Nel cuore di Milano: Piazza del Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II (prima parte)

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Architetture

1) Duomo di Milano
2) Palazzo dei Portici Settentrionali
3) Palazzo dei Portici Meridionali
4) Arengario
5) Complesso di Palazzo Reale
6) Palazzo Arcivescovile
7) Galleria Vittorio Emanuele II
8) Palazzo Haas
9) Palazzo Biraghi
10) Casa Sartorelli
11) Casa Borella
12) Chiesa di San Raffaele
13) Palazzo della Rinascente (ex Magazzini Bocconi)
14) Palazzo della Veneranda Fabbrica del Duomo

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Emergenze architettoniche: A) Duomo di Milano (sec. XIV) B) Palazzo Reale (sec. XIV) C) Palazzo Arcivescovile (sec XVI) D) Galleria Vittorio Emanuele (sec. XIX) E) Portici Settentrionali e Meridionali (sec. XIX) F) Arengario (sec. XX)

Caratteri compositivi: la piazza del Duomo, di forma rettangolare, ha una superficie di circa 17.000 metri quadrati, con l’edificato disposto in funzione del Duomo che chiude la prospettiva del lato est, mentre quella ad ovest è delimitata dalla cortina continua di edifici neoclassici. Il lato nord è caratterizzato dai palazzi porticati e dall’imponente ingresso della Galleria e quello sud di nuovo da portici e dalla piazzetta Reale, disassata rispetto all’impianto generale dell’area, con lo sfondo del fronte del palazzo Reale.
La Galleria Vittorio Emanuele, di gusto eclettico, con il suo simmetrico impianto a croce (lunga 196 m in direzione nord-sud, 105,5 m in direzione est-ovest, larga 14,5 m ed alta 21 m) dominato dalla copertura a cupola in ferro e vetro, forma un passaggio coperto di collegamento con la vicina piazza della Scala.

Elementi di arredo: dal margine occidentale della piazza del Duomo fino alla facciata della Cattedrale si distende la pavimentazione a disegno geometrico in granito e marmo realizzata nel 1929 da Piero Portaluppi, mentre in asse con il portale mediano del Duomo si erge il monumento a Vittorio Emanuele II, statua equestre in bronzo, che raffigura il re alla battaglia di San Martino, disposta su un basamento con rilievi che rappresentano l’ingresso in Milano delle truppe franco-piemontesi nel 1859. Completano l’arredo della piazza i lampioni in ferro battuto di Alessandro Mazzucotelli del 1927

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Il monumento a Vittorio Emanuele II, opera dello scultore Ercole Rosa, collocato nella piazza del Duomo nel 1896 (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

 

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Piazza del Duomo: i lampioni in ferro battuto dell’artista-fabbro Alessandro Mazzucotelli del 1928 (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

 

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La pavimentazione di Piazza del Duomo in granito e marmo a disegni geometrici dell’architetto Piero Portaluppi del 1929 (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

La Galleria Vittorio Emanuele è caratterizzata dalle volte e dalla cupola in ferro e vetro, nonché da una pavimentazione in marmo policromo, con i noti mosaici dell’ottagono centrale che raffigurano lo stemma dei Savoia, al centro, contornato dai quattro stemmi delle città che, in epoche diverse, sono state capitali del Regno d’Italia: Milano, Torino (al cui interno si trova l’effige del toro che i turisti calpestano come portafortuna), Firenze e Roma.

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La copertura in ferro e vetro della Galleria Vittorio Emanuele II (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

Nelle lunette attorno alla volta sono raffigurati i quadri allegorici rappresentanti le parti del mondo, Africa, America, Europa ed Asia affrescati da quattro pittori (il Casnedi, il Pagliano, il Giuliano ed il Pietrasanta).

