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1759. Francesco Sforza a Teseo da Spoleto 1451 giugno 1 Milano

Francesco Sforza vuole che il suo commisario, Teseo da Spoleto, faccia otteneree celermente a Francesco della Capra il dovutogli dai suoi debitori e altrettanto ottenga Antonio, detto Cornatello, dagli uomini di Oltesola e di Pra.

[ 470v] Theseo de Spoleto, commissario nostro.
Volimo che ciaschaduno messo de Francesco della Capra dele presente exibitore rimossa ogni casone faze rasone summaria contra ciaschuno suo debitore de tutto ci˛ gli fusse tenuto per le tasse sue. Et questo te scrivemo per la lamenta quale ce ha facta dicto Francesco che gli sui non ponno havere el dever suo dali sui debituri, ný etiam gli fi facta rasone. La qual cosa quanto ne sia cara el poy considerare; vogli adoncha provedergli in modo che esso non habbia casone de porgere iusta lamenta. Ceterum Antonio dicto Cornatello, quale se conduce con lo illustre signor marchese, dice havere dagli homini nostri da Oltesola et da Pra certi dinari. Ex quo volemo et commandiamote che intesa la casone, gli faci satisfare del debito in modo possa transfirire con la robba sua, senza intervallo de tempo dal prefato illustre signore, et ci˛ non falli. Data Madiolani, die primo iunii 1451.
Iohannes.