Ville e cinema

Questo itinerario si propone di condurre il visitatore alla scoperta di quelle ville e quei luoghi che sono stati scelti come set cinematografici; le sponde del Lario, infatti, con le loro bellezze naturali e con la ricchezza di ville storiche, si sono spesso rivelate location perfette per numerosi film, già a partire dal primo dopoguerra.

Il cinema con la sua magia sbarca sulle rive del Lario solo un anno dopo la famosa proiezione dei fratelli Lumière al Grand Cafè del Boulevard des Capucines, nel dicembre 1896: una numerosa folla assiste nel foyer del Teatro Sociale di Como alla proiezione di alcune “fotografie animate” realizzate in celebri luoghi italiani come Piazza Duomo a Milano. L’anno successivo, nel corso di una serie di serate dedicate al Reale Cinematografo Lumière di Giuseppe Filippi viene proiettato al Teatro Cressoni, sempre di Como, un breve filmato su un raduno di ciclisti ai giardini pubblici della città. L’amore dei comaschi per il cinema è presto ricambiato: il 16 ottobre 1921 negli Stati Uniti viene proiettato un breve documentario dal titolo The City of the Lake Como, con i panorami più belli del lago, una delle prime testimonianze filmate della fortuna di questi luoghi all’estero.

Le molte ville del lago hanno attratto l’attenzione di registi, sceneggiatori e scenografi: la varietà di stili, le peculiarità storico-artistiche, la bellezza di giardini e parchi, hanno fornito, e forniscono a tutt’oggi, un serbatoio inesauribile di ambientazione per film dei più svariati generi, fin dal lontano 1917 quando Carmine Gallone, primo regista italiano a girare un lungometraggio tra i paesaggi del Lario vi realizzò una versione del romanzo di Antonio Fogazzaro, Malombra. La storia di Marina, interpretata da Lydia Borelli, una delle prime protagoniste dell’allora nascente divismo, segregata in un palazzo sul lago dallo zio Cesare d’Ormengo fino alla follia, viene raccontata in un susseguirsi di atmosfere cupe che bene accompagnano i toni intimisti della vicenda.