Palazzo Fodri

Cremona (CR)

Indirizzo: Corso Matteotti, 15-17 - Cremona (CR)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: L'edificio, costituito da due piani, terra e nobile, più mezzanino, ha pianta quadrata chiusa con una corte interna a forma trapezoidale porticata su due lati. I muri perimetrali sono intonacati e coperti con decorazione fittile. La facciata appare semplice e rigorosa nelle forme, scandita da finestre rettangolari sormonate da timpani diritti e, nella parte superiorie da tondi in cotto racchiusi fra due cornici in terracotta con decorazioni di evidente matrice classicheggiante.

Epoca di costruzione: 1490

Autori: Bocoli, Guglielmo De Lera, progetto; Maffiolo, Alberto da Carrara, costruzione portale; Giovanni Pietro da Rho, costruzione colonne; Rastelli, Vito, restauro; De Stàuris, Rinaldo, decorazioni in cotto

Descrizione

Palazzo Fodri rappresenta uno dei maggiori esempi architettonici dell'espressione del Rinascimento cremonese.
L'edificio, costituito da due piani, terra e nobile, e mezzanino, ove alloggiava la servitù, venne edificato a partire dalla fine del XV sec. per opera di Guglielmo de Lera.
Si contraddistingue per l'elegante facciata con fascia marcapiano e sottogronda finemente decorati in cotto e per la corte interna porticata con loggia soprastante, che si mostra in un raffinato tripudio di decorazione fittile, tipica della tradizione locale. Il doppio ordine di fregi sono opera di Rinaldo de Stauris, che collaborò nei due chiostri della Certosa di Pavia.
La parte inferiore del prospetto è caratterizzata da una lavorazione a bugnato, mentre la parte superiore è rivestita da un intonaco liscio di colore grigio, in forte contrasto con il rosso dei cotti.
L'elegante facciata appare semplice e rigorosa nelle forme, scandita da finestre rettangolari sormontate da timpani diritti e, nella parte superiore da tondi in cotto racchiusi fra due cornici in terracotta con decorazioni di evidente matrice classicheggiante. Nel mezzo corre un maestoso fregio decorato con soggetti tratti dalle incisioni di Andrea Mantenga. I tondi mostrano busti aggettanti di nobildonne, umanisti e condottieri, plasmate su calchi degli originali, conservati, in quattro esemplari, all'interno.
L'ingresso è caratterizzato, anche per l'evidente contrasto cromatico dei materiali, dal marmoreo portalino quattrocentesco, realizzato nel 1493 da Alberto Maffiolo da Carrara, artista della scuola di Giovanni Antonio Amadeo.
Attraverso il portale si accede ad un raffinato androne decorato a fresco con motivi classicheggianti (candelabri, putti, tondi e medaglie) con busti e profili monocromi di imperatori, con caratteri tipicamente bramanteschi evidenti nella decorazione pittorica.
Oltre il vestibolo si apre il cortile che costituisce l'elemento più interessante del palazzo e l'esempio più rappresentativo dell'architettura quattrocentesca cremonese.
Ha pianta irregolare a trapezio ed è porticato su tre lati, di cui due retti da eleganti colonne ed il terzo da pilastri. In controfacciata invece le lesene marmoree, decorate a candelabro, sono addossate al muro con finti archi. Al primo piano è presente una loggia su due lati, mentre gli altri due lati sono a parete continua scandita l'una da bifore e da archi con alternanza di candelabri in terracotta, l'altra da finestre e finti archi dipinti.
All'interno del palazzo si conservano due saloni, uno al piano terra e uno al piano superiore con resti dell'originaria decorazione quattrocentesca a fresco. In particolare sono degni di nota i due soffitti lignei, con 168 formelle recanti profili dipinti di personaggi illustri del tempo. Probabilmente opera di Antonio Della Corna, così come i grandi pannelli affrescati nel salone a piano terra.
Il palazzo è attualmente di proprietà della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde e sede di una esposizione permanente della Triennale Internazionale degli strumenti ad arco.

Notizie storiche

Sebbene colonne fossero state commissionate già da quattro anni, è probabile che la costruzione dell'attuale palazzo Fodri venne avviata a partire dal 1490 circa, quando Benedetto Fodri incaricò Guglielmo De Lera della riforma del palazzo avito, attestato già alla fine del XII secolo, al quale vennero incorporati edifici contigui, acquistati a tale scopo dallo stesso committente o da suo padre Bartolomeo. I lavori dovettero concludersi con la commissione a Maffiolo da Carrara del portale in marmo.
L'edificio rimase proprietà della famiglia Fodri fino al 1578, quando fu venduto, insieme con alcune case confinanti, alle monache del monastero di Santa Marta in Valverde da Maddalena Zaniboni, in quanto tutrice dei figli minorenni Bartolomeo e Paolo Fodri, per la somma di 32.500 lire
A seguito della soppressione del monastero nel 1785, Palazzo Fodri passò in proprietà al Sacro Monte di Pietà, che vi si trasferì dall'antica sede presso l'Ospedale maggiore e che vi rimase fino al 1930, quando fu assorbito dalla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, che ne divenne quindi la nuova proprietaria.
Il restauro di Palazzo Fodri, che la Cariplo commissionò all'architetto Vito Rastelli, fu avviato nel 1930 e concluso entro il 1932. Esso comporòa la costruzione di una nuova scala elicoidale, sul sito di un accesso carraio aperto su vicolo Fodri, e vide il coinvolgimento degli scultori Dante Ruffini e Arturo Ferraroni, del pittore Carlo Gremizzi, dell'artigiano del ferro battuto Pietro Roffi e del decoratore e pittore Giuseppe Papetti.

Uso storico: intero bene: monte di pietà

Condizione giuridica: proprietà privata

Riferimenti bibliografici

Azzolini L., Palazzi del Quattrocento a Cremona, Cremona 1994, pp. 65-76

Jean G., La "casa da nobile" a Cremona. Caratteri delle dimore aristocratiche in età moderna, Milano 2000, p. 280

Scotti A., Architetti e cantieri: una traccia per l'architettura cremonese del cinquecento, Milano 1985, pp. 371-385

Gussalli E., Rassegna d'arte, Il palazzo Fodri di Cremona, 1916, pp. 85-96

Rastelli V., La vera storia di Palazzo Fodri. Diario di un restauro (1930-1932), Cremona 1982

Bonetti C., Cremona, Il palazzo Fodri (1488-14929, Guglielmo de Bocholis, Giovanni Pietro de Ro, Nicola de Porlegia, Alberto da Carrara, 1930, pp. 339-349

Calzecchi Onesti C., Bolletino d'arte, Il Palazzo Fodri a Cremona, 1933, pp. 524-535

Mascherpa G., Ca' de' sass, Gli splendori di Palazzo Fodri, 1970, pp. 29-34

Credits

Compilazione: D'Ascola, Simona (2007)

Aggiornamento: D'Ascola, Simona (2012)

Descrizione e notizie storiche: D'Ascola, Simona; Tolomelli, Davide

Fotografie: D'Ascola, Simona

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