Radioricevitore a valvole, da tavolo e da parete

Phonola SA, FIMI; Caccia Dominioni Luigi; Castiglioni Livio; Castiglioni Pier Giacomo

Radioricevitore a valvole, da tavolo e da parete

Descrizione

L'involucro di questo radioricevitore da tavolo è costituito da una scocca in materiale termoindurente marrone scuro. L'altoparlante, la scala di sintonia e la tastiera per la selezione dei canali sono collocati superiormente, leggermente inclinati per favorirne l'utilizzo. L'altoparlante sporge dalla base rettangolare con una porzione di custodia cilindrica raccordata e troncata secondo un piano che gli da' un'inclinazione di 45 gradi ed e' caratterizzato dalla presenza di grossi fori cilindrici per l'incrementare la diffusione nell'ambiente delle onde sonore. La scala di sintonia, circolare e con doppia lancetta indicatrice, è protetta da un vetro in plastica trasparente ed è composta da due scale: quella superiore, caratterizzata dal colore blu e dalla scritta "ONDE MEDIE" e quella inferiore caratterizzata dal colore rosso, ormai sbiadito, dalla scritta "ONDE CORTE". Lateralmente al sintogramma???????sono presenti due rotelle dentate bianche per la regolazione di volume e sintonia. La tastiera permette la commutazione onde medie/onde corte e la selezione di quattro canali preselezionati: Vienna, Roma, Berlino e Milano. All'interno, oltre all'altoparlante, è presente un circuito supereterodina a 5 valvole

Funzione: Ricezione di frequenze radio ad onde medie e onde corte a modulazione di ampiezza (AM) per l'ascolto di programmi radiofonici.

Modalità d'uso: L'apparecchio funziona con alimentazione in corrente alternata proveniente dalla rete elettrica. Alcuni canali sono preselezionati. Le stazioni radiofoniche trasmettono voci e suoni modulando le onde radio che diffondono dalle loro antenne. Si ha così il segnale trasmesso (a bassa frequenza trattandosi di suono). L'onda radio ha la frequenza della stazione trasmittente ed ampiezza dipendente dalla potenza della trasmittente. Il segnale viene applicato alla corrente oscillante che determina l'onda radio ovvero che alimenta l'antenna trasmittente. La radio funziona da ricevitore ovvero preleva dalla corrente oscillante in arrivo il segnale a frequenza acustica da amplificare e ritradurre in suoni. La supereterodina è un circuito a conversione di frequenza, capace di ricevere e demodulare una vasta gamma di frequenze assicurando una ricezione priva di interferenze, crepitii e oscillazioni. Attraverso questo circuito era possibile convertire le frequenze ricevute ad una frequenza fissa chiamata frequenza intermedia alla quale operavano tutti i circuiti di filtraggio e demodulazione. Voci e suoni vengono poi riprodotti da vibrazioni meccaniche del riproduttore sonoro (ovvero il cono dell'altoparlante).

