Oratorio di S. Rocco

Casalpusterlengo (LO)

Indirizzo: Piazza Dante (Nel centro abitato, distinguibile dal contesto) - Casalpusterlengo (LO)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: oratorio

Configurazione strutturale: La chiesa è a navata unica con due cappelle laterali. E' preceduta da un sagrato rialzato, con balaustra a colonnine, che permette di passare dal piano stradale a quello d'ingresso. La facciata termina con un timpano. La struttura è a pareti portanti in laterizio intonacato; la navata è coperta con volta a botte e il presbiterio con volta a crociera ribassata; il tetto è composto da più parti: la navata ha una copertura a due falde con manto in coppi, il presbiterio e il coro hanno una copertura separata a due falde con coppi e, infine, gli stretti corpi laterali che ospitano le sacrestie, hanno copertura in coppi ad una falda. Sul lato destro dell'edificio è posizionato il campanile, anch'esso con struttura a pareti portanti in laterizio e con terminazione a piramide esagonale.

Epoca di costruzione: 1638 - 1640

Autori: Barbelli Giacomo, decorazione volta del presbiterio

Descrizione

Attraversando l'abitato storico di Casalpusterlengo lungo la direttrice sud della Via Emilia, si giunge alla alberata piazza Dante sulla quale affaccia la chiesa di San Rocco. Il prospetto principale, rivolto a Mezzogiorno, presenta una composizione suddivisa in due ordini con lesene sovrapposte, sormontata da un timpano triangolare a contenere l'iscrizione D.O.M. e, nella fascia sottostante, la dedicazione al Divo (divino) Rocho. La superficie muraria, intonacata e tinteggiata con una tavolozza di tenui colori delle terre, è arricchita da modanature, cornici dentellate e riquadrature.
Attraverso una doppia scalea si sale al sagrato delimitato da una balaustra, così conformato mediante un intervento che, anche attraverso l'apertura di nuove finestre e della lunetta sopra il portale d'ingresso, ha modificato sensibilmente l'aspetto originario della chiesa.
All'interno l'atmosfera solenne è magnificata fra lo spazio allungato nell'unica navata coperta da una volta a botte e le mirabili opere artistiche. A lato dell'ingresso è collocato un dipinto datato al 1730 raffigurante San Francesco da Paola, un tempo adornante l'altare dell'omonima cappella; sul lato opposto si trova un'altra pregevole opera pittorica che ritrae la Madonna della Neve e San Rocco, installata nel 1675 come pala dell'altare maggiore per volontà della Confraternita del Gonfalone, che nell'oratorio aveva sede.
Fra le altre opere d'arte sacra, alle pareti dell'aula due dipinti del pittore cremasco Gian Giacomo Barbelli evocano la Visitazione e l'Adorazione dei pastori.
Caratteri di religiosa aulicità non mancano anche nella zona del presbiterio, dove è innalzato un altare marmoreo con una nicchia nella quale è contenuta una statua in legno di San Rocco. La volta è decorata a stucco, con medaglioni che incorniciano il ciclo di affreschi con Storie della Vergine e figure di Profeti, realizzati nel 1641 quando la Confraternita chiamò all'opera l'artista Barbelli.
Gli affreschi, in buono stato di conservazione, sono stati ripuliti nel 1976 dal decoratore Carlo Facchini, autore di un intervento mirato alla rimozione della patina delle polveri depositasi nel corso del tempo.
Accanto sono aperte due cappelle collegate tramite una curvilinea balaustra eretta nel 1646; nella cappella di sinistra è ripreso uno dei temi più celebrati dei miracoli mariani con la riproduzione della Grotta di Lourdes.

Notizie storiche

La storia racconta che lungo la strada che portava da Milano a Piacenza esisteva già in tempi antichi una cappella con annesso un ospizio per dar ricovero ai pellegrini. Secondo la tradizione, san Rocco de la Croix (Montpellier) si avviò al pellegrinaggio verso Roma e lungo il tragitto si fermò in questo luogo per assistere malati ed emarginati. In ragione dell'ampia devozione popolare la prima modesta cappella, visitata da Monsignor Scarampo il 19 luglio 1572, fu ampliata prendendo le forme di un oratorio.
Col passare dei decenni sull'edificio si manifestarono i segni del tempo e per le cattive condizioni nel 1638 fu ricostruito e impreziosito con decorazioni e arredi sacri grazie ad un cospicuo lascito di Zenone Gavardo, divenuto poi confessore, cappellano e priore della Confraternita del Gonfalone, o di Santa Maria della Neve, fondata nel 1640.
Nel corso della seconda metà del Seicento ai confratelli fu consentito di riformare il campanile che per la vetustà minacciava di cadere al suolo; circa un secolo dopo fu intrapreso l'abbellimento della volta della navata, decorata con un ciclo pittorico.
Più tardi, ormai alla metà dell'Ottocento, fu avviato un restauro della volta del presbiterio, messo in opera accanto ad un più ampio intervento attraverso il quale furono ampliate le aperture tra presbiterio e coro, abbellito, sostituito l'altare e dipinte le due cappelle laterali. Nel 1884 si intervenne sull'oratorio per abbellire la facciata e restaurare il campanile, mentre solo verso la fine del secolo fu realizzata nella zona presbiteriale la cappella dedicata alla Madonna di Lourdes.
Ai primi decenni del Novecento risale l'ultimo riassetto del prospetto principale con la riforma del sagrato, cui fu aggiunta la doppia scalea e la balaustra, e con modifiche non marginali anche alle finestre, riposizionate.
Con i tragici eventi delle due guerre l'edificio sacro subì gravi danni; racconta Don Mosca che l'esplosione di un automezzo carico di munizioni lesionò le murature della chiesa, con la distruzione di vetrate ed immagini sacre.
Stanti le precarie condizioni strutturali, con la volta danneggiata in più punti e la facciata che andava progressivamente staccandosi dalla restante fabbrica, fu intrapreso un primo intervento di messa in sicurezza dell'edificio con strutture di puntellamento, sino al definitivo complesso intervento di consolidamento e di restauro avviato tra il 1973 e il 1976.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: chiesa

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Riferimenti bibliografici

Fraschini F., Casalpusterlengo da borgo a città, Casalpusterlengo 1993, v. I pp. 144-148

Marubbi M., Monumenti e opere d¿arte nel Basso Lodigiano, , pp. 31-34, 207

Fraschini F., Casalpusterlengo atrraverso i secoli, Casalpusterlengo 1968, pp. 28-29

Lombardia paese, La Lombardia paese per paese, Firenze 1984, v. II p. 304

Mosca G., Casalpusterlengo, le chiese, la religiosità popolare e le sue espressioni, Casalpusterlengo 1987, pp. 221-255, 399-400

Fonti e Documenti

Archivio di Stato di Milano, Mappe Carlo VI, Casalpusterlengo, c. 3089, f. 10

Archivio di Stato di Milano, Catasto Lombardo Veneto, Casalpusterlengo, c. 2416, f. 17

Archivio di Stato di Milano, Mappe Cessato Catasto, Casalpusterlengo, c. 102, f. 17

Archivio di Stato di Milano, registri catastali, Casalpusterlengo, c. 1165

Archivio di Stato di Milano, registri catastali, Casalpusterlengo, c. 1694

SMi, registri catastali, Casalpusterlengo, c. 3064

Credits

Compilazione: Varalli, Francesca (2000)

Aggiornamento: D'Alessio, L. (2000); Vergani, Cristina (2007)

Descrizione e notizie storiche: Garnerone, Daniele

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