Compreso in: Latteria Polenghi (ex) - complesso, Secugnago (LO)
Latteria Polenghi (ex) - complesso
Secugnago (LO)
Indirizzo: Strada Provinciale 168, 0(P) (Fuori dal centro abitato, distinguibile dal contesto) - Stazione, Secugnago (LO)
Tipologia generale: architettura industriale e produttiva
Tipologia specifica: caseificio
Configurazione strutturale: Insediamento costituito da corpi di fabbrica differenziati per funzione e configurazione planimetrica, giustapposti ortogonalmente nell'area lungo la ferrovia. L'edificio a pianta rettangolare - parte ben identificabile di un più ampio organismo - allineato di fronte alla stazione ferroviaria ha struttura portante e tamponamenti in muratura di laterizi, solaio in struttura mista ferro e cemento, copertura a struttura portante in legno e manto in tegole di laterizio a 2 falde.
Epoca di costruzione: post 1867 - 1902
Descrizione
Percorrendo dal centro abitato di Secugnago la strada comunale in direzione di Brembio, verso sud-ovest, ben presto si raggiunge il complesso industriale dell'ex Latteria Polenghi, situato nei pressi della stazione e subito dopo il cavalcavia ferroviario. E' questa una porzione di territorio ancora caratterizzata principalmente dalle forme di paesaggio agrario, seppur contaminato dalla presenza dei tipi edilizi residenziali sorti in prossimità della stazione ferroviaria e dalla vasta area dell'ex fabbrica di concimi chimici nei dintorni dell'antico mulino Polenzone, ora solo un cumulo di macerie.
Lo spazio dell'ex Latteria Polenghi è organizzato attorno all'originario caseificio, destinato alla lavorazione del latte e alla produzione dei derivati, con bassi ed allungati corpi edilizi distribuiti in ordine ortogonale nell'area secondo una gerarchia funzionale che ha nell'edificio su due piani, allineato alla ferrovia, l'elemento più significativo del complesso.
Il fabbricato è improntato dal diffuso ricorso a segni distintivi nell'uso decorativo dei materiali costruttivi e di finitura: cornici alle finestre, fasce marcapiano, lesene e paraste angolari caratterizzano i prospetti dell'edificio alto, concluso alle testate da timpani con tondo centrale e cornici dentellate. Connotazione che investe l'intero complesso con echi che rimandano all'architettura della produzione agricola, quale simbolo del lavoro e della cultura materiale che in modi e forme diverse ha nel tempo impresso i propri indelebili segni sul territorio.
L'abbandono dell'attività e la trasformazione è andata di pari passo al decadimento del caseificio, dove ancora negli anni Settanta erano installate le caldaie per la bollitura del latte; al problema della ciminiera, pericolosamente inclinata, è stata posta una radicale soluzione con la troncatura della parte sommitale, effettuata negli anni Ottanta.
Dal 2000 è stato avviato un programma di opere mirate al consolidamento strutturale e al recupero delle forme originarie degli edifici; il primo intervento realizzato è il rifacimento della copertura dei fabbricati principali, mantenendone inalterate le caratteristiche; è stata poi la volta delle murature perimetrali sulle quali si è provveduto al ripristino delle finiture ad intonaco, tinteggiate in colore giallo nella tonalità densa così ampiamente diffusa nella pianura irrigua, e delle porzioni in laterizio a vista.
La palazzina degli uffici, utilizzata negli ultimi anni del Novecento anche come residenza, durante il sopralluogo del 2006 era in dismissione ed in attesa di risanamento per una nuova funzione
Notizie storiche
Nel territorio lodigiano la composizione del suolo, l'abbondanza di acque e la sua complessa distribuzione sui fondi hanno avuto riscontro nel sistema policolturale che, comprendendo il prato avvicendato, favoriva l'incremento delle risorse organiche del terreno ed il mantenimento della fertilità dei suoli; per secoli il sistema agrario del lodigiano è stato organizzato attorno alla presenza del prato che ha alimentato un ricco patrimonio zootecnico, soprattutto bovino, e garantito una elevata produzione di latte e derivati.
