Spazio. Una "città regione"

Fotografia di autore non identificato: Traforo del Gottardo - Operai in posa davanti all'imbocco della galleria, 1880; Archivi dell’Immagine - Regione LombardiaAgli albori del nuovo secolo industriale, il nord Italia sembra chiamare a sé il resto del paese, mentre i suoi commerci spingono il mercato verso l’Europa, grazie all’apertura del traforo del San Gottardo.
Milano, prima città del neonato stato unitario e vertice del futuro triangolo industriale, con Torino e Genova, è, infatti, la protagonista dello sviluppo economico che investe la Lombardia in questo scorcio di secolo. Un’espansione discussa e controversa, che, dal capoluogo, si allarga oltre i confini del proprio hinterland/suburbio, conquistando le città vicine. E se di conquista si deve parlare, non la si deve intendere esclusivamente da un punto di vista economico.

Mentre la grande esposizione del 1906 celebra l’apertura del traforo del Sempione, Milano è animata dalla volontà di sperimentare ed aggiornare i propri orizzonti culturali, aprendo le frontiere all’Europa ed al panorama internazionale. Anche in ambito architettonico, dove questa carica innovativa si trasforma in necessità, resa tale dal rapido sviluppo industriale e demografico che, alla metà degli anni Trenta, porta la città a superare il milione di abitanti. Milano, così, sente l’urgenza di ripensare il proprio tessuto urbano e diventa teatro di una intensa attività edilizia che, dal XIX secolo, si protrae, tra alti e bassi, sino al boom economico degli anni ’60.

"Pianta della città di Milano, con l'andamento delle prime cinque linee di metropolitana, come sin qui previste dai competenti uffici", 1937; archivio Luigi Lorenzo SecchiLa facoltà d’azione data da una gestione alle volte troppo liberale dello spazio urbano ha permesso, così, a progettisti più o meno rinomati, di formarsi e di confrontarsi direttamente con i numerosi cantieri cittadini e, inevitabilmente, con le più pragmatiche vicende politiche che coinvolsero la città, contribuendo a plasmarne significativamente il volto.
La compresenza ed il dialogo tra la molteplicità di linguaggi, che spaziano dall’eclettismo allo stile liberty, sino al razionalismo più critico ed al postmoderno, testimoniano di questa centralità culturale.

Fotografia di autore non identificato: Como - La Casa del fascio dall'alto nel contesto urbano, post 1932; Fondo Fotografico Cultura - Provincia di ComoUn dinamismo che si estese anche verso quei centri, economicamente gravitanti intorno alla città meneghina, ancora oggi profondamente influenzati dal capoluogo lombardo. Ripercorrendo la prima autostrada italiana, la Milano-Laghi, se ne possono rintracciare alcuni riflessi. Tra le città toccate dalla strada a scorrimento veloce, ideata nel 1921 dall’ing. Pietro Puricelli, Como appare quella maggiormente coinvolta nel dibattito architettonico: vi partecipano protagonisti che, con la loro attività, incidono sul tessuto della città lacustre.
Un itinerario complesso che risale anche lungo il lago: e tra i tesori delle sue sponde, ville di delizia e giardini, eco del benessere e dello sviluppo milanese, si insinua il germe della modernità.