Televisore CRT, bianco e nero, 23 pollici, da tavolo, a valvole e transistor

Brionvega S.a.S.; Castiglioni Achille; Castiglioni Pier Giacomo

Televisore CRT, bianco e nero, 23 pollici, da tavolo, a valvole e transistor

Descrizione

Mobile in materiale plastico dall'aspetto simil legno e di forma squadrata. La parete frontale è occupata dallo schermo del cinescopio e da una colonna che comprende la griglia che protegge l'altoparlante ellittico e alcuni comandi. Il cinescopio è autoprotetto da 23 pollici. Sotto all'altoparlante si hanno il tasto di accensione, tre manopole per la regolazione di contrasto, volume, luminosità, una manopola per la selezione dei canali UHF da 20 a 70, un selettore per i canali VHF da A ad H con possibilità di regolazione fine della sintonia e un deviatore per la scelta della banda. Il retro è in plastica nera, forato per l'aerazione. Vi si trovano dei connettori per antenna UHF e VHF, viti di regolazione di linearità inferiore e superiore, ampiezza verticale e orizzontale, linearità orizzontale, frequenza orizzontale e verticale, fuoco, bilanciamento. Dal retro fuoriesce il cavo di collegamento alla rete elettrica. All'interno si ha un circuito a valvole con gruppo UHF a transistor (14 valvole, 3 diodi a cristallo, 2 transistor, un raddrizzatore al silicio. Funzioni di valvole: 29).

Funzione: Apparecchio che riceve le immagini e i suoni trasmessi mediante il sistema della televisione (programmi televisivi). Visione in bianco e nero. Riceveva sia canali VHF sia UHF.

Modalità d'uso: Il cinescopio è l'elemento che permette la ricostruzione (o sintesi) delle immagini ricevute grazie a fenomeni elettromagnetici ed elettronici. Il cinescopio del televisore è infatti un tubo a raggi catodici che ha la funzione di trasformare i segnali elettrici provenienti da una sorgente in energia visibile. Il segnale utile che controlla l'intensità del raggio elettronico, viene collegato, tra griglia e catodo, a due dispositivi che permettono di focalizzare il fascio elettronico (il catodo emette elettroni per effetto termoelettronico) e deviarlo in maniera periodica grazie all'azione di campi magnetici (Forza di Lorentz). In questo modo il raggio colpisce un punto sulla superficie interna dello schermo (anodo). Questa superficie è rivestita di materiale fluorescente che eccitato dall'energia degli elettroni emette luce. I dispositivi di deflessione del fascio vengono pilotati dal segnale ricevuto permettendo la ricostruzione dell'immagine ogni 1/25 di secondo dando allo spettatore la percezione del movimento.

Notizie storiche: L'inventore americano Philo T. Farnsworth sviluppò, nel 1927, il primo sistema pratico di televisione completamente elettronica nella storia. Il russo Vladimir Zworykin, nei laboratori americani della RCA, riuscirà poi a realizzare la televisione elettronica come prodotto commerciale nel 1939. La visione collettiva (nei bar, nei circoli, ecc) giocherà nei primi anni un ruolo fondamentale. Fino agli anni '50 i televisori erano caratterizzati da circuiti completamente a valvole montati su di un telaio. Il tubo catodico, all'inizio degli anni cinquanta, passa dalla forma tonda a quella quadrata e la sua apertura di deflessione da 70° a 90°, angolo che rendeva comunque gli apparecchi molto ingombranti e profondi. Il materiale utilizzato per il mobile era quasi sempre il legno e il tubo catodico era protetto da un vetro frontale a causa dalla fragilità del tubo catodico tenuto sottovuoto. Già agli inizi degli anni '60 il panorama cambia: il pubblico diventa più numeroso, la visione non è più collettiva ma familiare, non ancora privata. I tubi catodici assumono angoli di deflessione ancora più ampi (fino a 110°) riducendone così le dimensioni. Nel tubo catodico viene integrata la protezione (bonded) e nei televisori sparisce quindi il vetro frontale. Il legno comincia ad essere verniciato in poliestere. Gradualmente, nel corso degli anni '60, i transistor sostituiranno le valvole, le materie plastiche sostituiranno il legno e l'aspetto dei televisori cambierà velocemente. Altro grande passo avanti di questi anni sarà la nascita della televisione a colori. Il primo modello di televisore a transitor fu della Sony nel 1959. Il primo televisore a transitor in Europa si ebbe nel 1962 su progetto di Marco Zanuso e Richard Sapper per la Brionvega, era il Doney 14, vincitore del Compasso d'Oro. La Brionvega fu tra le aziende italiane più all'avanguardia in questi anni '60/ '80, grazie anche a numerosi designer che collaboravano con l'azienda.. Il Cygnus, modello ideato da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, fu presentato alla XIII Triennale di Milano e venne richiesto dalla Commissione per la documentazione e preselezione del Premio Compasso d'Oro del 1964. Era pensato come un mobile d'arredamento, destinato soprattutto ad uffici di alta direzione, sedi di rappresentanza e studi professionali.

Autore: Brionvega S.a.S. (costruttore/ produttore) (1945/); Castiglioni Achille (designer) (1918/ 2002); Castiglioni Pier Giacomo (designer) (1913/ 1968)

Datazione: ca. 1964 - ca. 1966

Materia e tecnica: plastica; vetro; metallo

Categoria: industria, manifattura, artigianato

Misure: 70 cm x 38 cm x 50 cm

Collocazione

Milano (MI), Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"

Riferimenti bibliografici

Soresini F. "Di tubo in tubo : Storia dei tubi elettronici nel centenario del diodo : 1904-2004", Albino (Bergamo) 2004, pp. 125-131 ff. 125-131

Grob B. "La televisione", Torino 1955

Spazio '900 Modernariato&Design "Il design di Brionvega/ The design of Brionvega", Milano 2001

Carugati D.G.R. "BRIONVEGA progetto l'emozione", Milano 2003

Enciclopedia Televisione "Enciclopedia della Televisione", Milano 2008

Fossati P. "Il design in Italia: 1945-1972", Torino 1972

Catalogo radio "Catalogo radio, televisione, elettroacustica 1965-1966 / Associazione nazionale industrie elettrotecniche (ANIE)", Milano 1965, p. 199

Credits

Compilatore: Ranon, Simona (2010); Temporelli, Massimo (2010)

Funzionario responsabile: Ronzon, Laura; Sutera, Salvatore

Ultima modifica scheda: 03/12/2014

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