I francobolli

Il francobollo deve la sua origine “leggendaria” all’abilità di due fidanzati: questi riuscivano a scambiarsi messaggi romantici senza pagare la tariffa postale che allora doveva essere corrisposta al ricevimento. L’imbroglio, scoperto da Sir Rowland Hill, portò a una riforma delle Poste inglesi.

Nel 1837, Hill introdusse tariffe basse e uniformi, legate al peso e non alla distanza, favorendo l’aumento del traffico postale. Il pagamento dell’importo doveva essere anticipato all’atto
della spedizione e per attestarne l’avvenuto pagamento fu introdotto l’uso di etichette adesive da applicare sulla corrispondenza e annullate con un timbro indelebile.
Hill progettò il primo francobollo utilizzando come soggetto il profilo della Regina Vittoria, stampato in calcografia su fondo costituito da losanghe molto fitte per evitare contraffazioni.

Nel 1840 fu emesso il primo francobollo al mondo, in nero, del valore di un penny, passato alla storia come Penny Black.
A quel tempo i francobolli venivano stampati in fogli composti da venti righe costituite ognuna da dodici esemplari del valore di uno scellino; il foglio valeva pertanto una sterlina (240 pence).
Il francobollo, grazie alla sua grande praticità, ebbe diffusione mondiale. Infatti, in pochi anni le amministrazioni postali di molti paesi seguirono l’esempio inglese: la Svizzera tra il 1843 e
il 1845; il Brasile nel 1843; nel 1847 gli Stati Uniti d’America e dal 1849 tutti gli stati europei.

La vendemmia, particolare del bozzetto del francobollo da 30 lire della serie “Italia al lavoro” opera di Corrado Mezzana , 1950

 

Nell’Italia non ancora unificata, ogni stato emise propri francobolli: iniziò, il 10 giugno 1850, lo Stato Lombardo-Veneto, con una prima serie denominata Aquila Bicipite; per il suo assoggettamento all’Austria, le emissioni furono di fatto austriache, per soggetto, carta e stampa.
La prima emissione post-unitaria avvenne il 24 febbraio 1862 quando entrò in circolazione il 10 centesimi bistro con l’effigie di Vittorio Emanuele II, analogo a quello sardo del 1855 ma
dentellato e reso obbligatorio con Regio Decreto del 21 settembre 1862.
Il francobollo da subito divenne oggetto ricercato e la filatelia una delle forme più diffuse di collezionismo.

Gronchi Rosa
Il Gronchi Rosa è il più popolare e conosciuto francobollo italiano, anche se non il più raro. È famoso perché stampato con un errore e ritirato dal mercato dopo la vendita di 79.625
esemplari. La serie di tre valori fu emessa nel 1961 in occasione del viaggio del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi in Argentina, Uruguay e Perù.
Il francobollo di colore rosa, del valore di 205 lire, rappresentava il Perù con i confini precedenti alla guerra con l’Ecuador del 1941-42, che ne modificò il perimetro. Identificato
l’errore, la sua validità venne sospesa e il francobollo corretto fu ristampato in grigio.


 

SPY stamps – Francobolli di spionaggio
Gli Spy stamps furono usati dai servizi segreti di molti Paesi per spionaggio o propaganda. Tra i più curiosi e con valenza storica e filatelica rilevante si ricordano quelli della seconda guerra
mondiale, di cui ne esistono almeno 300 tipi, la maggior parte dei quali prodotti da Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e Germania.
Nei francobolli di propaganda caricaturali, l’immagine sul francobollo ridicolizza il nemico e deve risultare quindi ben visibile; nei francobolli di propaganda o spionaggio, l’immagine imita perfettamente quella dell’originale. In tal modo, il francobollo può essere usato per l’invio di posta o di istruzioni a persone che vivono nel paese nemico o occupato. Fra questi spicca il falso francobollo tedesco opera di Julian Clive, con Himmler al posto di Adolf Hitler.

    

Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2017 [cm]