Le altre principali costruzioni presenti nel parco

Cascina Bastia

Monza, Cascina Bastia (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Tra le numerose costruzioni del parco degna di nota è Cascina Bastia, riedificata intorno al 1805, nei pressi dei Giardini della Villa Reale, sui resti di una precedente costruzione risalente, secondo alcuni storici, al XIV secolo. Fortemente rimaneggiata dal Canonica prima del 1825, si presenta oggi come un complesso rustico a “U”, caratterizzato da imponenti arcate e dalla tradizionale muratura in mattoni con coperture a semplici spioventi. Solo parzialmente restaurata negli anni passati, la struttura mostra i segni delle trasformazioni che si sono susseguite nel tempo. Negli scorsi decenni venne adibita a scuderia, deposito di formaggi, magazzino di bulbi e di sementi e dormitorio dei giardinieri della scuola della Villa Reale. Attualmente ospita la segreteria del parco con relativo ufficio informazioni, il magazzino di legname dell’amministrazione dell’intero Parco, alcuni spazi per l’affitto e la gestione delle biciclette a disposizione del pubblico.

Cascina Casalta

Monza, Cascina Casalta (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Poco distante da Villa Mirabello, la Cascina Casalta è tipico esempio di architettura rustica neoclassica. Caratterizzata da un’imponente facciata, è composta da differenti volumi sui quali traspaiono decorazioni rustiche originarie e testimonianze di religiosità popolare. Due piccoli affreschi sacri si possono infatti osservare sulle sue murature.
Una discreta ricercatezza formale segna l’avancorpo centrale a due piani, caratterizzato da doppio porticato e da ampio timpano triangolare, e il lungo loggiato con una ventina di piccole colonne in granito.
Evidenti sono i segni delle trasformazioni, le tracce di interventi non molto rispettosi della struttura originaria e i sintomi di un degrado diffuso, che suggerirebbero urgenti interventi manutentivi e conservativi.

Cascina Cattabrega

Monza, Cascina Cattabrega (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Poco distante da Cascina Casalta sorge un altro edificio rustico di ridotte dimensioni, denominato Cascina Cattabrega. Edificato tra il 1805 e il 1825 è stato ristrutturato dal Tazzini nel 1884. Malgrado gli evidenti impieghi agricoli la struttura architettonica testimonia l’attenzione di committenti e di progettisti per la scelta dei materiali, delle finiture, dei rapporti plani-volumetrici e delle tipologie adottate, che richiamano schemi distributivi già impiegati dal Canonica nella Cascina Fontana.
Originariamente l’apparato decorativo era impreziosito da un imponente affresco a soggetto religioso inserito nella parete centrale. L’affresco, ora non più visibile, è però ben documentato in immagini fotografiche d’archivio. Attualmente la cascina ospita un maneggio e un allevamento di cavalli.

Cascina Fontana

Monza, Cascina Fontana (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Nelle vicinanze di Villa Mirabello, sul sito in cui sorgeva Cascina Lomagni, intorno al 1805 Canonica progettò Cascina Fontana. La preesistenza, documentata nelle mappe storiche monzesi, fu dunque demolita su indicazione dell’architetto imperiale per realizzare una nuova cascina di stile gotico-rurale.
Cascina Fontana ha il corpo principale impostato su una rigida simmetria planimetrica, con le facciate minori scandite in tre ordini. Sui prospetti principali imponenti pilastri ottagonali ritmano la composizione, formando ampi porticati rustici. Sul fronte più lungo un’arcata a sesto acuto racchiude con eleganza le aperture verso gli spazi interni.
Nato per scopi agricoli, l’edificio subì numerose trasformazioni, divenendo anche sede di un allevamento di cavalli. Distrutto nel 1986 da un incendio, fu oggetto di un radicale rifacimento in epoca recente, per insediarvi gli uffici del Parco. Citata da molti letterati e viaggiatori nel XIX secolo, la cascina oggi ha perso parte del fascino originario e mostra segni evidenti di degrado connessi alla sua vetustà. Il corpo centrale dell’azienda agricola fu ristrutturato a seguito di nefasti episodi degli anni Ottanta. Restano tuttora in attesa di un significativo intervento di restauro le pertinenze agricole.

Cascina Cavriga

Monza, Cascina Cavriga (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Di modeste dimensioni è Cascina Cavriga, costruita nel 1840 su una piccola “altura” affacciata sull’omonimo viale, con un linguaggio neoclassico, che è evidente richiamo all’architettura dorica dei tempietti greci e, più sommessamente, delle architetture minori venete. Caratterizzata da una pianta centrale irregolare, con avancorpi mediani appena aggettanti e sormontati da pesanti timpani, ha un loggiato principale costituito da quattro colonne in granito e un loggiato laterale con quattro pesanti pilastri rettangolari.
Anche questo edificio non è in perfetto stato di conservazione. Sono palesi i numerosi interventi di manutenzione straordinaria e di restauro di cui necessitano le strutture architettoniche e, in particolare, le facciate opposte al viale di accesso. Nata come probabile dépendance di altre ville, essa svolge oggi la funzione di luogo di ristoro all’interno del parco.

