Postfazione: dall’Unità d’Italia alla Repubblica

Il Regno d’Italia mette in atto con forza due azioni convergenti: un’intensa attività legislativa, che sfocerà nel R.D. n. 215 del 1933, che dà inizio alla nuova fase della bonifica integrale e affida ai Consorzi di bonifica (oggi 12 in Lombardia) la gestione dell’acqua irrigua; e un’altrettanto intensa azione per la difesa idraulica del suolo. È l’epopea delle macchine a vapore, che semplificano, accelerano e diminuiscono il lavoro lungo e faticoso dell’uomo.

La pianura viene costellata di grandi impianti idrovori e di derivazione dai fiumi, si moltiplicano i canali e le rogge, si regolano con grandi dighe i laghi.
È un susseguirsi di opere grandiose che il progetto La civiltà dell’acqua in Lombardia, promosso da Regione Lombardia e da ANBI Lombardia, l’Associazione regionale che riunisce e rappresenta i Consorzi di bonifica, propone di inserire, insieme con i navigli e canali storici, nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Oggi, ormai costruita la “patria artificiale” del Cattaneo, la bonifica si sta concentrando sull’uso sostenibile della risorsa acqua e sulle politiche e le azioni per contrastare il cambiamento climatico e il susseguirsi di periodi siccitosi alternati a piogge improvvise e devastanti.

 

Figura 28 - La diga del Panperduto - Foto di Gianni Berengo Gardin 23

Figura 28 – La diga del Panperduto – Foto di Gianni Berengo Gardin

Figura 29 - L’impianto idrovoro di San Matteo delle Chiaviche - Foto di Francesco Radino 24

Figura 29 – L’impianto idrovoro di San Matteo delle Chiaviche – Foto di Francesco Radino

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2020 [cm]