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187. Francesco Sforza al castellano di Nazario 1450 agosto 26 Lodi

Francesco Sforza rimprovera il castellano di Nazario per aver accolto uomini provenienti da luoghi appestati e vietato che venissero cacciati dal territorio.

Castellano nostro Nazarii (1).
Dilecte noster, cum gran dispiazere habiamo intexo che tu recepti in quello nostro castello deli homini quali vengono da lochi infecti da pesta et non solo li recepti nel castello, ma etiamdio li metti in la terra, et che volendo li homini de quella terra caciare fuora alcuni de quilli gli havevi missi dentro gli l'hay prohibito cum saxi et altre cose, che non Ŕ stato ný bono ný laudevele ný etiam convenieto allo debito et honore tuo, perchÚ doveresti cercare la salute et sanitÓ di quelli homini, nonchÚ vetarli che non possino caciare li suspecti. Pertanto te commetiamo et commandiameti che, per quanto hay ad caro la gratia nostra, da m˛ inanzo non recepti in quella nostra forteza alcuno senza nostra saputa et etiamdio non te impazi deli homini dela terra, ma solamente faci l'offitio tuo. Data Laude, xxvi augusti 1450.
Cichus.


(1) Non identificato (la carica non Ŕ segnalata da SANTORO, Gli uffici).