Il complesso architettonico del Nuovo Cimitero Urbano

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, veduta prospettica degli edifici cimiteriali d’ingresso secondo il progetto Ulisse Stacchini (Fototeca ISAL)

L’edificio vincitore progettato da Ulisse Stacchini si distinse dagli altri presentati al concorso per sobrietà e semplicità. L’architetto concepì un’area rettangolare di accesso al cimitero definito da una lunga cinta muraria, intervallata da corpi di fabbrica verticali. Il perimetro murario era stato pensato come un alternarsi di volumi pieni e vuoti, grazie all’utilizzo di cancellate di bronzo che servivano da accesso laterale al cimitero.

L’edificio d’ingresso, centrale, svettava rispetto agli altri corpi di fabbrica, ma non eccedeva per apparati decorativi troppo pesanti. Sulla facciata una modesta scalinata conduceva alla porta, sovrastata da un balcone arricchito da un finto tappeto drappeggiato. I visitatori dovevano essere accolti da due bassorilievi che raffiguravano una processione di figure a testa reclinata, che invitavano alla meditazione e al raccoglimento. La scala d’accesso si estendeva anche lateralmente svelando la vegetazione interna al cimitero.

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, Pianta generale del complesso cimiteriale secondo il progetto Ulisse Stacchini – soluzioni A, B , C (Fototeca ISAL).

 

Una citazione del linguaggio liberty è evidente nella cornice vegetale che accompagnava la facciata: una sorta di anticipazione dell’area verde cimiteriale.
Stacchini aveva sviluppato gli edifici laterali a mezza altezza, inserendovi delle are funerarie, rafforzando l’idea della sacralità del luogo.
Lungo la cinta muraria e sui corpi di fabbrica l’architetto prevedeva di far incidere motti e frasi moraleggianti che invitavano alla riflessione sul mistero della morte.
Il progetto originario, tuttavia, per ragioni economiche non fu realizzato nella sua interezza.

È infatti molto probabile che a Stacchini sia ascrivibile l’impianto generale dei campi, e che il progetto esecutivo sia stato eseguito da altri professionisti. Manca, infatti, la monumentalità e l’estrosità del suo linguaggo architettonico. Lo stesso disegno dell’edificio d’ingresso fu fortemente ridimensionato e semplificato, giungendo, sostanzialmente, ad una radicale riprogettazione che molto poco ha da condividere con il progetto originario, che prevedeva la realizzazione di tre corpi di fabbrica distinti, raccordati tra loro da una cancellata metallica.

Enrico Mina ed Aristo Mariani nel 1916 misero in evidenza grosse differenze tra lo “studio pregevolissimo dell’architetto Stacchini”, vincitore del concorso indetto dal Comune, e le opere realmente eseguite. Essi scrivono: “se si ha riguardo a quanto nel nuovo Cimitero è stato fin qui dal Comune costruito, certo è che queste costruzioni nulla, proprio nulla hanno a che fare col progetto prescelto dell’Architetto Stacchini, non solo, ma sono ben lungi dal riprodurne la genialità e la monumentalità; tanto che, e forse appunto per ciò e malgrado il loro costo rilevante, il Comune persiste a dichiarale provvisorie”.

 

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, particolare prospettico del Famedio secondo il progetto Ulisse Stacchini (Fototeca ISAL)

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, particolare del Circondario posto all’estremità nord-ovest del complesso cimiteriale.

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, particolare del Circondario posto all’estremità nord-ovest del complesso cimiteriale

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, veduta parziale dei campi 12 e 18 situati nei pressi della Cappella centrale

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, particolare del Cappella centrale dalle chiare reminiscenze rinascimentali

 

Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2017 [cm]