Ostensorio architettonico

ambito bavarese

Ostensorio architettonico

Descrizione

Ambito culturale: ambito bavarese

Cronologia: 1527

Tipologia: arredi liturgici e suppellettile ecclesiastica

Materia e tecnica: argento/ fusione/ sbalzo/ cesellatura/ doratura

Misure: 34 cm x 127 cm

Peso: 11 kg

Descrizione: Questo imponente ostensorio architettonico in argento poggia su un alto piedistallo formato da un piede lobato e dal fusto a sezione poligonale suddiviso da tre nodi schiacciati, anch'essi poligonali. Superiormente, su una base mistilinea, poggia un'alta guglia traforata a motivi vegetali ospitante la teca in cristallo per l'eucarestia con lunetta sorretta da due piccoli angeli e due sculture in argento dorato, una della "Madonna assunta" e l'altra più piccola dell' "Ecce homo" (Schmerzensmann). Ai lati, entro due guglie minori, sono collocate le statuette in argento dorato di "San Pietro" e "San Paolo" nella parte bassa e quelle di "San Sebastiano" e "San Rocco" in alto. Coronano le guglie tre alti pinnacoli traforati e decorati a piccoli motivi.

Notizie storico-critiche: Il grande ostensorio, del peso eccezionale di 11 chilogrammi, è un importante esempio di oreficeria tedesca tardogotica, come indicano il trionfo di guglie ospitanti piccole sculture e la ricchezze delle minute decorazioni fitomorfe a traforo. In particolare la tipologia con piede lobato oblungo con leggere decorazioni floreali incise, l'alto fusto a tre nodi e le testine di angioletti sugli archetti pensili della guglia centrale richiamano la produzione bavarese, suggerita dal confronto con l'ostensorio di Ambras, detto di Massimiliano I, o con quello della parrocchiale di Neumarkt nel Sudtirolo, anteriore al 1531. La data "1527", ripetuta due volte sulla superficie dell'ostensorio gandinese, indica quasi certamente la data dell'opera, che fu registrata nell'inventario parrocchiale del 1535 come proprietà dei mercanti gandinesi che frequentavano la Germania. Come per tanti altri arredi sacri della chiesa di Gandino, anche l'acquisizione di questo eccezionale manufatto si lega ai fiorenti traffici dei mercanti gandinesi nell'Europa d'oltralpe. Destinato alla processione del Corpus Domini, l'ostensorio fu in passato sospeso dall'uso processionale per il suo peso eccessivo (cfr. la relazione a padre Donato Calvi del 1668), mentre attualmente è di nuovo utilizzato in questa liturgia con l'ausilio di una robusta fascia legata al collo del celebrante e fissata sotto il piedistallo.

Collocazione

Gandino (BG), Museo della Basilica

Credits

Compilatore: Civai, Alessandra (2014)

Funzionario responsabile: Gigante, Rita

Ultima modifica scheda: 05/01/2018

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