Il Barocco in Lombardia

santa maria interno

Affreschi e stucchi della volta della basilica di S. Maria Maggiore in Bergamo

Qui di seguito il link al testo integrale della Introduzione a Lombardia Barocca

Il panorama e alcuni protagonisti: l’età di Federico Borromeo.

Nel 1595 l’ascesa alla cattedra arcivescovile di Milano di Federico Borromeo coincide con l’aprirsi di una straordinaria stagione figurativa i cui esponenti maggiormente qualificati sono il Cerano e Giulio Cesare Procaccini, cui si aggiungerà poco più tardi il Morazzone.

Federico è uomo di profonda cultura e raffinato collezionista, caratterizzato, fin dagli anni romani (1592-1595) da un gusto di signorile eclettismo. Mecenate di Paul Bril e Jan Brueghel, detto Dei Velluti, probabile committente del Caravaggio per la famosa Canestra di frutta, a lui si deve la fondazione della Biblioteca e dell’Accademia Ambrosiana, aperta al pubblico nel 1609 e inaugurata nel 1620. Questa prestigiosa istituzione era indirizzata alla formazione dei giovani artisti in chiave controriformata; il cardinale vi chiamò ad insegnare per le scuole, di pittura, scultura e architettura, rispettivamente il Cerano, Andrea Biffi e Fabio Mangone. Di essa l’allievo più promettente fu Daniele Crespi, lucido interprete del pensiero estetico borromaico.

A Federico succedette Cesare Monti (1632-1650), amatore d’arte e collezionista, che nel testamento destinò alla quadreria arcivescovile la sua raccolta. Gli anni del Borromeo e del successore furono segnati da un eccezionale fervore architettonico nel settore dell’edilizia religiosa, che investì tanto le chiese degli ordini religiosi, quanto quelle del clero secolare e la fitta rete degli oratori confraternali e dei Luoghi Pii.

Si pensi alla “riforma” della facciata e degli altari del Duomo, avviata da Pellegrino Tibaldi all’epoca di Carlo Borromeo, e proseguita lungo il corso del Sei e del Settecento; alla trasformazione richiniana della basilica romanica di Sant’Ambrogio; alla obliterazione pressoché totale del volto gotico della Certosa di Garegnano; e ancora all’integrale ricostruzione da parte del Richino degli antichi oratori di San Giuseppe e di San Giovanni decollato alle Case Rotte.

Questo processo si estese dalla città al territorio diocesano, coinvolgendo innanzitutto i luoghi privilegiati della religiosità controriformata e barocca, i grandi santuari mariani e i Sacri Monti, ma seguendo anche i percorsi segnati dalle visite pastorali, e raggiungendo così le località anche più sperdute e periferiche delle pievi rurali e montane.

Edifici religiosi carichi di memorie medievali e altomedievali vennero radicalmente rimodellati, nascondendo o distruggendo antiche stratificazioni storiche: alcuni casi esemplari sono rappresentati dalla collegiata di San Giovanni Battista a Monza, o dalla basilica bergamasca di Santa Maria Maggiore.

Tra gli architetti si ricordano Fabio Mangone, caro a Federico Borromeo, che lo ingaggia per i locali dell’Accademia Ambrosiana e per altre fabbriche da lui direttamente patrocinate, dal Duomo alla chiesa di Santa Maria Podone antistante il palazzo familiare del casato, al Seminario, al Collegio Elvetico. Al colto classicismo del Mangone si contrappone la maggiore versatilità del Richino, capace di fondere la tradizione locale, dal tardoantico all’età rinascimentale, con gli aggiornamenti romani, e di cimentarsi nelle più diverse tipologie dell’edilizia civile, residenziale e religiosa, per questo convocato per incarichi importanti tanto nella Lombardia spagnola, quanto nella Lombardia veneta. La sua produzione vastissima è stata purtroppo penalizzata da distruzioni e modernizzazioni, cosicché molti edifici sono oggi conosciuti solo attraverso la documentazione progettuale.

Fortunatamente sopravvive il suo capolavoro, il San Giuseppe di Milano, in cui il Richino, ispirandosi alla lezione del suo maestro Lorenzo Binago nel Sant’Alessandro, e riallacciandosi ad illustri prototipi bramanteschi, unificò in forme seicentesche due unità a pianta centrale. In questa operazione anticipò gli esiti di uno dei maggiori protagonisti del Barocco europeo, il Borromini, la cui formazione giovanile, prima del trasferimento a Roma, si svolse a Milano accanto al Richino.

Chiesa di San Giuseppe , Milano

 

Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2016 [cm]