Lombardia Beni Culturali
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Cartula offertionis pro anima

<1039-1041>, chiesa di S. Pietro in Monte.

Martino prete, abitante nella città di Brescia, presso la chiesa di S. Cassiano, di legge romana, dona per la propria anima alla chiesa di S. Pietro constituta in luogo detto Monte un albero di olivo con la relativa ablaciatura, sito nella pieve di Toscolano, in vicus Pardalinus.

Originale incompleto, ASVat, FV, I, 2639 (SPM, 38) [A]. Nel verso tracce di scrittura coeva appena visibili con la luce di Wood, che si estendono per almeno tre righi (forse notitia); di due mani del sec. XII: Tusculano, In loco Pardalino.

Cf. MENANT, Campagnes, p. 159 (note 474, 475). La pergamena è consunta nella parte destra, con scolorimento dell'inchiostro e qualche abrasione.
Il notaio Armenulfus, al quale va accreditato anche il doc. 1, trascura qui di collocare all'inizio, come prevede il formulario, la data cronica. Alcune spie interne, quali la tipologia del negozio e l'impiego di ecclesia per indicare S. Pietro, ci costringono a collocare il documento tra il 1039 e il 1041. E se l'espressione usata per identificare S. Pietro (Ecclexia Sancti Petri constituta in loco que dicitur Momte) - la stessa che Armenulfo impiega nella cartula offertionis che abbiamo accreditata all'aprile del 1039 (n. 1) - trova un terminus ante quem nell'estate del 1041, quando il monastero fu fondato, abbiamo ritenuto precauzionalmente di comprendere nel possibile arco cronologico del presente documento anche il secondo semestre dell'anno poiché la scarsa professionalità del rogatario così come emerge dai due negozi superstiti non dà nessuna garanzia circa l'uso appropriato dell'appellativo istituzionale. D'altra parte l'impiego di ecclesia per denominare S. Pietro è ancora usato dal notaio Landus nel dicembre del 1041 e da altri anche più tardi (cf. nota introduttiva al doc. 20).
La sottoscrizione del presbitero Martino è autografa.

(SN) Ecclexia Sancti Petri constituta in loco que dicitur Momte ego Martino (a) | presbiter, abitator infra civitate Brixia, prope eclexia (b) Sancti Caxiani, qui profeso sum ex natjone mea legem | vivere Romana, ofertorex (c) et donatorex, p(resens) p(resentibus) dixi in eclexia Sancti Petri: quisquis in santis | ac in venerabilis locis et (d) suis alliquit contullerit regibus (e), iusta Autori vocem, in oc seculo | centuplum accipiad, insuper quod melius est, vitam posidebit eterna (1). Ideoque ego qui supra Mar|tino presbiter dono et ofero (f) et per presente cartul(a) oferxionis in eclexia Sancti Petri abendum con|firmo id est arborim unum ollivum cum sua ablaciatura iuris mei quam abere viso sum | in plebe Tuscolano, vico Pardalino, pro anima mea marcede. Que autem s(upra)s(crip)to ollivo cum sua | ablaciatura iuris mei superius dicto ab ac die in eadem (g) eclexia Sancti Petri donamus et oferamus et | per presente cartul(a) oferxionis in eclexia Sancti Petri abendum confirmo, faciendum exinde | a presenti die a pars ipsius eclexia Sancti Petri (h) proprietario nomine quiquit volueritis sine omni | mea et heredibus meis contraditjone (i). Quidem exspondeo atque (j) promito me ego qui supra Martino presbiter, una | cum eos heredes, a (k) pars ipsius eclexia Sancti Petri omni te(m)pore ab omni ommine defensare; | quod si defendere non potuerimus aut si vobis exinde alliquit per covis ingenium subtragere quexie|rimus, tuc (l) in duplum eadem oferxio, sicut pro te(m)pore fuerit melioratis aut valuerit sub estimatjone | in consimile loco; et nec m(i)h(i) licead ullo te(m)pore nolle quod voluimus, set quod a me semel factum | vel conscriptum est sub usiura(m)dum (m) inviolabiliter conservare promito cum stipulacione | subnixa. Acto Monte Sancti Petri. Feliciter.
+ Ego Martinus presbiter a me facta subscripsi.
Signum manibus Geriardo et Odo seo Rihelmo testes (n) legem Romana viventes.
Signum + manibus Teodaldo seo Giselberto testes.
(SN) Ego supra Armenulfus (o) notarius rogatus postradita c(on)plevi et dedi.


(a) -a- corr. da altra lettera.
(b) -a nel sopralineo.
(c) Tra -r- e -t- rasura di una lettera.
(d) Così A, in luogo di ex.
(e) Così A, in luogo di rebus.
(f) -o corr. da altra lettera.
(g) eade(m) nell'interlineo.
(h) -i corr. da e.
(i) A contra.
(j) A spondem(us) con i primi due gambi di -m corr. in o e con il terzo gambo utilizzato per la a- di atq(ue).
(k) a è preceduta da tibi in parte eraso e a sua volta su rasura di altre lettere.
(l) Così A.
(m) Così A.
(n) A tes.
(o) A Armemenulfus con A- nel sopralineo, in corrispondenza di r.

(1) Cf. MATTH. 19, 29.

Edizione a cura di Ezio Barbieri ed Ettore Cau
Codifica a cura di Gianmarco Cossandi

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