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217. Francesco Sforza al capitano del divieto dell'Oltrepo pavese 1452 giugno 6 presso Trignano

Francesco Sforza vuole che il capitano del divieto dell'Oltrepo pavese intervenga a che quanto nuovamente illegalmente si fatto dagli uomini di Casteggio per il fossato, per cui si lamentano Corrado e Manfredo, fratelli Carcano, sia eliminato e tutto si riporti alla precedente situazione.

Capitaneo nostro ultra Padum devetus Papiensis. Da Conrado et ser Manfredo, frately da Belcredo, havimo receuta de nuovo lamenta per la casone de quelo fossato fato, como dicono, sul suo, ho apresso per queli nostri homini da Calstigio indebitamente de fato e cum unione de gente in grandissimo preiudicio d'essy fratelly, segundo che per la nova loro supplicatione latius poteray vedere. Per la qual cossa volemo e comandemoty provedi per ogni modo (a) expediente, essendo verre le cosse narrate, ch'esso fossato sia reducto ad prestinum statum come era prima ch'el fosse fato. Et in questo fa per modo che la iustitia habia loco e niuno s'habia a gloriare del suo malfar, e de ci py non sentiamo dig(n)a querela. Ex felicibus nostris castris apud Trignanum, die vi iunii MCCCCLsecundo.


(a) Segue che per la iustitia depennato.