Velodromo di Dalmine

Dalmine (Bg), via Tofane stadio sportivo –  in uso
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Il Velodromo di Dalmine si colloca nell’area Sud-est del centro abitato, a poca distanza dal villaggio industriale dell’acciaieria, dal tracciato dell’autostrada A4 da cui è facilmente raggiungibile e dalla Strada Statale 525 del Brembo che collega Bergamo alla provincia di Milano. L’impianto si articola intorno all’anello della pista in cemento che segue l’orientamento Nord-est/Sud-ovest, delimitato dalle vie Vittorio Veneto, Tofane e Provinciale.

La storia del Velodromo di Dalmine si apre nel giorno dell’inaugurazione, 15 Agosto 1926 con la la vittoria del giovane Alfredo Binda e di Giovanni Brunero.
La costruzione del velodromo, segue di un anno la realizzazione del campo di calcio, inaugurato il 20 Settembre 1925, e fa parte di un più vasto progetto di centro polisportivo, comprendente anche campi di bocce e di tennis, e che si completerà con l’apertura nel 1938 di una grande piscina. Il progetto dell’Impianto polisportivo è sostenuto dalla Società Anonima degli Stabilimenti di Dalmine e dal Gruppo Sportivo degli Stabilimenti di Dalmine, allo scopo di promuovere la diffusione delle discipline sportive nel più ampio contesto delle attività dopolavoristiche sostenute dal regime fascista.

A seguito dell’inaugurazione le attività del Velodromo si fermarono per circa due anni per poi riprendere sotto l’egida dell’allora Direttore Sportivo Rag. Villa, l’attività si protrasse fino al 1929 anno in cui la pista ciclistica cadde in disuso per poi riprendere l’attività tra alti e bassi.
Il nucleo centrale dell’impianto è costituito dalla pista costruita sotto la direzione del Geometra Felice Pinardi, con uno sviluppo di 374,40 metri. La disposizione della pista segue l’orientamento Nord-est/Sud-ovest del lotto e risulta essere leggermente ruotata rispetto all’ampia area verde su cui insiste. L’ingresso dalla Strada Provinciale è segnato da due piccoli volumi a pianta centrale in muratura e copertura a padiglione con manto in coppi, connotati da lesene angolari bugnate, che ospitavano la biglietteria. Lo stesso motivo a bugne lisce si ripete sui pilastri che sostengono i cancelli, arricchiti da vasi in cemento decorativo.

Vicino all’ingresso si conserva una pensilina in ghisa della linea tranviaria dismessa Monza-Bergamo. Sul lato Ovest dell’impianto sono collocate le tribune in cemento armato con copertura metallica sulla parte centrale. Sotto gli spalti sono ospitati spogliatoi, uffici, magazzini e depositi. Il parterre centrale in erba circoscritto dalla pista ciclistica è stato adibito a campo da calcio e da rugby ed è raggiungibile attraverso una rampa interrata che segue l’andamento della curva Sud.
Nel 1946 in occasione della vittoria del titolo di Campione del Mondo di Elia Frosio si organizza a Dalmine una riunione in suo onore, facendo ripartire il velodromo.

Tra il 1948 ed il 1959 il Velodromo di Dalmine fu scenario per numerose manifestazioni con pistard di fama internazionale tra cui Antonio Maspes, Guido Messina, Nando Terruzzi, Enzo Sacchi, Mario Ghella, Guglielmo Pesenti, Toni Bevilacqua, Giuseppe Ogna. Dopo il 1959 il Velodromo conobbe un nuovo periodo di abbandono che ne pregiudicò la pista, solo nel 1976 il Comune di Dalmine con la collaborazione del CONI ristrutturò l’anello ed inaugurò la stagione con una sfida tra Italia e Germania Est. Il Velodromo di Dalmine diventa così uno dei più attivi in Italia ospitando numerose edizioni di Campionati nazionali ed europei nelle varie categorie, oltre a essere tuttora la principale base di allenamento per le società ciclistiche della provincia di Bergamo.

DIMESIONI PISTA
374,40 m lung. alla corda
6,50 m larg. rettilinei
MATERIALI PISTA
cemento

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Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2016 [cm]