Chiesa di S. Margherita e S. Pelagia

Cremona (CR)

Indirizzo: Via Trecchi, 8 - Cremona (CR)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: Edificio a navata unica scandita da paraste binate che sostengono un'ampia trabeazione decorata da metope e triglifi conclusa da un'aggettante cornice sulla quale si imposta la volta a botte unghiata che copre l'ambiente. Grandi sfondati ad arco si aprono nei lati per ospitare tre altari su ogni lato e un arco divide la navata dal presbiterio coperto da cupola e concluso dall'abside circolare.

Epoca di costruzione: post 1542 - ante 1552

Autori: Campi, Giulio, costruzione/ decorazione; Campi, Antonio, decorazione

Descrizione

Lungo la breve via Trecchi è situata la Chiesa di S. Margherita e S. Pelagia. Di elegante gusto manierista, la facciata è giocata sul contrasto cromatico tra il rosso del cotto delle lesene e il bianco del bugnato in pietra; lo stemma di Marco Gerolamo Vida, committente dell'opera, è incastonato nel timpano di coronamento del fronte, il cui rigoroso equilibrio compositivo si estende ai lati, trattati interamente con laterizi, dove le lesene intervallate da finestre circolari reggono una trabeazione a triglifi che prosegue anche all'esterno dell'abside. L'interno a navata unica, è scandito da paraste binate che sostengono un'ampia trabeazione decorata da metope e triglifi, sulla quale si imposta la volta a botte unghiata che copre l'ambiente. Grandi sfondati ad arco si aprono ai lati, tra le paraste, per ospitare tre altari su ogni lato mentre un arco divide la navata dal presbiterio coperto da cupola e concluso dall'abside circolare. Le superfici interne del tempio appaiono interamente rivestite da affreschi e decorazioni di raffinato gusto manierista, opere di Giulio Campi coadiuvato in alcune parti dal fratello Antonio, che qui realizza quello che è stato definito "uno dei più organici complessi decorativi del Cinquecento cremonese". Nelle tre campate della volta cornici di gusto classicheggiante delimitano riquadri raffiguranti scene bibliche che si armonizzano perfettamente con le parti ornamentali generando un'opera di perfetto equilibrio stilistico. Negli sfondati, lungo le pareti laterali, si sviluppa un grande ciclo decorativo di affreschi, riportati su tela, che raccontano episodi della vita di Cristo.

Notizie storiche

Una primitiva chiesa dedicata a S. Margherita esisteva già in epoca remota; nel Trecento viene intitolata alle sante Margherita e Pelagia grazie al lascito di due Monasteri retti dai Canonici Lateranensi e dalle Canonichesse Agostiniane, successivamente distrutti da un evento bellico. Questo tempio, diventato priorato, è ricostruito integralmente tra il 1542 e il 1552 per volontà del Priore del tempo, l'umanista e poeta cremonese Marco Gerolamo Vida, Vescovo di Alba, che affida l'incarico all'architetto Giulio Campi, il quale esegue sia la struttura che la decorazione interna, coadiuvato dal fratello Antonio. Nel 1588 la proprietà della chiesa passa al Seminario Vescovile che la conduce per tre secoli, fino al 1887 quando diventa sussidiaria della chiesa prepositurale di S. Agata. Nel 1920 i grandi affreschi delle pareti laterali vengono strappati dal muro, fissati su tela, e successivamente restaurati, per salvarli dal grave degrado dovuto all'umidità; dopo molti anni di chiusura, il 22 maggio del 1929, giorno di S. Rita, la chiesa, che ancora oggi è molto cara ai cremonesi per la grande devozione che nutrono verso la santa, viene riaperta al culto.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Riferimenti bibliografici

Cremona. Guida alla visita della città, Cremona 2011, pp. 53-54

Azzolini L./ Dondi P., Cremona : momenti di una citta, Persico 1980, p. 51

Bassi E., Itinerario artistico tra le Chiese di Cremona, Cremona 1998

Voltini F., Le chiese di S. Agata e di S. Margherita in Cremona, Cremona 1985, pp. 75-93

Credits

Compilazione: D'Ascola, Simona (2007)

Aggiornamento: D'Ascola, Simona (2013); Marino, Nadia (2015)

Descrizione e notizie storiche: Marino, Nadia

Fotografie: D'Ascola, Simona

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