Croce di Ughetto

Lorenzoni, Ughetto; Silli, Michele; Pecino Pietro de Nova; de' Giuli, Carlo

Croce di Ughetto

Descrizione

Autore: Lorenzoni, Ughetto (notizie sec. XIV seconda metà), esecuzione oreficeria; Silli, Michele (notizie sec. XIV seconda metà), esecuzione oreficeria; Pecino Pietro de Nova (notizie 1364-1402), disegno; de' Giuli, Carlo (notizie 1618), restauro e inserimento del nodo

Cronologia: 13861616

Tipologia: arredi liturgici e suppellettile ecclesiastica

Materia e tecnica: argento/ fusione/ sbalzo/ cesellatura/ doratura; legno

Misure: 87,5 cm x 145 cm

Descrizione: La croce astile, lavorata su entrambi i lati, presenta il caratteristico innesto circolare sulla terminazione inferiore, utile a issare la croce sull'asta per usi processionali. La forma rispecchia la tipologia gotica con terminazioni quadrilobate sulle quali, lungo il profilo esterno sono inserite delle piccole cuspidi decorative, terminanti con il giglio, forse in riferimento al giglio di Sant'Alessandro. Sul recto della croce compare il "Cristo crocifisso", nella tipologia patiens, mentre nelle formelle sulle terminazioni vi sono in alto, "Santa Grata con la testa di Sant'Alessandro", ai lati un "Angelo" e la "Madonna", in basso "San Giovanni Evangelista". A tergo "Sant'Alessandro a cavallo" al centro, mentre le formelle sulle terminazioni, raffiguranti i Simboli dei Quattro Evangelisti, sono perdute. Il nodo esagonale a forma di tempietto presenta sei nicchie con santi, tre dei quali sono perduti.

Notizie storico-critiche: La cosiddetta Croce di Ughetto è l'opera più importante del Tesoro del Duomo. Proviene dalla Basilica Alessandrina, una delle due antiche cattedrali di Bergamo sede del Capitolo di Sant'Alessandro, per il quale nel 1386 gli orafi Ughetto Lorenzoni da Vertova e Michele "de Silli" da Piacenza l'avevano realizzata su disegno del pittore Pecino Pietro da Nova ponendo in posizione evidente sul recto il rilievo con Sant'Alessandro a cavallo e la città di Bergamo sullo sfondo. Dopo che la Basilica fu demolita nel 1561 per la costruzione delle Mura Venete, la croce fu portata nell'attuale cattedrale, allora dedicata a san Vincenzo. Nel 1616, in un momento in cui si tentava di riconciliare e unificare i due Capitoli di Sant'Alessandro e San Vincenzo, la croce fu fatta restaurare dall'orefice milanese Carlo de' Giuli che sostituì il Cristo crocifisso con uno più recente proveniente da una croce del Capitolo di San Vincenzo, modificando inoltre la disposizione delle formelle (Sant'Alessandro fu collocato a tergo) e aggiungendo un nodo a tabernacolo con altri Santi cittadini. Dopo il 1797, con le spoliazioni napoleoniche degli enti religiosi, andarono perduti tre santi nel nodo e le quattro formelle con gli Evangelisti, sostituite nel secolo XIX con angeli in stile, ora eliminati.

Collocazione

Bergamo (BG), Fondazione Adriano Bernareggi - Museo Adriano Bernareggi. Museo e Tesoro della Cattedrale

Credits

Compilatore: Civai, Alessandra (2014)

Funzionario responsabile: Gigante, Rita

Ultima modifica scheda: 15/06/2015

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