Collezione della Sezione di Fisica del Museo per la Storia dell'Università

Definizione: collezione

Tipologia: educazionale/didattico

Istituto di conservazione: Museo per la Storia dell'Università, Pavia (PV)

Consistenza

La collezione si compone di circa 800 strumenti conservati nel Gabinetto di Fisica di Alessandro Volta, inaugurato in occasione della giornata di apertura delle celebrazioni per il bicentenario dell'invenzione della pila (20 marzo 1999), e nel Gabinetto di Fisica dell'Università che raccoglie gli strumenti ideati o acquistati dai successori di Volta alla cattedra di Fisica. Il Gabinetto Volta che raccoglie oggi circa 150 strumenti costituisce una sorta di ricostruzione dell'antico laboratorio dello scienziato comasco, con le sue invenzioni - l'elettroforo, la pistola elettrico-flogo-pneumatica, gli eudiometri, gli elettrometri, e una copia moderna della pila (le originali sono andate distrutte nell'incendio che nel 1899 devastò l'esposizione organizzata a Como per le celebrazioni del centenario) - e con gli strumenti acquistati o fatti costruire dallo scienziato, attivo a Pavia fino al 1819. Tutte le branche della fisica dell'epoca sono rappresentate - termologia, ottica, acustica, magnetismo, pneumatica, pesi e misure - anche se la parte preponderante degli strumenti è dedicata all'elettrologia. Sono anche conservati strumenti di meccanica e di pneumatica appartenenti al Liceo Ugo Foscolo di Pavia acquistati o fatti costruire da Volta e che vengono trasferiti al Liceo intorno alla metà del XIX secolo, per una riforma degli ordinamenti scolastici che assegna al Liceo l'insegnamento della Meccanica. Il Gabinetto di Fisica dell'Università, ospita gli strumenti raccolti dai successori di Volta e permette di osservare gli ambiti di ricerca e le attrezzature presenti in un gabinetto di fisica ottocentesco. Si tratta di una collezione estremamente ricca composta da circa 650 strumenti, alcuni dei quali unici al mondo.Tra gli apparecchi di invenzione di Giuseppe Belli sono conservati il generatore elettrostatico ad induzione, un motore magneto-elettrico, un elettrometro di Bohnenberger da lui modificato e il suo famoso duplicatore, nato come dispositivo in grado di moltiplicare debolissime cariche elettriche, usato poi come un vero e proprio generatore elettrostatico. La collezione viene ulteriormente ampliata dal suo successore, Giovanni Cantoni e dagli altri scienziati con una grande quantità di strumenti, quasi tutti risalenti al XIX secolo, attualmente divisi in sezioni: elettrologia e magnetismo (la più consistente), ottica, pneumatica, termologia, meccanica, geodesia. Si conserva inoltre una camera iperbarica ideata da Carlo Forlanini per lo studio e la cura delle patologie polmonari.

Notizie storico critiche

Le origini della collezione risalgono all'antico Gabinetto di Fisica, fondato nel 1771 all'atto della riforma dell'Università di Pavia voluta dall'Imperatrice d'Austria Maria Teresa e dal successore, Giuseppe II. Al Gabinetto, vengono successivamente annessi il Teatro Fisico (attuale Aula Volta) ed una torre per le osservazioni meteorologiche. Dal 1778 viene chiamato a ricoprire la cattedra di Fisica Sperimentale Alessandro Volta il quale arricchisce il Gabinetto con numerosi strumenti acquistati durante i suoi viaggi in Europa e con molti altri, da lui stesso ideati e realizzati con l'ausilio di validissimi artigiani. Molti degli strumenti, oltre che per attività di ricerca, vengono utilizzati da Volta per esperienze pubbliche alle quali partecipano, oltre agli studenti, numerosi spettatori. La raccolta di strumenti, finalizzata sempre alla didattica ed alla ricerca, prosegue con i successori di Volta, in particolare con Giuseppe Belli (Direttore del Gabinetto dal 1842 al 1860), che la incrementa anche con strumenti di propria invenzione, e con Giovanni Cantoni (dal 1860 al 1893) a dimostrazione di come le attività di ricerca e di didattica in fisica sperimentale rimangono intense anche dopo la morte del fisico comasco. Un inventario stilato alla fine del XIX secolo scorso segnala più di duemila pezzi. Non tutti gli strumenti si sono conservati: alcuni dei più preziosi strumenti di Volta vengono infatti distrutti nell'incendio del padiglione della mostra allestita nel 1899 a Como per le celebrazioni voltiane nel centenario dell'invenzione della pila, altri sono distrutti dall'uso, altri vengono persi nei traslochi succedutisi nel corso degli anni, l'ultimo imposto dalla Seconda Guerra Mondiale. La peculiarità della collezione, rispetto ad altre formatesi a scopi museali, consiste nell'offrire una visuale sull'evoluzione della ricerca e della didattica universitaria tra i secoli XVIII e XX. Nel 1999, in occasione della ricorrenza del bicentenario dell'invenzione della pila, l'intera collezione è stata risistemata e in particolare nella sala II è stato ricreato il Gabinetto Fisico di Volta e in un ambiente attiguo è stata creata un'aula multimediale.