Allegoria in memoria di Angela Sobacchi Sommaruga di Orfelio Cesari

Angela Sobacchi, figlia di Luigi Sobacchi e di Rosa Corradi, nasce in Santo Stefano Lodigiano nel 1872. Vedova di Pasquale Isidoro Sommaruga fu Battista, muore il 10 agosto 1951 nella sua casa milanese di via Piero della Francesca all’età di settantanove anni. Con il testamento olografo del 22 luglio 1941, pubblicato negli atti del notaio Domenico Moretti il 25 ottobre 1951, lascia le case di via Piero della Francesca 74 all’Ospedale dei Bambini a metà con la persona che l’ha assistita Pilla Cea e, quella di via Procaccini 21, in due porzioni equivalenti all’Istituto dei Ciechi e al pronipote Gianfranco Camozzi. Altre somme le destina alla domestica e all’amica Maria Camerani e “ai poveri della parrocchia di Santo Stefano al Corno”.

L’Istituto vende la propria quota dello stabile ereditato nel 1955 ricavando la somma di venticinque milioni di lire. Dal momento che della benefattrice non viene rintracciata alcuna immagine, l’Amministrazione decide di dedicare alla sua memoria un dipinto allegorico dal tema Il cieco che lavora. Incaricato dal Presidente Virginio Pozzi della esecuzione il 17 febbraio 1959, il pittore Orfelio Cesari (Pavia, 1912 – Milano, 2008) consegna l’opera ultimata il 2 febbraio del 1960.
Il pittore sperimenta una rappresentazione simbolica incentrata su due diagonali dove l’Istituto dei Ciechi compare al centro, affiancato da due sezioni del volto umano sopra a cui si eleva una fila di tre occhi chiusi illuminati da una colomba appena accennata.

Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2018 [cm]