L'amante morta

Martini, Arturo

L'amante morta

Descrizione

Identificazione: figura femminile

Autore: Martini, Arturo (1889/ 1947), esecutore

Cronologia: post 1921

Tipologia: scultura

Materia e tecnica: gesso/ pittura

Misure: 85 cm x 65 cm x 105 cm (intero)

Notizie storico-critiche: Fra le opere più significative del primo periodo dell'attività di Martini a Vado Ligure, l'Amante morta si colloca con assoluta originalità nel panorama artistico a cavallo del 1920 per la sua accesa policromia. L'uso del colore, spesso applicato in scultura con un intento di mimesi nei confronti della realtà, contrasta con il severo classicismo tipico dell'arte plastica contemporanea. La postura della donna, seduta, con le mani abbandonate in grembo e lo sguardo rivolto verso il cielo, evoca La fiducia in Dio di Lorenzo Bartolini (1835, Milano, Museo Poldi Pezzoli). Da tale modello purista
L'amante morta si discosta, però, sia per il tema romantico della donna abbandonata dall'amante, sia stilisticamente per i riferimenti all'arte etrusca e per un quattrocentismo diversamente interpretato: evidenti i primi nella bocca socchiusa, rivisitazione del sorriso etrusco, il secondo nelle pieghe della veste e nella retina decorata che raccoglie l'acconciatura. Lo specchio e il libro aperto, con due fiori tra le pagine, cui la donna non presta più attenzione, sono i malinconici simboli di un amore ormai finito e di una vanitas che non ha più ragion d'essere: la morte si rivela così non una morte fisica ma interiore. Dell'opera esistono sei esemplari in bronzo realizzati nel 1989 dal gesso originale sulla base del contratto del 1923 con Arnolfo Becchini.
(Da "Capolavori del Novecento italiano dalla Collezione Gian Ferrari al FAI", Milano, 2006, p.46).

Collocazione

Milano (MI), Museo Villa Necchi Campiglio

Credits

Compilatore: Cresseri, Marco (2009)

Funzionario responsabile: Dina Borromeo, Lucia; Maderna, Valentina

Ultima modifica scheda: 04/01/2018

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