parrocchia di Sant'Antonio di Padova 1920 - 1986

Parrocchia della diocesi di Bergamo. La chiesa di Sant’Antonio in Ambria fu destinata quale sede di un vicariato autonomo fin dall’anno 1882, al fine di provvedere ai bisogni spirituali dei fedeli abitanti nelle contrade soggette alle parrocchie Zogno, Spino, Bracca e Endenna formanti la frazione detta dell’Ambria (decreto 21 novembre 1882). La chiesa di Ambria venne eretta in parrocchia autonoma nel 1920, con decreto del vescovo Luigi Maria Marelli, con l’impegno di un onere in cera in segno di riconoscimento verso la chiesa matrice di Endenna, e di un tributo alle parrocchie dal territorio delle quali venne smembrata, ossia Zogno, Spino al Brembo, Bracca e Somendenna (decreto 22 maggio 1920).
La chiesa venne consacrata l’11 aprile 1948 dal vescovo Adriano Bernareggi, che la dedicava a Sant’Antonio di Padova (Pagnoni 1992).
Fin dal momento dell’erezione, la parrocchia di Ambria fu inclusa nella vicaria di Zogno, nella quale rimase compresa fino alle successive modifiche dell’assetto territoriale della diocesi. Dal 1971, in seguito alla riorganizzazione diocesana in zone pastorali (decreto 28 giugno 1971), fu aggregata alla zona pastorale V, composta dalle parrocchie delle vicarie di Selvino, Serina, Sottochiesa, San Giovanni Bianco, Zogno e Brembilla (decreto 28 giugno 1971). Con l’erezione dei vicariati locali nella diocesi, è entrata a far parte del vicariato locale di Brembilla-Zogno (decreto 27 maggio 1979).
Nel 1986, in seguito al decreto del ministro dell’interno che risolveva di conferire la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto alle parrocchie della diocesi di Bergamo, alla parrocchia di Sant’Antonio di Padova in Ambria succedeva per l’intero patrimonio la parrocchia intitolata ai Santi Antonio di Padova e Alessandro martire, con sede in località Ambria (decreto 20 novembre 1986).

Relazioni:
Compresa in:
vicaria foranea di Zogno 1920 - 1979
zona pastorale V 1971 - 1979
vicariato locale di Brembilla-Zogno 1979 - 1986

ultima modifica: 05/09/2005

[ Roberta Frigeni ]