Allegoria in memoria di Giuseppina Gugelloni di Giuseppe Valerio Egger

Giuseppina Gugelloni, nata in Casalpusterlengo il 3 settembre 1875 da Aurelio e da Angelina Cesaris, muore il 29 maggio 1954 presso la Clinica La Quiete di Varese all’età di settantanove anni.
Nubile, con il suo testamento stilato il 9 agosto 1949, pubblicato negli atti del notaio Paolo Cozzi di Besozzo, nomina eredi universali del proprio patrimonio – ammontante a oltre diciassette milioni tra risparmi, titoli, obbligazioni , azioni – l’Istituto dei Ciechi e la Piccola Opera per la Salvezza del Fanciullo di via Boscovich 15, riservando al nipote Franco Ricordi la rendita vitalizia di 60.000 lire annuali e alla sorella Carla, moglie di Emanuele Ricordi i suoi effetti personali gioielli, libri, mobilia e lo spoglio personale. La benefattrice chiede “funerali modestissimi e nessun annuncio sui giornali” e oggi riposa presso il cimitero di Belforte di Varese.

Il dipinto commissionato il 25 agosto 1956 a Giuseppe Valerio Egger (San Gallo, 1896 – Appiano Gentile, 1988), entra nella quadreria dell’Istituto il 25 febbraio 1957. In tale occasione il pittore fa dono del bozzetto al segretario dell’Istituto Giuseppe Andreoli, ma nonostante tra le carte testamentarie si conservi tuttora la carta d’identità della benefattrice, l’artista decide di sostituirne la tradizionale effigie gratulatoria con una composizione allegorica dal titolo Gesù che guarisce il cieco.

Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2018 [cm]