Cascina del Sole

Monza, Cascina del Sole (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Poco distante dalla Cascina Cavriga l’architetto Tazzini edificò nel 1839 la Cascina del Sole. Della struttura originaria oggi conserva solamente l’impianto architettonico, banalizzato e travisato dalle trasformazioni che si sono susseguite nel tempo e dall’ultimo intervento di risistemazione che, tuttavia, ha il pregio di aver posto rimedio ad un degrado altrimenti ineluttabile. Il progettista non si è abbandonato a leziosismi gratuiti, ha risposto al compito affidatogli di strutturare un edificio agricolo modello, progettando una semplice architettura planimetricamente regolare. Ha impreziosito le facciate con arcatelle cieche sommitali e con decorazioni parietali, oggi non più visibili, ma documentate in rare fotografie di inizio secolo, che attestano l’elegante sobrietà del complesso.
Particolare attenzione ripose Tazzini nello studio del posizionamento della cascina e delle viste prospettiche in relazione al parco. Volle inserire la cascina al centro di una vasta distesa pianeggiante, libera da alberi ad alto fusto, affinché la sua architettura emergesse nella semplicità delle sue forme.
Non più utilizzato con finalità agricole, oggi l’edificio accoglie un bar e l’alloggio del gestore.

Cascina Cernuschi

Monza, Cascina Cernuschi (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Nei pressi della Cascina del Sole è situata anche Cascina Cernuschi, progettata nella prima metà del XIX secolo da Tazzini, originariamente destinata all’allevamento dei cavalli purosangue. Massiccia e imponente nelle forme sobrie, mostra una certa complessità plani-volumetrica con aree ad uso promiscuo e edifici a vocazione specifica.
Fin dall’origine la cascina era connessa a Villa Mirabello, con la quale, tuttavia, non condivide la ricercatezza formale. Ha forme essenziali con volumi parzialmente sottolineati da fasce marcapiano. In questa struttura non si osservano i modi “gentili” delle ville di delizia, ma riferimenti stilistici desunti dal repertorio dell’edilizia residenziale urbana. I principali elementi decorativi esterni sono costituiti, infatti, da cornici lineari in pietra bianca delle aperture.
L’impianto planimetrico della struttura è a “T”, con due cortili laterali, nel più ampio dei quali è collocato un significativo abbeveratoio. Sul retro del severo edificio a tre piani, Tazzini ha inserito un lungo porticato adibito a fienile e stalla per i cavalli.
L’originaria vocazione dell’edificio è stata parzialmente mantenuta, poiché oggi è sede del corpo dei carabinieri a cavallo di Monza, che ne hanno curato in epoca recente anche l’intervento di restauro.

Cascina Frutteto

Monza, Cascina Frutteto (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Sul viale Cavriga si affaccia anche Cascina Frutteto, realizzata su progetto del Canonica intorno al 1805. Essa presenta un impianto planimetrico a “U”, che rispetta la ricerca geometrica e assiale dell’impianto originario del Parco. Questa cascina, infatti, sorgeva al centro del “Giardino matematico”, caratterizzato da alberi da frutta posizionati secondo rigide regole compositive. Oggi il neocontesto è radicalmente mutato, non è più percepibile il sistema spaziale e paesistico costruito oltre due secoli fa.
Attualmente la cascina si presenta nella semplicità di volumi sobri a tre piani: nella parte centrale propone un alto ingresso a tutto sesto e una esile torretta belvedere. Era un tempo composta da un corpo di fabbrica principale, adibito a residenza, e da due corpi laterali, destinati a stalle e a fienili, raggiungibili anche attraverso il porticato perimetrale continuo. Suggestivi sono ancora gli ambienti interni e significative appaiono le stalle contraddistinte da soffitti a cupola.
Oggi nella Cascina Frutteto è insediata la Scuola di Agraria del Parco di Monza, impegnata in progetti culturali di valorizzazione agroturistica delle ville, delle cascine e dei parchi storici.

