Galleria della Accademia Tadini

Definizione: collezione

Tipologia: artistico

Istituto di conservazione: Accademia di belle arti Tadini, Lovere (BG)

Consistenza

Il nucleo principale della Galleria è rappresentato dalla collezione raccolta dal conte Luigi Tadini e da lui allestita nella sede attuale; comprende una sezione di dipinti antichi (dal XIV al XIX secolo), una collezione di porcellane e biscuits, sculture in marmo e legno, bronzetti, medaglie, disegni antichi, stampe e incisioni, materiale archeologico, armi e armature e una biblioteca. A questa si sono successivamente aggiunti: il fondo della Scuola di disegno, costituito da libri di modelli, gessi didattici che servirono per le attività artistiche dell'Accademia nel corso dell'Ottocento e disegni degli allievi; la donazione di Teresa Banzolini Storti, con documenti, cimeli e medaglie di età risorgimentale; la donazione Zitti che comprende un Ceruti e mobili pregiati; fondi di arte contemporanea

Notizie storico critiche

Nel 1827 il conte Luigi Tadini faceva trasferire da Crema tutte le collezioni che sino ad allora erano state esposte nelle dieci sale della sua residenza privata. La collezione rispecchia la varietà di interessi di un aristocratico cresciuto nel clima dell'Illuminismo lombardo che raccoglie, nella sua biblioteca, opere di letteratura, filosofia, storia e scienze. I suoi interessi sono infatti rivolti alle espressioni più varie dell'arte, della tecnica e della natura che trovavano espressione in una raccolta che comprendeva, oltre agli oggetti d'arte, anche preparati naturalistici e una raccolta di lave. Le collezioni sono molto interessanti sotto il profilo storico artistico. Tra le sculture si segnala un importante nucleo legato ai rapporti del conte Tadini con Antonio Canova: il bozzetto per la statua della Religione in memoria di Faustino Tadini e la Stele Tadini, conservata nella collocazione originale nella cappella interna al Museo. A questo si affianca un gruppo di sculture realizzate da Giovanni Maria Benzoni prima e dopo il soggiorno romano. Le Sale a quadri, non erano organizzate per scuole, ma volta a documentare alcune eccellenze della pittura. Il nucleo centrale è rappresentato dalle opere di origine cremasca (tra le quali pale di Vincenzo Civerchio, Paris Bordon, Aurelio Busso, Bernardino Fusario, Mauro Picenardi) e da un prezioso nucleo veronese (Francesco Benaglio, Liberale da Verona, i due Brusasorci, Jacopo Ligozzi). Gli acquisti effettuati sul mercato antiquario annoverano poi capolavori di Jacopo Bellini, Antonio Vivarini, Marco Palmezzano, Palma il giovane, fra' Galgario. La sezione dei disegni comprende pezzi sei-settecenteschi di area lombarda e veneta. La preziosa raccolta di porcellane - tra le prime in Lombardia - affianca al nucleo di materiali orientali una scelta selezione di pezzi delle manifatture di Parigi, Meissen, Hochst e Vienna e, sul versante italiano, Este e Napoli, sculture in biscuits della fine del sec. XVIII, tra cui un gruppo di opere di Giovanni Volpato e di Flippo Tagliolini. Questo nucleo originario si è arricchito di successive donazioni tra cui, nel 1953, la collezione Zitti che annovera un Ceruti e pregiati mobili. Il fondo della Scuola di pittura comprende di modelli in gesso che servirono per le attività artistiche dell'Accademia nel corso dell'Ottocento, molto interessanti per la documentazione delle metodologie didattiche e delle tendenze artistiche propugnate con il proposito di creare una classe di artisti e artigiani, alcuni libri di modelli e un nucleo di fogli realizzati dagli allievi tra Otto e Novecento.