Cascina Gualdane - complesso

Lodi Vecchio (LO)

Indirizzo: Strada Provinciale 115 (Fuori dal centro abitato, isolato) - Lodi Vecchio (LO)

Tipologia generale: architettura rurale

Tipologia specifica: cascina

Configurazione strutturale: Le case padronale A: a pianta rettangolare, muratura portante in laterizio, solai continui orizzontali a doppia orditura, portico su pilastri capriate in legno, tetto a falde in coppi. La chiesa B ha pianta rettangolare, muratura portante, volta a botte. Il granaio C ha pianta rettangolare, pilastri in laterizio, capriate in legno, coppi. Le stalle D hanno pianta rettangolare, pilastri in laterizio, muri di tamponamento, solai in legno a doppia orditura, capriate, coppi o onduline. Il pollaio E ha pianta rettangolare, pilastri in laterizio che sostengono le capriate del tetto a due falde in coppi. Il mulino F pianta rettangolare, muratura portante, solai in legno, capriate, coppi.

Descrizione

Posta fuori dal centro abitato di Lodivecchio, anche un tempo era extraurbana, la cascina si raggiunge percorrendo una lunga strada parzialmente alberata. La contornano campi da marcite, mais e fieno.
Due sentieri la collegavano anticamente a Salerano, località limitrofa. Percorrendo la strada, si vede prima il mulino: su due piani in legno e pietra con ruote in ferro, azionate dalla perenne sorgente Cavetto. Due edifici laterali, collegati da un portico che sovrasta la sorgente, lo contornano.
La cascina si sviluppa, a poca distanza, su una corte: due blocchi porticati ai lati dell'ingresso fungevano da stalla per i cavalli e per i vitelli con al piano superiore il fienile. Lungo il lato destro della corte si estendeva la stalla per le mucche, mentre a sinistra stava la casa padronale, a pianta rettangolare, su due piani, ma con le due estremità sopralevate. Ha muratura portante in laterizio e portico su pilastri a sette fornici: dietro si posizionava il caseificio, presente solitamente solo nei complessi più vasti, come questo che infatti occupa una superficie di 650 mq, e, sotto, una cantina per conservare il formaggio.
Lungo il lato di fronte all'ingresso si trovano la chiesa e portici per il fieno. L'edificio sacro, dall'architettura semplice, a nave unica con abside e altare in marmo, presenta una volta a botte con affreschi geometrici e decorazioni in stucco. La facciata, che prospetta verso l'esterno della cascina, era utilizzata infatti anche da persone provenienti dai campi vicini, è coronata da un timpano con motivi a dentelli ed è affiancata da due archi a tutto sesto, a bugnato. Decorano il prospetto riquadri geometrici intagliati nella pietra: il portale è sormontato da una finestra a mezza luna. Più in là, davanti alla chiesa, si sviluppava l'aia con un altro mulino, per l'essiccamento del grano. Sopra il mulino, stava l'arsenale. Nel complesso trovavano posto anche le botteghe per il fabbro e il falegname.

Notizie storiche

Il nome Gualdane è ricordato da Dante nella Divina Commedia e significa "avamposto da predoni". Il centro agricolo venne edificato già nel XVII secolo, come attesta una pianta storica conservata presso il Comune di Lodivecchio. La cascina fu dei Gonzaga, che avevano possedimenti estesi da Tavazzano a Sant'Angelo lodigiano, fino a Mantova. Nel prospetto sul cortile la presenza di uno stemma con la data 1861 e le iniziali "PG" documenta l'esistenza nel luogo della potente famiglia.
Il mulino ad acqua è una delle ultime parti costruite e risale alla fine del XVIII secolo. Serviva per la macina di grano e olive ed era gestito in affitto direttamente dal proprietario e non tramite la figura, comune a molte cascine del territorio, del fittavolo.
I monaci Bendettini officiavano la chiesa, ancora oggi consacrata. Durante la guerra, la cascina fu occupata dai Tedeschi che ne fecero l'infermeria per i cavalli
Negli anni '70 lavori interni sono stati portati avanti, con il mantenimento della planimetria esistente, per adibire ad abitazione la zona ai due lati del mulino. Nel 1990 il bene è stato venduto dalla contessa Luppi Melli di Soragna, imparentata con i Gonzaga, e acquistato da tre differenti proprietari, uno dei quali già affittuario della contessa dagli inizi del '900. Ora è abitata da una trentina persone e mantiene, in parte, la sua attività produttiva, continuando a costituire, assieme alle altre cascine funzionati, il cuore del sistema agrario lodigiano.
Nel 1996, uno dei proprietari, il signor Sante Cerri volle adibire, dopo lavori di ristrutturazione, ad agriturismo la porzione di sua proprietà, attorno al mulino riattivato. Oggi l'agriturismo Gualdane accoglie gli ospiti nel fine settimana.

Uso attuale: casa padronale (A): abitazione; chiesa (B): chiesa; granaio (C): deposito; mulino F: mulino; pollaio E: parcheggio; stalla (D): in disuso

Uso storico: casa padronale (A): abitazione; chiesa (B): chiesa; granaio (C): granaio; mulino (F): mulino; pollaio E: pollaio; stalle (D): stalla

Condizione giuridica: proprietà privata

Credits

Compilazione: Proietti, Alberto (2002)

Descrizione e notizie storiche: Piccolo, Olga

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

NOTA BENE: qualsiasi richiesta di consultazione, informazioni, ricerche, studi (nonché documentazione fotografica in alta risoluzione) relativa ai beni culturali di interesse descritti in Lombardia Beni Culturali deve essere inoltrata direttamente ai soggetti pubblici o privati che li detengono e/o gestiscono (soggetto o istituto di conservazione).