Lombardia d’Egitto


 

Maschera di sarcofago , Epoca Tarda, VII-IV secolo a.C., Biassono, Museo Civico Carlo Verri

Il collezionismo di oggetti provenienti dall’antico Egitto risente fortemente della temperie culturale della fine del XVIII-inizi XIX secolo, a seguito soprattutto della Campagna d’Egitto di Napoleone nel 1798 condotta con un seguito di ben 167 studiosi o savants e alla successiva pubblicazione nel 1802 – curata da Vivant Denon – del “Voyage dans la Basse et la Haute Égypte pendant les campagnes du général Bonaparte” e dell’imponente opera “Description de l’Egypte”, composta da 9 volumi di testo e 11 volumi di disegni, pubblicati tra il 1809 e il 1828 che, con le sue descrizioni e le sue immagini alimentò la fantasia del mondo intero.

In Lombardia i nuclei di raccolte e reperti egizi derivano quasi tutti da collezioni private create nel XVIII-XIX secolo mentre rari sono gli oggetti recuperati nell’ambito di spedizioni archeologiche o di ricerca in Egitto.

Quasi tutti i reperti conservati nei musei lombardi sono quindi decontestualizzati e risentono della attrazione che i collezionisti lombardi avevano per determinati aspetti degli oggetti fra i quali il valore economico, il valore magico-religioso, il pregio estetico e l’interesse etnografico.
Questo patrimonio, sia pubblico che privato, è presente su tutto il territorio lombardo e coinvolge oltre 30 realtà museali.

Uno dei pochi esempi di oggetti provenienti da scavo archeologico è quello dei reperti conservati nel Museo Egizio di Milano, nel Castello Sforzesco, e provenienti dalla campagna di scavi effettuata da Achille Vogliano nel 1934 in Egitto, a Tebtynis, dove scoprì le Diegèseis (Διηγήσεις: riassunti) dei poemi di Callimaco.

Negli anni successivi Vogliano condusse campagne archeologiche a Medinet Madi dove, tra il 1935 e il 1939, fece importanti scoperte riportando alla luce il tempio di Amenemhat III nell’oasi del Fayum: nel museo infatti di Milano si trova la splendida statua di questo sovrano.
Poiché le istituzioni culturali non sono delle entità “immobili” ma continuano ad alimentarsi, anche nel XX secolo ci sono state in Lombardia importanti acquisizioni.

Nel 1999 in Milano sono stati acquistati due fondi eccezionali, confluiti nel Fondo Egittologico dell’Università degli Studi, Dipartimento di Scienze dell’Antichità, appartenuti a due grandi egittologi europei del secolo XIX-XX, Elman Edel professore di Egittologia all’Università di Bonn dal 1955, filologo ed esperto di scrittura semitica ed egiziana antica e Alexandre Varille, allievo di Victor Lloret, grande egittologo di fine Ottocento, del quale Varille ‘eredita’ la biblioteca.

Il fondo Varille è costituito da ben 400 libri volumi e conserva la riproduzione della importante pittura parietale della tomba 100 di Hierakompolis, datata 3300 a.C. circa.
Una delle collezioni più importanti è appunto quella dei Musei Civici di Milano e altrettanto importante è quella presente a Palazzo Te a Mantova e a Pavia presso i Musei Civici.

Inoltre il fenomeno dell’Egittomania, ha lasciato la sua forte impronta anche in area lombarda, dove sono presenti numerose decorazioni e ambientazioni “all’egizia” all’interno di numerosi edifici.
Da non dimenticare la splendida stanza dipinta a tempera di Palazzo Turina a Casalbuttano ed Uniti in provincia di Cremona e l’interessante apparato pavimentale della residenza della contessa Lydia Morando Bolognini a Milano, attualmente Museo Raccolte Storiche di Palazzo Morando.

Sfinge post 1292 a.C. – ante 1186 a.C. Mantova, Palazzo Te

Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2017 [cm]