, ritrova un numero considerevole di sculture presso lo studio di Parigi e in quello in via Solferino a Milano.
Decide di raccogliere a Barzio le sculture, i disegni le fotografie, e ogni materiale ritrovato nei due studi dell'artista


Profilo storico

Francesco Rosso acquista dal parroco l'antica chiesa presso l'oratorio del paese e in questo edificio del 1600, con l'aiuto dell'architetto Piero Portaluppi fonda il Museo Medardo Rosso. Portaluppi lo consiglia anche nella costruzione di una casa nello stesso appezzamento di terreno.

Francesco era stato molto vicino al padre e riesce a pubblicare solo dopo cinque anni dalla morte, presso le Edizioni del Milione la monografia che ha costituito per molti anni l'unico riferimento per gli studi su Rosso, fino alla pubblicazione del catalogo ragionato della scultura edito nel 2009.
In quegli anni stringe amicizia con artisti e galleristi.
Si impegna a favore della memoria e dell'arte del padre anche con una donazione di 22 sculture alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Valle Giulia a Roma, dove ottiene una sala intitolata a Rosso; offre in omaggio 7 sculture alla Galleria d'Arte Moderna di Milano dove viene intitolata anche una strada.


Patrimonio

Nella antica chiesa vengono originariamente esposte circa 25 sculture, tra cui numerose cere quali l’Uomo che legge (1893), il Bookmaker (1894), il gesso dipinto del Malato all’ospedale (1899) che conserva ancora il piano di fusione, l’unico gesso conosciuto della Conversazione in giardino (1899), e il gesso dell’Ecce Puer (1906).
Sono esposte anche le copie dall’antico che rappresentano una ricerca tutta particolare nel percorso artistico di Medardo Rosso.
Solo una parte dei disegni conservati è visibile data la grande fragilità delle carte.
L’allestimento è stato conservato integro con le sculture sui cavalletti d’epoca e le vetrine originali.

Rita Gigante - Cura redazionale e revisione testi per il web


Bibliografia

Ginevra Menani De Veszelka, Scheda SIRBeC LDC 2011
Remo Giatti (a cura di), DVD Centri e luoghi dell’arte contemporanea in Lombardia, Regione Lombardia 2011.


Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2016 [cm]

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