Fondo Gianni Bosio (ante 1971)

Fondo

Tipologia: fondo documentaria

Schede collegate: 1.168 fotografie

Conservatore: Istituto Mantovano di Storia Contemporanea, Mantova (MN)

Produttori del fondo: Bosio, Gianni (raccoglitore / ca. 1945 - ante 1971)

Autori
[persone] Arnold, Frid / Bellamio, Dante / Berva, Mario / Betri, Aurelio / Bianchi, C. / Capitanio, Cristofaro / Carmi, Lisetta / Foto Ada Arfini / Foto Baratelli / Foto Celso / Foto Dalla Casa / Foto G. Bertarello / Fotogr. Introini / Foto Guerra / Foto Recchia / Foto Rizzieri / Foto Rosy / Foto Songia / Foto Studio E. Molinari / Foto Vaghi / Fot. Veneta / Guler, Ara / Hanriot, A. / Montabone, Luigi / Morandi, Giuseppe / Pistone, R. / Premi, Andrea / Prestofoto / Sansoni, Romeo / Sartorio, Domenico / Schemboche, Michele / Sommariva, Emilio / Studio Foto Flore Vincenzo / Turino, Domenico / Zanicotti e Brugnolotti

Consistenza:
La consistenza del fondo è di 1254 pezzi (supporti catalogati). Le fotografie sono quasi tutte positivi (stampe alla gelatina bromuro d'argento e una decina di albumine) ad eccezione di una ventina di negativi su pellicola e uno su lastra di vetro. Il fondo fotografico fa parte del Fondo Gianni Bosio che comprende: una parte libraria, il cui ordinamento si è concluso nel 1990 mentre la rischedatura nel Sistema Bibliotecario Nazionale è iniziata nel 2002; una parte archivistica, la cui sistemazione è terminata nel 1995; materiali fotografici, che in gran parte sono stati scorporati (molte riproduzioni di manoscritti e testi a stampa, tutte le altre) e tenute a parte; il Fondo Romeo Soldi, recuperato da Bosio stesso. (Fondo Gianni Bosio 2003, pp. 13-14, 19) "Il Fondo può essere considerato per intiero archivio personale di Bosio, nel senso che raccoglie documentazione di attività sue proprie o compiute con altri e materiali su argomenti storiografici e politici d'interesse a lui più o meno immediato: non esiste alcuna sezione che Bosio mettesse insieme allo scopo di conservare il materiale solo per l'utilità d'altri a lui postuma." (Fondo Gianni Bosio 2003, p. 14)

Soggetti:
Si tratta di materiale molto variegato relativo a eventi storici e personaggi politici del secondo dopoguerra, documentazione di carattere etno-antropologico tra cui servizi fotografici di Giuseppe Morandi e Dante Bellamio, vedute e persone di Acquanegra sul Chiese e manifestazioni culturali varie tenute nel paese nativo di Bosio, ritratti di famiglia del Fondo Romeo Soldi.

Notizie storico-critiche:
Gianni Bosio ha raccolto molto materiale documentario tra cui quello fotografico. Il suo interesse per la fotografia è stato molto più per il contenuto che per l'apsetto formale dell'immagine. Egli ha utilizzato fotografie non per le proprie pubblicazioni, ma in occasione di due mostre ad Acquanegra. Nel 1997 "si pubblica l'inventario del fondo archivistico, donato al Comune di Mantova nel 1976 dai genitori Ida e Renzo e dai fratelli Aldo, Franca e Giulia. Ora è depositato nella sede dell'Istituto Mantovano di Storia Contemporanea e della Biblioteca Archivio della Provincia. Si porta a termine un lungo lavoro di ordinamento e catalogazione avviato nel 1984 in collaborazione con l'Amministrazione Provinciale (...)" (Fondo Gianni Bosio 1997, p. 7). Il Fondo, più precisamente, nel 1983 è stato depositato presso l'Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Mantovano, ora Istituto Mantovano di Storia Contemporanea (Fondo Gianni Bosio 2003, p. 13). Nel 2002 Aldo e Giulia Bosio, fratello e sorella di Gianni Bosio, hanno donato numerosi oggetti incorniciati (Fondo Gianni Bosio 2003, p. 18). Rinaldo Salvadori, nella prefazione dell'Inventario del 1997 dal titolo 'Storia locale e localismo in Gianni Bosio', sottolinea i vari aspetti dell'apporto storico-culturale dell'attività di Gianni Bosio: "Il filo rosso che intendiamo seguire è quello del valore culturale, in senso strategico, riservato da Bosio alla ricerca storica "locale". (...) Anche se i lavori storici più noti di G. B. sono quelli relativi agli scritti italiani di Marx ed Engels, all'opera di Carlo Cafiero, all'occupazione delle fabbriche, egli dedicò gran parte della sua attività storiografica alla storia "locale". Sia pure in modo intermittente, per più di un decennio, negli anni Sessanta, egli si è impegnato con 'Il trattore ad Acquanegra'; ma per questo tema aveva raccolto materiale e appunti già negli anni Cinquanta. Nel 1961 aveva steso un'ampia introduzione al volume di memorie di Luigi Musini 'Da Garibaldi al socialismo'; in questa sede aveva tracciato una vera e propria storia del movimento operaio e contadino della seconda metà dell'Ottocento. Da quanto risulta dal suo 'Giornale di un organizzatore di cultura', nel 1955 egli si proponeva un organico studio di storia locale su Amalfi. (...) La convinzione fondamentale, mai abbandonata da Bosio, è che la cultura e la ricerca devono adeguarsi alla scoperta e alla sistemazione dei documenti relativi ai modi di espressione del mondo popolare (...). In altri termini si può affermare che dalla comprensione del rapporto fra storia locale e storia generale, fra piccola storia e grande storia deriva la giusta collocazione politica e culturale dell'intellettuale. (...) La "creatività" culturale delle masse esige (...) la fondazione di una nuova cultura atta ad accogliere i caratteri originali, in primo luogo, della storia del movimento operaio e socialista italiano. (...) Il movimento operaio e socialista in Italia (...) va pertanto studiato non solo nel suo complesso, ma anche e specialmente nelle sue particolarità locali. (...) B. ha sempre paventato il pericolo del localismo, del municipalismo, del comunalismo. (...) La realtà locale è portatrice di valori universali: si può dubitare che ciò avvenga per la realtà nazionale. (...) il vero campo sperimentale per le sue ricerche di storia locale fu Acquanegra sul Chiese. (...) La storia locale, con una larga utilizzazione delle fonti orali, non può darci tutto ciò che Bosio aspirava a raggiungere; è notorio che esistono settori ed aree della storia e della cultura che sono inaccessibili attraverso questa strada; rimane però il fatto che B., difendendo sino al limite le sue tesi, ha dato l'avvio a ricerche che rivelano un'autentica originalità." (Fondo Gianni Bosio 1997, pp. 9-17).
Le riproduzioni fotografiche di documenti bibliografici e manoscritti non sono state catalogate ma ne è stato compilato un inventario, di cui è allegato il file in DO>FNT.

Riferimenti bibliografici
Fondo Gianni Bosio, Fondo Gianni Bosio. Inventario, Mantova, 2003
Fondo Gianni Bosio, Fondo Gianni Bosio. Inventario, Mantova, 1997