Chiesa di S. Michele

Monzambano (MN)

Indirizzo: Via Umberto I - Monzambano (MN)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Epoca di costruzione: 1743 - 1777

Autori: Rossi Domenico

Descrizione

E' dal Settecento che avvengono le grandi trasformazioni di stile, dimensioni e anche negli arredi interni della grande parrocchiale. Il disegno originario della facciata viene attribuito, a seguito del ritrovamento di una lapide, all' architetto ticinese Domenico Rossi figlio di Andrea. Tale attribuzione è però messa in discussione da altri studi che in realtà mettono in dubbio l'esistenza di tale architetto e riferiscono la lapide ad una iscrizione cimiteriale. Una seconda attribuzione indica Maggi come possibile architetto della fabbrica.
La chiesa ha un impatto urbano notevole. Arretrata rispetto alla strada principale e corredata di architetture vegetali di pregio - basti pensare ai cipressi che caratterizzano un giardinetto ad ovest della facciata - la facciata si presenta monumentale sia nelle dimensioni che nella decorazione. L' altezza massima, dal basamento al piedistallo della statua di San Michele é di 28 metri per una larghezza di 22,50. E' suddivisa in due ordini principali, con lesene e capitelli corinzi, ai quali se ne aggiunge uno di coronamento con piccole volute di raccordo verso il timpano più alto. Il maggiore elemento di originalità è però probabilmente il movimento impresso alla facciata dai corpi laterali sporgenti rispetto al piano dell'ingresso. Il portale marmoreo è probabilmente più tardo.
L'alta parte centrale è sostenuta sul lato lungo da imponenti contrafforti accoppiati che arrivano a terra, ma chiusi dal muro di tamponamento nella parte bassa della chiesa. La sommità della copertura, che termina nell'abside, è decorata da una sobria linea di gronda che annuncia la copertura in laterizio. Sulla parte terminale della chiesa, a sud dell'abside,si innesta il seicentesco campanile mentre alle spalle dell'abside e contigua alla stessa, si situa la piccola casa parrocchiale a due piani, attualmente non in uso. La struttura da un punto di vista materico è mista in ciottoli, laterizio e pietra. Sul lato lungo a nord,l'uscita secondaria presenta un bel portale marmoreo decorato con volute.
Nella chiesa si trovano affreschi di Marco Marcola, statue settecentesche dei "Sette doni dello Spirito Santo" attribuite a Lorenzo Muttoni, una "Nascita di San Giovanni Battista" di Felice Cignaroli e quattordici ovali della Via Crucis attribuiti ad Agostino Ugolini insieme alle tele dei "Misteri del Rosario" e ad una tela di San Domenico; infine una Annunciazione attribuita a Saverio della Rosa. Del 1954 un affresco di San Bartolomeo apostolo eseguito da Franco Ferlenga.
Molto interessanti sono gli intarsiati altari marmorei. L'altare maggiore e quello di San Domenico sono infatti preziosi per i marmi utilizzati e per il disegno eseguito dagli orbarelli. Il primo porta incise tre date 1737 - 1769 -1791 indicanti rispettivamente l'anno di inizio dell' opera , della posa e di un ampliamento. Per l'altare di San Domenico si trova testimonianza nella relazione pastorale fatte dal vescovo Nicolò Antonio Giustiniani alla parrocchia di Monzambano nell'ottobre 1769 nella quale si dice che il vescovo vide l' altare che doveva ancora essere posato. Altre sei statue rappresentano San Pietro, San Paolo, San Valentino, San Luigi Gonzaga, San Giuseppe, San Giovanni Nepomuceno.

Notizie storiche

La chiesa di San Michele già esiste dal 1410, come rilevato dalla nota testamentaria di Zenone che chiede di essere seppellito nel cimitero nei pressi di tale chiesa. Lavori di ampliamento vengono eseguiti nel 1470 e nel 1498, come rivelato da iscrizioni poste a livello della copertura. I lavori, ad opera della comunità, diventano più veloci quando nel 1562 il pontefice assegna agli Olivetani di Santa Maria - ordine dei Benedettini - la chiesa di Santa Maria, fatto che avrebbe portato all'applicazione di decime e tributi. La chiesa a valle del castello viene invece lasciata libera da tale tipo di investitura direttamente dal vescovo di Verona, nonostante le richieste avanzate dall'ordine religioso che verrà poi eliminato nell'ambito delle soppressioni degli ordini religiosi. Il campanile venne eseguito sempre ad opera della comunità tra il 1611 ed il 1613. Nel 1670 una prima visita del vescovo di Verona parla già della presenza di sei altari. La chiesa diventa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo dal 1734 mentre i lavori di ampliamento iniziano il 10 aprile 1743. L'edificio aprì al culto il 25 marzo 1768 ma solamente nel 1777 era completa nelle strutture e nella maggior parte delle decorazioni. Nella prima metà dell'Ottocento si pensò ad un rimaneggiamento in stile della facciata che non ebbe seguito. Nel 1988 venne eseguito un restauro conservativo della facciata.

Uso attuale: intero bene: culto

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Riferimenti bibliografici

Bresciani B., Monzambano. Ritorno ad una terra veronese, VERONA 1955

Cattafesta M./ Rossi N., I magici marmi di Monzambano, Ferrara 1992

AA.VV., Arte, fede, storia - Le chiese di Mantova e provincia, Mantova 2004

AA.VV., Mantova e provincia. Tesori d'arte,parchi naturali tradizioni e prodotti tipici - Collana Guide d'Italia, Milano 2003

Credits

Descrizione e notizie storiche: Comin, Isabella

Fotografie: Comin, Isabella; (vecchio Bacam)

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

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