Lo scontro politico e le istanze poetiche

La costruzione del cimitero caratterizzò il dibattito politico e culturale della città di Monza per numerosi anni, assumendo in alcune occasioni i toni vivaci di un acceso confronto-scontro aperto ai temi più importanti di schieramento partitico che dividevano la società italiana a cavallo tra i due secoli. Significativo appare un commento pubblicato da “Il cittadino”, in aperto scontro dialettico e polemico nei confronti con la “Brianza”.

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, veduta esterna degli edifici cimiteriali d’ingresso secondo il progetto Giuseppe Bergomi (Fototeca ISAL)

Sulla prima pagina de “Il Cittadino” del 2 novembre del 1916 un anonimo autore scrive: “La Brianza ha riferito in cronaca dell’apertura del nuovo Cimitero. Non potendo negare la larga partecipazione della cittadinanza alla solenne pontificale benedizione parla di una folla immensa di cittadini che, approfittando della splendida giornata, si recò ad ammirare la nuova opera creata dall’amministrazione socialista. Ma ormai che cosa non ha saputo creare questa amministrazione socialista? Forse – in attesa di creare il sole dell’avvenire – pretenderà di aver creato … la luna!

Diciamo subito, soggiunge la Brianza che tutti rimasero soddisfatti dei lavori compiuti e moltissimi elogiarono i nostri compagni di Giunta, che seppero con limitata spesa risolvere decorosamente questo grave problema che da anni fu oggetto di studio delle passate amministrazioni comunali! Da parte nostra ci limitiamo ad osservare che si è fatto quanto strettamente necessario e quanto in proporzioni più piccolo si sarebbe fatto anche per il Cimitero di … Prato Centenaro. Ripetiamo poi le nostre riserve – fatte pure in Consiglio Comunale – sulla convenienza di spendere circa 40.000 lire per due edifici che, quando si procedesse all’esecuzione del progetto Stacchini, dovrebbero essere completamente abbattuti. Intanto abbiamo voluto riprodurre [fotograficamente sulla rivista] la facciata che secondo il progetto (approvato dalla Commissione) dell’arch. Stacchini dovrebbe avere il nuovo Cimitero. Veggano i nostri lettori quanto era proposto di fare e quanto invece si è fatto e dicano se un po’ più di modestia anche nelle autoincensazioni da parte dell’organo ufficiale dell’amministrazione socialista non starebbe bene”.

Oltre allo scontro politico l’edificazione del nuovo cimitero costituì l’occasione per meditare sul tema della morte e del suo rapporto con la società contemporanea. Sebbene non copiosa la bibliografia relativa al complesso cimiteriale rivela, infatti, un’attenzione particolare al nuovo edifici, spesso ricca di visioni poetiche e suggestioni letterarie come quelle scritte dalla poetessa monzese Maria Motta in occasione dell’apertura al pubblico del cimitero urbano.

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, veduta prospettica del corpo centrale d’ingresso al complesso cimiteriale secondo il progetto di Franco Maggi e Mario Pieri Merli (Fototeca ISAL)

Monza, Nuovo Cimitero Urbano, prospetto generale degli edifici cimiteriali d’ingresso secondo la variante di progetto di Franco Maggi e Mario Pieri Merli (Fototeca ISAL)

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Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2017 [cm]