Introduzione

I punti di interesse di questo percorso sono rappresentati attraverso indici e mappe.
Tali punti sono suddivisi geograficamente secondo sei spicchi, detti anticamente Sestieri, in cui era divisa la vecchia Milano. Naturalmente la Milano storica era compresa in quella che oggi è considerata la zona 1 (per intenderci fino al tracciato delle mura spagnole). La suddivisione proposta invece è stata, per comodità, idealmente proiettata oltre le cinte bastionate storiche.

Anticamente i sestieri si aprivano dalle porte del Broletto (l’odierna Piazza Mercanti) e davano vita a raggiere con confini labili dove però si sviluppavano modi di vivere, luoghi e tradizioni proprie.
Prendevano il nome dalla porta urbica di riferimento su cui si affacciavano lungo le mura.
Col tempo le porte si moltiplicarono e si aggiunsero, con lo sviluppo della città e dei commerci, anche le pusterle, passaggi meno importanti, istituite per facilitare e controllare in modo più capillare i transiti da e per la città. Ma l’antica e ideale divisione urbanistica in sei parti rimase a lungo, almeno fino al piano Beruto del 1888, che introdusse nuove porte daziarie.

Agostini, Giampietro. Milano. Castello Sforzesco dall'Arco della Pace.
Agostini, Giampietro. Milano. Galleria Vittorio Emanuele. L'arco d'ingresso.

Nell’immaginario del milanese più maturo, l’idea di appartenenza ad una determinata zona in cui è nato è cresciuto è ancora viva, spesso legata ad un ben riconoscibile sestiere.
Ne illustriamo, di seguito, nomenclatura e carattere.

Porta Ticinese
Porta Ticinensis scamno rubeo intus, che in milanese diviene: on scagn ross su fond bianch.
Uno sgabello rosso su fondo bianco era lo stemma del sestiere Ticinese.

Porta Romana
Porta Romana portatex toto rubeum, che in milanese diviene: Stemma tutt ross.
Tutto rosso era lo stemma del Sestiere di Porta Romana nel quale si erano accorpate cinque contrade, quelle del Falcone, della Cicogna, del Fieno, del Brolo e delle Capre.
La più antica Porta Romana era guarnita di quattro torri, i resti di una di queste – dopo la demolizione del complesso nel 1793 – furono incorporati nel gruppo di case che ancora si trova alla sinistra del Corso per chi va fuori città, all’angolo con Via Francesco Sforza.

Porta Orientale
Porta Orientalis portat lonem nigrum, ovvero: Leon cherampegna su fond bianch.
Un leone rampante su sfondo bianco era lo stemma del Sestiere di Porta Orientale, con le cinque contrade del Verzaro, delle Farine, dell’Agnello, della Cerva e della Bautta.
Era a metà dell’attuale Corso Venezia, aveva due archi ed era fortificata con due torri; fu demolita nel 1818. Sembra che a difendere l’esistenza contro precedenti decreti di abbattimenti sia stata la statua di S. Giovanni Nepomuceno, che si erigeva tra i due voltoni della porta.

Porta Nuova
Porta Nova portat quadratum ex albo et nigro,che detto in milanese suona: Stemma a quatter quadre bianch e neger.
Uno stemma a quattro quadri bianchi e neri sventolava sul sestiere di Porta Nuova, formato dalle contrade dei Rostri (o dell’Aquila), dei Bossi, della Mazza, degli Andegari e della Spiga.

Porta Vercellina
Porta Vercellina portat Balzanam, superius rubram, inferius albam, ovvero Stemma ross e bianch, ross dessora bianch de sott.
Stemma rosso e bianco (rosso di sopra, bianco di sotto) ha il Sestiere di Porta Vercellina, con le sue contrade della Piscina (chiamata anche del Bocchetto), della Rosa, dei Morigi, della Porta, del Nirone.

Porta Comasina
Porta Cumana portat Tabulam ex rubro et albo, ovvero: Stemma a quadrett bianch e ross.
Stemma a quadretti bianchi e rossi lo aveva il Sestiere di Porta Comasina, con le sue Contrade del Cordusio, del Rovello, del Campo e dei Fiori.