Quartiere Molise - complesso

Milano (MI)

Indirizzo: Viale Molise, 5,7 (Nel centro abitato, isolato) - Milano (MI)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: quartiere

Configurazione strutturale: L'impianto planimetrico del quartiere è organizzato su fabbricati lineari disposti a perimetro e all'interno di un'area di forma trapezoidale, con cortili di pertinenza e di attraversamento; gli edifici hanno struttura portante a pilastro su fondazioni a plinto e murature d'ambito e divisioni interne in mattoni, coperture a falde.

Epoca di costruzione: 1933 - 1938

Autori: Mazzocchi, Cesare, progetto; Mazzocchi, Maurizio, progetto

Descrizione

Il quartiere di case popolari che oggi si chiama Molise, prende l'originario nome dal saronnese Maurilio Bossi, caduto a ventun anni e ricordato con la medaglia d'oro al valor militare. Il complesso, progettato da Cesare e Maurizio Mazzocchi, si trova nella zona sud est della città, lungo l'anello della circonvallazione esterna che, percorrendo viale Molise, raggiunge piazzale Cuoco e piazza Insubria.
Occupa un'area a forma di trapezio di quasi 25.000 mq, oltre la metà della quale riservata a spazi di attraversamento, cortile e giardino, con edifici distribuiti ortogonalmente a perimetro e all'interno. Dimensionato per ospitare 2250 abitanti, il complesso è classificato come case economico popolari per operai e classi medie, con 700 alloggi di superficie compresa tra 27 e 45 mq. La distribuzione è a ballatoio per i fabbricati con alloggi minimi, col locale esposto a mezzogiorno ed il servizio igienico a nord, mentre le abitazioni più ampie sono servite con scala che disimpegna due unità per piano; nei tagli a due locali, il soggiorno è esposto ad est e la camera da letto ad ovest.
L'impianto garantisce un buon orientamento degli edifici, con la chiara definizione dei volumi a perimetro che tuttavia non impedisce ampi scorci e visuali tra la viabilità esterna ed i giardini interni.
L'accesso principale su piazzale Cuoco si presenta con una doppia testata che sovrasta l'ingresso semicircolare, con un effetto monumentale determinato dalla convergenza dei due fabbricati costruiti in muratura, differenziati dagli altri a struttura portante in cemento armato.
La diffusa zoccolatura in litoceramica rosso mattone, risvoltata sulle testate e associata al cromatismo delle tinteggiature ad intonaco ha certo un effetto decorativo, ma fu pensata soprattutto per proteggere il basamento degli edifici dal "vandalismo dei monelli".
Giovano alla forte caratterizzazione d'immagine del quartiere l'andamento curvilineo dell'edificio ad ovest, affacciato alla via Faà di Bruno e singole soluzioni architettoniche distribuite nel complesso, dai corpi scala semicircolari agli enfatici ingressi, con citazioni delle più note realizzazioni coeve in Europa, dal quartiere Siemensstadt di Berlino con gli imponenti ballatoi in muratura che si allungano sulla facciata del fabbricato con gli alloggi più piccoli, su via degli Etruschi, al Karl Marx Hofe di Vienna col passaggio ad arcone aperto su piazza Insubria.

Notizie storiche

Negli anni Trenta il problema della casa popolare a Milano veniva influenzato da più razionali orientamenti e dalle esperienze concretamente acquisite con i quartieri più moderni costruiti nel primo dopoguerra. Il progresso dell'edilizia nelle forme del razionalismo vedeva con favore l'interesse dei dirigenti dell'Istituto per le case popolari che il primo marzo 1932 bandiva i concorsi per il progetto di case popolari a San Siro, aperto a tutti i professionisti della regione, e per l'area di via Molise, limitato a architetti ed ingegneri che particolarmente si erano distinti nella ricerca architettonica sulla casa popolare ed al quale sono invitati, tra gli altri, a rappresentare il movimento razionalista Piero Bottoni ed Ernesto Griffini.
Al progetto elaborato da Cesare Mazzocchi, coadiuvato dal figlio Maurizio, è assegnato il primo premio, al quale segue l'incarico per la redazione del progetto definitivo. Una variante del piano regolatore ha obbligato alla revisione del progetto di concorso, aggiornato nella versione definitiva con una migliore distribuzione dei fabbricati nell'area e dei cortili di pertinenza, la cui superficie supera di oltre due volte quella richiesta dal locale regolamento edilizio.
Consegue all'aggiornamento planimetrico richiesto anche un maggior risalto delle fronti, la cui imponenza è levigata dal ritmo dei volumi e delle aperture. Esposto alla V Triennale, il progetto ottiene il benestare della Commissione Edilizia e viene avviato a costruzione: il primo lotto di 304 locali, corrispondente al vertice dell'area a trapezio, verso piazzale Cuoco, secondo il programma sarà ultimato nel maggio1934. L'intero complesso, portato a termine nel 1938, comprende in progetto 698 alloggi "popolarissimi", con superficie minima di 25 mq, e tagli di maggior respiro da 30, 40 e 50 mq; questi ultimi, circa il 10% del totale, concentrati sulle testate dei fabbricati vicino alle portinerie. L'Istituto per le case popolari deciderà poi di eliminare gli alloggi più grandi, incrementando le superfici minime a 27 e 43 mq.
Le dotazioni delle singole unità presentano per tutti i tipi il servizio igienico interno, con bagni e docce comuni collocati in cortile per ogni sezione del complesso; fra le attrezzature collettive, il quartiere fu dotato di una Casa del bambino, un'Ala dell'opera materna e dell'infanzia, una biblioteca con sala di lettura, e locali di riunione e divertimento per i gruppi rionali del Partito Nazionale Fascista.
Il quartiere non versa oggi in buone condizioni, anche se taluni settori sono meglio conservati; sugli edifici più condizionati da manifestazioni di degrado sono in corso opere di manutenzione delle facciate e delle coperture.

Uso attuale: intero bene: abitazione

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico non territoriale

Riferimenti bibliografici

Rassegna di Architettura. Rivista mensile di architettura e decorazione, Progetti di massima pel nuovo Quartiere Maurilio Bossi in viale Molise, Milano 1933

Codara R., Milano Rivista del Comune, Il Quartiere Maurilio Bossi. Le nuove direttive architettoniche e planimetriche per gli alloggi dell'Istituto per le case popolari, 1933, fasc. 10 pp. 478-487

Rassegna di Architettura. Rivista mensile di architettura e decorazione, Il nuovo quartiere popolare med. d'oro "Maurilio Bossi", Milano 1935, v. II pp. 205-216

Moretti B., Case d'abitazione in Italia, Milano 1939, pp. 6-9

Cassi Ramelli A., Documenti di Architettura, 1945, n. 1 pp. 9-10

Grandi M./ Pracchi A., Milano. Guida all'architettura moderna, Razionalismo e quartieri popolari, Bologna 1980, pp. 191, 204

Guida d'Italia del Touring club italiano. Milano, Milano 1985, p. 491

Mioni A./ Negri A./ Zaninelli S., Il sogno del moderno. Architettura e produzione a Milano tra le due guerre, Quartiere Molise, 1933-38, Firenze 1994, pp. 162-164

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 180

Fonti e Documenti

Archivio Civico Milano, Piano Regolatore, atti n° 108/1935 Archivio Civico Milano, Edilizia privata, atti n° 149234/1946

Percorsi tematici:

Collegamenti

Credits

Compilazione: Garnerone, Daniele (2007)

Descrizione e notizie storiche: Garnerone, Daniele

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