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Gli affreschi, i cementi decorativi e gli stucchi della Galleria Vittorio Emanuele II (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

 

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La pavimentazione a mosaico in marmi policromi della Galleria Vittorio Emanuele II (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

Descrizione e caratterizzazione del sottosuolo

Resti archeologici: nei sotterranei dell’ampio sagrato del Duomo, a quattro metri sotto il livello della piazza, si trova il complesso archeologico che costituisce il più antico nucleo della Cristianità milanese. Già nel 1914 Ugo Monnet de Villard, interpretando alcuni rilievi di scavi del 1870, riconosceva nei resti di murature tardo-romane rinvenute davanti alla facciata del Duomo, proprio sotto il pavimento del sagrato, quanto rimaneva del Battistero di San Giovanni alle Fonti, costruito ai tempi di Sant’Ambrogio nel 386 d.C.

I successivi scavi della Soprintendenza alle Antichità, iniziati nel 1961 in occasione dei lavori per la costruzione della Linea 1 della Metropolitana Milanese, hanno riportato alla luce l’intero tracciato dell’ottagonale Battistero e due absidi della Basilica di Santa Tecla risalente alla metà del IV secolo. Ulteriori scavi sono stati effettuati nel 1996 e, più recentemente, nel 2009 per i lavori di ristrutturazione dell’Arengario (Museo del Novecento) e nel 2014 durante i cantieri dell’EXPO, hanno rinvenuto resti di murature databili tra il XIV e il XV secolo, forse appartenenti all’antica Fabbrica del Duomo e al cunicolo che collegava la cattedrale all’Arcivescovado.

L’area archeologica era già visitabile dagli anni ’60, ma è stata oggetto di un nuovo restauro e riallestimento, finanziato dalla Regione Lombardia e dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, e riaperta al pubblico nel dicembre 2009.

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I resti archeologici localizzati sotto piazza del Duomo e, in arancione, la piccola parte dell’ampio complesso episcopale oggi conservata, musealizzata e visitabile: accanto al Battistero di San Giovanni alle Fonti (1), restano l’atrio di Santa Maria Maggiore (2), porzioni delle absidi pertinenti alle tre principali fasi costruttive della Cattedrale di Santa Tecla (3), alcune tombe dell’area cimiteriale medioevale (4 e 5) e i resti dell’aula triabsidata di una cappella funeraria (6) (Elaborazione R. Mastropirro, M.C. Palo)

 

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Il percorso di visita dei resti archeologici del battistero di San Giovanni alle Fonti e l’area dell’Antiquarium dopo il riallestimento museale del 2009 (Foto A. Garzulino)

Elementi infrastrutturali: il sottosuolo dell’area è percorso dalle linee 1 (Rossa) e 3 (Gialla) della metropolitana Milanese, ambedue con fermata nella piazza del Duomo con i relativi mezzanini. L’allestimento e la segnaletica originaria delle stazioni della Linea 1 è stato curato dagli architetti Franco Albini e Franca Helg (coadiuvati da Bob Noorda per la grafica) nel 1961-62.

La Metropolitana di Milano è stata la seconda infrastruttura al mondo ad avere un progetto grafico della segnaletica dopo il terminal 3 dell’aeroporto di Heathrow.

Altri elementi: nel sottosuolo è localizzato l’Albergo Diurno Cobianchi, realizzato nel 1924 e recuperato tra il 2003 e il 2007 con un progetto dello Studio Benevolo, per ospitare l’ufficio di informazione e accoglienza turistica aprendo anche l’accesso da via Tommaso Gossi con la realizzazione anche di una fontana. Dopo un paio di anni lo spazio viene di nuovo chiuso per essere ulteriormente rinnovato per diventare un’area polifunzionale attualmente utilizzata per eventi e per la promozione turistica dell’intera città durante l’appuntamento di EXPO 2015.

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Albergo Diurno Cobianchi (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

Inoltre, nel mezzanino della metropolitana che da l’accesso alla Linea 3 sono ancora identificabili le tracce del rifugio antiaereo costruito durante la II Guerra Mondiale.

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Nel mezzanino della Metropolitana in piazza del Duomo sono ancora visibili i pilastri utilizzati per la struttura del rifugio antiaereo costruito nel 1943 (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

 

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Sono visibili ancora oggi le frecce dipinte sulle colonne del palazzo dei Portici Settentrionali che, durante il conflitto bellico, indicavano l’ingresso del rifugio antiaereo sotto la piazza del Duomo (Foto R. Mastropirro, M.C. Palo)

 

Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2017 [admin-rl]