Curiosità

Le mille lire

La banconota da 1.000 lire è quella che, più di ogni altra, ha caratterizzato la storia delle emissioni della Banca d’Italia.
Il primo biglietto, disegnato dall’orafo senese Rinaldo Barbetti, fu stampato nel 1897 nell’officina carte valori di via dei Serpenti a Roma con due colori tipografici su entrambi i lati.
«Se potessi avere mille lire al mese…» questo è il celebre ritornello della canzone scritta, nel 1938, da Carlo Innocenzi e Alessandro Soprani per il film Mille lire al mese del regista austriaco Max Neufeld, con gli attori Alida Valli, Umberto Melnati e Renato Cialante.
Il film è stato del tutto dimenticato mentre la canzone, al contrario, è ricordata e troppo spesso viene citata come parametro utile a definire il valore reale del denaro alla vigilia della seconda guerra mondiale. Secondo una generica interpretazione, mille lire al mese indicavano la soglia della ricchezza, ma ciò non è assolutamente vero.
Per oltre un secolo fino alla conclusione della seconda guerra mondiale, ha occupato la posizione di taglio massimo, per uscire infine di scena, come taglio minimo, con l’introduzione dell’euro.

Artisti & Incisori
Nel mondo delle cartevalori, raffinata tanto quanto la tecnica di stampa dei documenti era l’ideazione dei bozzetti, cui si dedicavano artisti e incisori, capaci di creare autentici capolavori in miniatura.
L’incredibile ricchezza di dettagli e di accorgimenti eseguiti totalmente a mano aggiungeva un alto valore estetico-artistico alle cartevalori. Ciò implicava che anche i falsari dovessero essere
geniali artisti, con piena padronanza di tutte le tecniche.

Vero o falso?
Il “rovescio” delle cartevalori è il mondo della falsificazione.
L’aspirazione alla ricchezza con il dolo ha ispirato celebri sketch televisivi e memorabili scene cinematografiche.
Nell’immaginario degli italiani, forse il film che più di tutti è divenuto l’icona di questi maldestri tentativi è “La banda degli onesti” (1956), con Totò e Peppino De Filippo.
Possiamo a ragione considerare involontaria protagonista del film anche la celebre banconota da 10.000 lire, apparsa per la prima volta nel 1948.

Operazione Bernhard
Nel 1942 venne affidato al maggiore delle S.S. Bernhard Kruger un ambizioso progetto di falsificazione delle sterline inglesi: dal suo nome il progetto venne denominato Operazione Bernhard.
Nonostante Kruger fosse in possesso delle competenze per la falsificazione dei biglietti di banca, servivano ulteriori capacità e talenti: a questo fine il colonnello Dörner, secondo gli ordini ricevuti da Kruger, visitò diversi campi di concentramento, componendo una lista di 28 internati Papierfachleute (specialisti della carta).
La produzione di sterline false, dopo un elaborato periodo di preparazione, iniziò nel febbraio 1943 e terminò nel novembre del 1944.
Fu la più grande operazione di contraffazione di banconote di tutta la storia. Grande sia dal punto di vista della quantità, pari a circa 133 milioni di sterline, sia dal punto di vista della strepitosa qualità delle banconote stampate.
Il film “Il falsario” del 2007, che ha vinto l’Oscar come miglior film straniero, ripercorre questa vicenda.

Elementi di sicurezza
Per scoraggiare la falsificazione delle cartevalori, si presta particolare attenzione a ogni minimo dettaglio della loro produzione.
Gli accorgimenti utilizzati costituiscono, nel loro insieme, gli elementi di sicurezza. Sono questi aspetti a garantire l’autenticità di banconote, assegni, titoli di viaggio, ticket restaurant, buoni d’acquisto e molto altro ancora.

 

Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2017 [cm]