La visione dei viaggiatori attraverso le stampe di Villa Carlotta

Le stampe conservate nelle sale di Villa Carlotta offrono un’interessante integrazione alla visita ai capolavori di Canova, Thordvalsen e Hayez che costituiscono da sempre il vanto del museo.
La composizione della raccolta è eterogenea per iconografie, tecniche, provenienza e in molti casi non è agevole associare con certezza ogni stampa al suo antico proprietario.

Ricevimento a Villa Sommariva. Sanquirico A. Prima metà del XIX sec. Acquarello

In più di un’occasione i riferimenti storici e i soggetti raffigurati aiutano a orientarsi: è il caso, ad esempio, delle incisioni con i ritratti di familiari di Napoleone – la principessa Augusta Amalia di Baviera, moglie del figlio adottivo di Napoleone, Eugenio di Beauharnais ; la granduchessa di Toscana Elisa Bonaparte; l’imperatrice Maria Luisa d’Austria, seconda moglie di Napoleone  – stampate nei primi anni dell’Ottocento e conservate nella sala napoleonica.

Appare, infatti, assai verosimile che la loro presenza in Villa sia da far risalire a Giovanni Battista Sommariva, non solo per la datazione dei fogli all’epoca di questo celeberrimo amatore d’arte ma anche in virtù dei suoi legami politici con Bonaparte e il suo diretto coinvolgimento nel governo francese in Italia.
Il riferimento a Napoleone non rappresenta un fatto isolato all’interno delle collezioni della villa, come mostrano due opere che rimandano alle decorazioni del Palazzo Reale di Milano eseguite nei primi anni dell’Ottocento. Si tratta dell’affresco strappato di Andrea Appiani raffigurante l’Apoteosi di Napoleone, conservato nella sala di Amore e Psiche, e del ciclo di stampe dei cosiddetti Fasti Napoleonici esposto nella sala al piano terra dedicata all’imperatore francese, traduzione cartacea della serie di dipinti monocromi con le imprese di Bonaparte eseguito dallo stesso Appiani per la Sala della Cariatidi della reggia milanese e distrutto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Ad anni non troppo distanti appartiene anche la stampa con la Veduta di Villa Sommariva , tratta dalla serie di incisioni del Viaggio Pittorico e Storico ai tre Laghi Maggiore, di Lugano e Como edita a Milano nel 1818. Queste e molte altre raccolte di vedute dei laghi lombardi, diffuse con grande fortuna sul mercato editoriale del primo Ottocento, costituiscono una sorta di guida illustrata ai luoghi già a quel tempo amati dai viaggiatori di tutta Europa.

Villa Carlotta, al tempo ancora Sommariva in ossequio al suo proprietario, costituisce una tappa obbligata dei viaggi reali e di quelli immaginati sulla carta, in cui la si ritrova costantemente illustrata. La Villa e i suoi giardini sono sempre raffigurati dal lago, con numerose imbarcazioni, a ricordare che fino a tutto l’Ottocento i trasporti sul Lario avvenivano via acqua e non via terra come al giorno d’oggi.
La stampa con la veduta della villa, colorata all’acquerello, ci restituisce con precisione l’architettura dell’edificio, la disposizione dei giardini e delle scale monumentali, il suo inserimento in un vasto paesaggio di acque e di monti, ricollegandosi al gusto settecentesco per la descrizione accurata dei luoghi e delle attività dei loro abitanti.

Dalla metà dell’Ottocento fino alla Prima Guerra Mondiale la villa diviene luogo di villeggiatura dei duchi di Sassonia Meiningen, che la acquistano dagli eredi di Giovanni Battista Sommariva. Su iniziativa del duca Giorgio II l’edificio e il parco subiscono notevoli trasformazioni e parte delle antiche collezioni che si trovavano nella villa vengono disperse.

Ad acquisti del duca, molto noto per la sua competenza artistica, specie in campo teatrale e musicale, risalgono certamente le serie di riproduzioni a fotoincisione, databili tra la fine del XIX e i primissimi anni del XX secolo, di dipinti di artisti nordici del Quattrocento (Van Eyck, Van der Weyden, Memling etc), di ritratti di Rembrandt e di Thomas Gainsborough, visibili nelle stanze al secondo piano.

Alle stampe è affidato anche il compito di tramandare il ricordo degli ultimi proprietari della Villa. Nel salotto rosso è esposta la stampa che riproduce il ritratto a olio del duca Giorgio II dipinto da suo figlio Ernst nel 1902 e conservato presso i musei di Meiningen. L’anziano duca dalla folta barba bianca è presentato in una posa che ricorda i ritratti dei principi rinascimentali e fissa l’osservatore con uno sguardo penetrante, trasmettendo la forza della sua personalità. Nella stessa stanza possiamo osservare anche l’incisione con il Ritratto della duchessa Carlotta di Sassonia Meiningen con i figli Bernardo, Maria Elisabetta e Giorgio Alberto  tratto da un dipinto del pittore di corte Samuel Friedrich Diez eseguito intorno al 1854.

A Carlotta, la prima moglie di Giorgio II, morta a 24 anni nel 1855, viene intitolata la villa sul lago di Como che ancora porta il suo nome, donata ai giovani duchi in occasione del loro matrimonio.

Il salone dei marmi

 

Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2017 [cm]