La catalogazione delle macchine per la scrittura per non vedenti

Storia di una lunga ricerca di strumenti e di metodologie.

Gli strumenti museali tiflodidattici e tiflotecnici, raccontano l’evoluzione culturale che ha permesso ai non vedenti di accedere alla conoscenza e di diventare protagonisti del sapere.

Ogni singolo strumento, esposto nella raccolta museale Louis Braille, ci fornisce preziose indicazioni in merito all’epoca alla quale appartengono, fornendo un dettagliato panorama sociologico sulla condizione dei non vedenti di due secoli fa.
L’Istituto dei Ciechi di Milano, fin dalle sue origini, accolse le innovazioni europee nel campo della tiflopedagogia tanto che, nell’Italia del XIX secolo, fu l’Ente con maggior tiratura di libri stampati a rilievo, dimostrandosi di essere all’avanguardia nella ricerca di mezzi meccanici nuovi per l’istruzione dei non vedenti.

A tal riguardo, il fondatore dell’Istituto dei Ciechi di Milano, il ragioniere Michele Barozzi (1795-1867), già direttore della Pia Casa d’Industria e Ricovero di s. Marco, cercò di superare i limiti della tavoletta per la scrittura comune a mano fino a trasformarla in una macchina da scrivere che permetteva la comunicazione diretta tra il cieco e il vedente, velocizzando così il metodo di scrittura.

Museo “Louis Braille” – Istituto dei Ciechi, Milano
Catalogo
Le allegorie dei Benefattori dell’Istituto dei Ciechi di Milano

Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2020 [cm]