Il cuore delle bonifiche: pompe e motori

 

Il cuore delle bonifiche: pompe e motori

Il 28 marzo del 1929 sulle rive del lago di Nemi una grande folla assiste ad un evento emozionante: dalle acque affiorano le strutture di una nave romana affondata nel I° secolo d. C. Dopo un anno di pompaggio il livello del lago è sceso di cinque metri, per merito dell’ingegnere umanista Guido Ucelli e della sua azienda, la Riva di Milano.

La Riva era una delle pionieristiche aziende che, nate a fine ‘800 nell’epoca del carbone e del vapore, seppe cogliere le opportunità del XX° secolo. Aveva cominciato con la produzione di turbine per le nascenti centrali idroelettriche, entrando poi nel settore delle pompe idrauliche, indispensabili nelle bonifiche che si avviavano ai primi del ‘900. Nella ricca documentazione fotografica presente all’interno di lombardia beni culturali,  per restare solo in Lombardia, troviamo gli impianti idrovori di Moglia di Sermide, San Benedetto Po, Bagnolo San Vito, Viadana, Roncole di Gazzuolo, Mantova.

Gli impianti idrovori, vere cattedrali tecnologiche di grandi qualità estetiche, si stagliano nella pianura come castelli turriti, volutamente di dimensioni imponenti, a testimoniare il presidio del territorio. Oggi sono gioielli di archeologia industriale, con macchinari in parte funzionanti dopo quasi cento anni di lavoro.

I produttori sono i simboli di un precoce made in Italy impiantistico, nomi che hanno fatto concorrenza a colossi tedeschi o americani per quasi un secolo: oltre alla Riva, Franco Tosi di Legnano, Ercole Marelli, Tecnomasio Italiano Brown Boveri e Isotta Fraschini di Milano, Ansaldo, Fiat, Officine di Savigliano, Calzoni di Bologna, Pellizzari di Vicenza, Neville di Venezia. Aziende notissime o di nicchia, specializzate in pompe, motori, alternatori, paratie idrauliche. Oggi qualcuna di loro esiste ancora, qualcuna è sparita, altre sono state inglobate da gruppi multinazionali.

Molti stabilimenti idrovori sono inseriti in itinerari cicloturistici o in un Ecomuseo (il Museo delle Bonifiche che comprende l’impianto di Moglia).
Alcuni impianti del mantovano (a Moglia di Sermide, Bagnolo San Vito, Borgoforte, Viadana) sono candidati a diventare patrimonio mondiale, culturale e naturale Unesco.

Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2017 [cm]