Biografia


Autoritratto, 1953

Federico Patellani (1911-1977) è stata una personalità di rilievo nel contesto fotogiornalistico italiano.

Nato a Monza il 1° dicembre del 1911 da una vecchia famiglia milanese, si laurea in legge dopo gli studi classici affiancando alla professione di avvocato la passione per la pittura e la letteratura che matura all’interno dei circoli culturali milanesi.
Nel 1935, dopo il servizio di leva, partecipa come ufficiale del genio alle operazioni militari in Africa Orientale; in tale occasione realizza con la sua Leica una serie di immagini di viaggio che verranno pubblicate dal quotidiano milanese “L’Ambrosiano”. Da questo momento Patellani farà della fotografia una professione.
Nel 1939 infatti lascia definitivamente il diritto per dedicarsi al fotogiornalismo iniziando una lunga collaborazione col periodico “Tempo” di Alberto Mondadori. Nasce in questo contesto editoriale il fototesto, un nuovo modo di fare giornalismo caratterizzato da un ampio servizio fotografico commentato da lunghe didascalie. Sempre nel 1939, si avvicina al mondo del cinema come uno dei produttori di Piccolo Mondo Antico per la regia di Mario Soldati.

Nel 1940 è in Jugoslavia come inviato di “Tempo” a realizzare un servizio sulle operazioni militari dell’esercito italiano.
Nel 1941, richiamato al fronte come aggregato alle Squadre Fotocinematografiche, documenta la campagna di Russia firmando i suoi servizi con lo pseudonimo di Pat Monterosso.
Realizza poi, nel 1943, una celebre serie di immagini sulla Milano bombardata.
Nello stesso anno rivendica la legittimità del proprio lavoro nell’articolo Il giornalista nuova formula pubblicato dal gruppo editoriale “Domus”, in cui espone i principi su cui si fonda la nuova professione del fotografo giornalista.
“Fu il cinema documentario e di attualità”, sostiene il fotografo nell’articolo “ad imporre definitivamente il suo gusto e il suo sistema; né può stupire il fatto che il cinema ha fatto sentire la sua influenza su ogni settore della vita oggi. Se piaceva allo spettatore che un dato avvenimento o un certo argomento venissero illustrati da una pellicola commentata dalla voce dell’annunciatore, perché non si sarebbe potuto fare dei giornali con lo stesso criterio, ricchi di servizi fotografici commentati da didascalie e da articoli?”.

Dopo due anni e mezzo di internamento in Svizzera e un anno e mezzo alla redazione del “Corriere Lombardo”, rioccupa il suo posto alla redazione di “Tempo”, che riprende le pubblicazioni a partire dal 1946 con la direzione di Arturo Tofanelli.
Le sue immagini raccontano l’Italia del dopoguerra, la ripresa economica, le industrie, la moda, la vita culturale, i primi concorsi di bellezza , la ripresa del cinema e i mutamenti sociali nell’Italia del sud.
Collabora poi con i più grandi periodici italiani tra cui “Tempo”, “Epoca”, “Oggi”, mantenendo costantemente uno sguardo alle testate estere con cui intesse una fitta rete di rapporti professionali.

Un uomo colto ed entusiasta del proprio lavoro che trova nella Milano della ricostruzione un terreno fertile su cui intraprendere la propria carriera; è il periodo infatti in cui fiorisce l’industria editoriale per la quale lavorano e si confrontano artisti, letterati e giornalisti.
In tale ambiente Patellani trova gli stimoli per la realizzazione di reportage che documentino la realtà nel modo più narrativo possibile.
La consapevolezza di assistere alla nascita dell’industria culturale lo porta a decidere di diventarne un protagonista; pertanto nel 1952, con lungimiranza, diventa free-lance fondando la PAT PHOTO PICTURES, una sorta di agenzia fotogiornalistica moderna. Questa, in linea con la nascita di periodici sempre più interessati alle notizie estere, si propone di realizzare un vasto archivio di immagini da scattare in diverse parti del mondo e vendibili a testate giornalistiche italiane e straniere. Con grande impegno Patellani si dedicherà alla progettazione e realizzazione di reportage fotografici e cinematografici nei cinque continenti.
Sempre nel 1952 realizza una serie di reportage sul meridione d’Italia pubblicati da “Tempo” col titolo di Italia Magica.
Nel 1953 è aiuto regista di Alberto Lattuada per il film La Lupa. Nello stesso anno è in Grecia e Turchia e in quello successivo ancora in Italia meridionale: in questi due anni nascono le sue esperienze televisive con la realizzazione di due documentari dal titolo Viaggio nei paesi di Ulisse e Viaggio in Magna Grecia. Nel 1956 realizza invece, insieme a un omonimo servizio per “Epoca”, un lungometraggio in cinemascope a colori dal titolo America Pagana.
Sempre su “Epoca”, pubblica nel 1959 una serie di servizi dal titolo Paradiso Nero realizzati, con l’aiuto del figlio Aldo, durante un lungo viaggio dal Congo Belga al Kenya.
A partire dallo stesso anno Patellani collabora con vari periodici come “La Domenica del Corriere”, “Successo”, “Storia Illustrata”, “Atlante”, producendo numerosi servizi in tutto il mondo.

La sua intelligenza e passione per la professione fotogiornalistica animeranno il suo entusiasmo sino alla fine. Realizza il suo ultimo reportage nel 1976 a Ceylon.
Muore a Milano nel 1977.

Allegato:

Il giornalista nuova formula