Notizie storiche: Il brevetto di Guglielmo Marconi del 1896 del sistema di Telegrafia senza fili (Wireless Telegraph) per la trasmissione di impulsi adatti per il codice Morse, aprì la strada alle comunicazioni via etere a grande distanza. La trasmissione di suoni fu poi resa possibile con l'invenzione della valvola termoionica (diodo a vuoto) a cura dell'inglese Sir John Ambrose Fleming nel 1904. Nel 1906 fu la volta dell'Audion (triodo a vuoto) a cura dell'americano Lee De Forest. L'invenzione della supereterodina, brevettata nel 1918 da Edwin H. Armstrong, ma successivamente attribuita a Lucien Levy, rese possibile la modulazione di frequenza. Negli anni '20 e '30 gli apparecchi cominciarono a diffondersi nelle case. Erano realizzati senza economia e con particolare attenzione all'eleganza degli apparecchi: mobili in legno, con manopole di comando esterne, valvole esterne, antenna a telaio e altoparlante a tromba. Lo sviluppo tecnologico portò poi a circuiti e valvole migliori e quindi ricezioni migliori, altoparlanti interni magnetodinamici o elettrodinamici, ricezioni non solo in modulazione di ampiezza ma anche di frequenza (1939). Le prime radio erano prodotte principalmente in legno ed erano veri e propri oggetti di arredamento: mobili, consolle, soprammobili. Nel 1930, un nuovo materiale, la bachelite, cominciò a comparire nella realizzazione di diversi manufatti e intorno al 1940 cominciò a sostituire l'ebanite nella realizzazione delle scocche degli apparecchi radiofonici. Furono i designer a progettare le prime radio con questi nuovi materiali. Successivamente anche la bachelite venne sostituita con materiali plastici di vario tipo e caratteristiche ancora più flessibili. Il radioricevitore in oggetto, denominato "Castiglioni", venne presentato a pochi mesi dalla chiusura della VII Triennale nel mese di settembre del 1940 nel posteggio della F.I.M.I. - Phonola, in un padiglione allestito dai tre designer Luigi Caccia Dominioni, Livio Castiglioni, Pier Giacomo Castiglioni. Questa radio è uno dei primi modelli che rivoluzionarono la forma degli apparecchi prodotti in Europa e rappresenta un punto di svolta nella storia della progettazione industriale italiana. Lo scopo era quello di produrre un apparecchio a basso costo con materiali economici senza trascurare l'attenzione per gli aspetti qualitativi, funzionali ed estetici. I tre designer assunsero come referente per la progettazione della radio la praticità degli strumenti militari. E' dovuta all'opera dei tre designer, sia la forma della custodia della radio sia la razionale disposizione dei pezzi interni. Da poco si era infatti giunti a un rimpicciolimento delle valvole, ed è proprio l'accurata ricerca, effettuata in collaborazione con i tecnici della F.I.M.I. - Phonola, volta a ridurre sempre di più l'ingombro tecnico delle apparecchiature, che ha consentito di progettare questo apparecchio radio il cui involucro esterno segue il contenuto e viceversa. Il grande schiacciamento del corpo del ricevitore dell'apparecchio era frutto di un raffinato lavoro di disegno delle parti elettromeccaniche svolto da Livio Castiglioni con i tecnici della Phonola, che porto' alla disposizione orizzontale delle valvole termoioniche. Prezzo di listino del 1940: Lire 1290.

Autore: Phonola SA, FIMI (costruttore/ produttore) (1929/ 1969); Caccia Dominioni Luigi (designer) (1913/); Castiglioni Livio (designer) (1911/ 1979); Castiglioni Pier Giacomo (designer) (1913/ 1968)

Datazione: ca. 1939 - ca. 1941

Materia e tecnica: bachelite; metallo; resina fenolica

Categoria: industria, manifattura, artigianato

Misure: 25 cm x 21 cm x 27 cm

Collocazione

Milano (MI), Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"

Riferimenti bibliografici

Soresini F. "Breve Storia della Radio", Milano 1976

Bramanti C. "Design: il disegno industriale nella radio italiana / a cura di Carlo Bramanti", Albino 2005, pp. 38-41

D'Amato G. "Storia del design", Milano 2005, p. 116

Pansera A. "Storia del disegno industriale italiano", Roma 1993, pp. 69, 72

Boselli P. "Il museo della radio", Firenze 1992, p. 255

Ferrari P. "Achille Castiglioni / Paolo Ferrari ; Einfuhrung von Vittorio Gregotti", Milano 1984, p. 124

Crippa M.A. "Luigi Caccia Dominioni : flussi, spazi e architettura", Torino 1996, p. 86

Scodeller D. "Livio e Piero Castiglioni. Il progetto della luce", Milano 2003, pp. 54-62

Soresini F./ Chiantera A. "Radio d'epoca", Milano 2001, pp. 30, 204

Ponti G. "Domus", 1940, pp. 71-74

Ravalico D. E. "L'apparecchio radio ricevente e trasmittente", Milano 1980

Ravalico D. E. "La Moderna Supereterodina", Milano 1943

Ravalico D. E. "Radio elementi", Milano 1953, p. 754

Credits

Compilatore: Ranon, Simona (2008); Testa, Geraldine (2008)

Funzionario responsabile: Ronzon, Laura; Sutera, Salvatore

Ultima modifica scheda: 28/05/2019

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