Dipinto

Gaggini, Giovan Francesco; Orelli, Giuseppe Antonio; Scotti, Pietro

Dipinto

Descrizione

Autore: Gaggini, Giovan Francesco; Orelli, Giuseppe Antonio; Scotti, Pietro

Cronologia: post 1739 - ante 1755

Tipologia: pittura

Notizie storico-critiche: Il sito dove sorge la chiesa attuale ha conosciuto una lunga frequentazione, dall'epoca imperiale romana fino all'antica pieve di San Pietro, ricordata per la prima volta in un documento del 1177, dove papa Alessandro III le conferma la piena autonomia dal monastero cluniacense di Provaglio. Lo stesso documento riporta il nome del più antico edificio di culto esistente sullo stesso sito, precedente alla pieve detta di Azzano: si tratta della pieve d'Izio. Fra le varie chiese assogettate ad Azzano durante il Medioevo c'è infatti anche quella di Pievedizio; le altre sono San Michele di Capriano e Sant'Andrea di Mairano.
Nel 1511, dopo un periodo di decadenza, papa Giulio II accorpa il beneficio parrocchiale alle dotazioni dell'Ospedale Civile di Brescia, che diviene patrono della chiesa di Azzano. Tra i vari benefattori della chiesa si segnalerà il cardinal Uberto Gambara, ricordato da un'epigrafe un tempo murata in facciata, ora collocata sulla porta laterale.
La chiesa si presenta oggi nelle forme settecentesche che ne hanno modificato radicalmente l'aspetto. La decisione di ricostruire la chiesa fu presa dai deputati dell'Ospedale a partire dal 1734; il progetto fu affidato al comasco Antonio Corbellini, molto attivo per altre chiese della provincia bresciana (Travagliato, Coccaglio, Malonno, Pontegatello). L'idea originaria, in seguito realizzata dall'architetto, era di scandire l'unica navata con tre cupole (di cui la terza sopra il presbiterio), allargando i lati per inserire delle cappelle. A sostegno dell'arco sovrastante le cappelle laterali (che doveva reggere anche le spinte delle calotte), il Corbellini pose due colonne per ogni singolo vano.
Il ciclo di affreschi è opera di maestranze intelvesi legate alla famiglia degli architetti Corbellini. Assegnati in un primo momento a Giovan Battista Sassi da Sandro Guerrini, lo stesso studioso ha in seguito individuato la presenza di almeno tre diverse mani: quella di Giovan Francesco Gaggini, di Giuseppe Antonio Orelli e di Pietro Scotti. Gli affreschi, eseguiti tra il 1739 e il 1755, ricoprono interamente le tre cupole della navata, compresi i pennacchi, i sottarchi e le pareti laterali.

Collocazione

Provincia di Brescia

Ente sanitario proprietario: A.S.S.T. Spedali Civili di Brescia

Credits

Compilatore: Piazza, Filippo (2009)

Funzionario responsabile: Casarin, Renata

Ultima modifica scheda: 05/08/2019