Nel solco del processo di strutturazione agraria del territorio, e di pari passo con la dinamica commerciale rivolta ai mercati d'oltralpe, si è affermata nella pianura irrigua l'agricoltura capitalistica con la figura del fittabile imprenditore agricolo e della massa contadina in prevalenza salariata.
Con la ricchezza prodotta nelle campagne sono state avviate nella seconda metà dell'Ottocento le prime attività industriali: l'azienda dei fratelli Polenghi, sorta a Codogno nel 1870, arrivò ai massimi livelli qualitativi e quantitativi nel ciclo completo nella trasformazione del latte, non limitata alla sola produzione di burro, ma ampliata agli alimenti caseari e ai sottoprodotti, alla commercializzazione e all'esportazione. Nella seconda metà dell'Ottocento la realizzazione della ferrovia Milano-Piacenza favorì una significativa strutturazione industriale del territorio; all'espansione dell'azienda fece riscontro l'insediamento di nuovi stabilimenti nel lodigiano, a Secugnago, San Fiorano, Casalpusterlengo, nel cremasco a Castelleone, Sospiro, Crema, nel piacentino a Castel San Giovanni, e nell'area di Vicenza, a Bressanvido.
La Latteria Polenghi ha rappresentato un caso unico nel territorio di Secugnago, il cui paesaggio è improntato in maniera prevalente dalle attività agricole; l'edificio principale è riportato nella mappa del catasto Lombardo Veneto; è il primo nucleo dell'insediamento, costruito tra il 1870 e il 1890, pochi anni dopo la realizzazione della ferrovia che collega Lodi con il capoluogo lombardo.
Al primo dopoguerra risalgono alcuni fabbricati di supporto alle produzioni, in una fase di potenziamento e di espansione delle attività commerciali, già incentivate dall'aumento degli scambi commerciali tra il lodigiano e Milano e, da qui, verso i mercati d'oltralpe.
Da anni di intensa produttività l'attività originaria è stata abbandonata e la vecchia fabbrica ha mutato la propria funzione; accanto ad un laboratorio di restauro di mobili oggi vi ha principalmente sede un'azienda di lavorazione delle ceramiche, insediata nel 1973 ed in affitto sino al 2000, quando ha acquisito la proprietà dell'intero complesso.
Uso attuale: corpo di fabbrica "alto": magazzino; corpo di fabbrica "centrale": deposito; corpo per uffici ad uso direzionale: uffici
Uso storico: intero bene: opificio per la lavorazione di latte e derivati
Condizione giuridica: proprietà privata
Fonti e Documenti
Catasto Teresiano, Mappe Piane o Carlo VI, Secugnago con Chà di Burgasso, 1723 (cart. 3095, bob. 2, progr. 148).
Catasto Teresiano, Tavola del Nuovo Estimo, Secugnago con Ca dì Brugazzi, 1732/1751 (cart. 3073, bob. 57, progr. 227).
Catasto Lombardo Veneto, Mappa del Comune Censuario di Secugnago con Ca' dei Brugazzi, 1867 (cart. 2429, bob. 2, progr.305).
Catasto Lombardo Veneto, Rubrica dei Possessori..., Comune di Secugnago, 1887 (cart.1704, bob.45, progr. 483).
Catasto Lombardo Veneto, Tariffa d'estimo, Comune di Secugnago con Ca' dei Brugazzi, 1887 (cart.1704, bob.45, progr. 483).
Catasto Cessato, Comune Amministrativo di Secugnago, 1902 (cart. 418, bob. 10, progr. 418).
Credits
Compilazione: Garnerone, Daniele (2000)
Descrizione e notizie storiche: Garnerone, Daniele
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO430-00009/
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