Allegoria in memoria di Francesca De Maestri Colleoni di Arturo Albertazzi

Francesca De Maestri, figlia del nobile Antonio e vedova del conte Federico Colleoni, scompare in Milano il 9 aprile 1908. Con suo testamento segreto del 23 marzo 1907 (pubblicato negli atti del notaio milanese Enrico Bosisio l’11 aprile 1908) nomina erede universale la sorella già benefattrice dell’Istituto insignita della benemerenza, donna Paolina De Maestri Baragiola Belinzoni, lasciando all’Istituto dei Ciechi un legato di lire 20.000.

L’Istituto deciderà di destinare la somma per l’ampliamento dei refettori dell’Asilo Mondolfo, ente che ospita i giovani ciechi usciti dai corsi elementari privi di assistenza e di occupazione. La benefattrice è assai impegnata nelle opere caritative a beneficio della comunità: a Castano Primo si attiva nel 1902 per erigere un ospedale destinato ai malati meno abbienti che diviene alla sua morte l’Opera Pia Francesca Colleoni De Maestri (ente morale R. D. 17 marzo 1910).

L’allegoria pittorica in memoria della benefattrice, che raffigura “una signora che leva le spine alla esistenza d’un bambino cieco”, viene realizzata nel 1909 dal pittore Arturo Albertazzi (Novara, 1881 – Ghiffa, 1917) per la somma di lire 350.
Sepolta vicino al marito presso il cimitero Monumentale di Milano, l’iscrizione sulla lapide ricorda la sua “lunga vita spesa per opere di Fede e Carità”.

Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2018 [cm]