Sala da pranzo di casa Crespi Morbio

Pogliaghi, Ludovico; Cairoli, Giuseppe; Cassina, G.

Sala da pranzo di casa Crespi Morbio

Descrizione

Autore: Pogliaghi, Ludovico (1857-1950), Autore principale; Cairoli, Giuseppe (sec. XIX), Collaboratore; Cassina, G. (sec. XIX), Collaboratore

Cronologia: post 1886

Tipologia: arredi e suppellettili

Materia e tecnica: legno di ebano/ intaglio; legno di noce/ intaglio; radica di noce/ intaglio

Descrizione: Sala da pranzo composta da una console, due credenze, un tavolo, due poltrone e due sedie.

Notizie storico-critiche: La sala da oranzo Crespi, ideata da Ludovico Pogliaghi e realizzata nel 1886 per la dimora milanese dei coniugi Giulia Morbio e Benigno Crespi con la collaborazione degli ebanisti Giuseppe Cairoli e G. Cassina, è un complesso omogeneo di manufatti in stile eclettico, conservato nella sua integrità. Per ricchezza formale e iconografica emergono le monumentali credenze e la console. I due grandi mobili di distinguono per l'originalità dell'invenzione che prevede l'applicazione di elementi decorativi classico-rinascimentali e manieristici su strutture barocche di impianto architettonico, le cui proporzioni sono desunte da quelle tipiche degli armadi lombardi del primo Settecento. Nelle figure e nei motivi plastici di forte aggetto si riconoscono evidenti citazioni michelangiolesche, piranesiane e dalla scultura lombarda del Cinquecento, abilmente fuse in un'originale sintesi linguistica, cifra dell'erudita cultura accademica del giovane Pogliaghi. La console, di stile neorinascimentale, appare invece foggiata sulla base della conoscenza degli arredi lombardi del XVI secolo e degli antichi mobili nordeuropei, rielaborati secondo il gusto ridondante in voga nella seconda metà dell'Ottocento. L'arte dell'intaglio, oltre a esprimere nella forma più matura l'adesione agli stilemi del mobile rinascimentale da parte degli ebanisti italiani, annunciatasi già negli anni trenta del XIX secolo, coincide in questo caso con le preferenze estetiche del Pogliaghi, innamorato del Rinascimento e del suo patrimonio figurativo e con la spiccata inclinazione del maestro verso la tecnica della scultura. L'insieme, anche per la singolare coerenza con la restante ornamentazione fissa dell'ambiente, documentata da fotografie d'epoca, rappresenta una delle più interessanti testimonianze dell'attività del Pogliaghi come disegnatore di mobili, esercitata in progetti per interni di abitazioni e residenze lombarde, tra cui spiccano, per i fastosi decori, le sale del milanese palazzo Turati, cronologicamente prossime agli interventi eseguiti in casa Crespi.

Collezioni: Collezione dei mobili del Museo delle Arti decorative del Castello Sforzesco, Collezioni delle Civiche Raccolte d'Arte Applicata del Castello Sforzesco

Collocazione

Milano (MI), Raccolte Artistiche del Castello. Raccolte d'Arte Applicata

Credits

Compilatore: Salsi, Claudio (2006)

Funzionario responsabile: Tasso, Francesca

Ultima modifica scheda: 05/01/2018

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