Cascina San Fedele

Monza, Cascina San Fedele (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Costruita dal Canonica su una piccola altura naturale prospiciente viale Cavriga, Cascina San Fedele fu probabilmente edificata tra il 1805 e il 1825 sui resti di un’antica chiesa, menzionata in documenti risalenti al XII secolo. Più volte citato da cronisti, letterati e viaggiatori ottocenteschi, questo edificio ha sempre destato l’interesse e la curiosità degli storici, benché ancora manchi uno studio esauriente. Realizzata reimpiegando componenti architettoniche provenienti dalla demolita chiesa milanese di Santa Maria di Brera, presenta interessanti bifore rimaneggiate dal Canonica attribuibili, almeno in parte, a Giovanni di Balduccio da Pisa, esponente di spicco della cultura artistica del Trecento europeo.
L’edificio risente delle istanze di uno pseudo revival storicistico: accanto alle bifore in pietra sono evidenti numerosi componenti desunti dal linguaggio medievale di differenti periodi e regioni, quali le modanature ogivali giustapposte alle finestre, la cornice sottogronda ad elementi intrecciati, lo pseudotimpano spezzato e le decorazioni della torretta sommitale. Ai fianchi della struttura centrale due ali di fabbrica poco pronunciate sono valorizzate da due ampi archi a sesto acuto.
L’edificio ha nel tempo cambiato più volte destinazione d’uso e molteplici sono state le manomissioni nella prima e nella seconda metà del XX secolo. Attualmente ospita differenti attività dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione, che ha necessariamente dovuto adeguarlo alle prescrizioni normative in materia di fruizione pubblica e di attività scolastica, con trasformazioni, tuttavia, non sempre rispettose.

Cascina Costa Alta

Monza, Cascina Costa Alta (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Nei pressi della Porta di Biassono sorge Cascina Costa Alta, voluta nel 1824 nell’ambito dei rifacimenti del parco a seguito della restaurazione austriaca. Originariamente essa costituiva la scuderia reale; in seguito ospitò le fattrici dell’allevamento di cavalli. Connesso per funzioni a Cascina Costa Bassa, questo complesso architettonico ha forme sobrie e contenute, nonostante i numerosi interventi del Canonica, che ne propose l’ampliamento importando modelli desueti nell’ambiente lombardo e proponendo la realizzazione di ampi portici avvolgenti a doppia altezza.
Attualmente la cascina presenta una semplice facciata policroma con patio a sei colonne in pietra e avancorpo mistilineo. L’impianto risponde a rigide logiche simmetriche: le due ali sul retro sono collegate tramite piccoli anditi coperti, con qualche complicazione funzionale. La cascina, che necessita di importanti interventi di conservazione alle facciate e al sistema di copertura, ha subito numerose trasformazioni con modifiche nel posizionamento di alcuni elementi di secondaria importanza. Un vecchio pozzo in pietra, ad esempio, si trova attualmente sotto il porticato. Negli anni Settanta, inoltre, quando la cascina divenne sede del Centro Milanese per lo Sport e la Ricreazione, che vi insediò una colonia estiva, fu radicalmente modificata.
Dopo un periodo di abbandono, nel 1997 venne consegnata alla Cooperativa Sociale Meta di Monza, che la trasformò in centro di aggregazione giovanile e in ostello.

Cascina Costa Bassa

Monza, Cascina Costa Bassa (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Nelle vicinanze di porta Biassono sorge Cascina Costa Bassa che fu progettata dal Tazzini nel 1824-1825 come ospedale per cavalli e come luogo di riposo durante le battute di caccia. Attualmente si presenta come un elegante edificio in stile neoclassico, con caratteristico pronao a colonne doriche in pietra sormontato da un timpano triangolare. Al corpo principale dell’edificio sono affiancate le scuderie, con colonne tuscaniche in marmo rosa dai capitelli sormontati da un dado in granito bianco, evidenti riferimenti alla cultura milanese cinque-seicentesca. Sapiente è l’uso dei materiali poiché la cascina mostra l’accostamento di elementi nobili e duraturi a materiali poveri, quali i ciottoli di fiume. La sobria ricerca formale del Tazzini è visibile anche nell’alternanza di blocchi in ceppo a elementi di granito bianco e rosa diversamente lavorati o nelle imponenti colonne monolitiche della scuderia.
Dopo un lungo periodo di abbandono, la cascina venne completamente ristrutturata nel 1983 e, poco dopo, divenne sede del Centro Diurno Integrato per Anziani.

Cascina del Forno

Monza, Cascina del Forno (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò) Nelle adiacenze della Villa Reale nel 1780 fu edificata la Cascina del Forno, altrimenti nota con il nome di Cascina Fornasetta, il cui nome deriva dalla presenza di un antico forno oggi non più visibile.
Semplice nelle forme architettoniche la cascina è caratterizzata da linee sobrie ed essenziali. Contenuta nei giochi dei pieni e dei vuoti, lasciati unicamente alle aperture in facciata e alla presenza del portale in pietra sormontato da un frontone triangolare, la struttura architettonica presenta semplici ma eleganti proporzioni. L’edificio a due piani è diviso in nove alloggi, con l’ingresso dotato di due colonnine in pietra fluviale, probabilmente segno del reimpiego di materiali edili di più antica manifattura.
Originariamente adibita ad azienda agricola per l’allevamento di cavie, la cascina fu ben presto trasformata per accogliere abitazioni.