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Villa a Lierna
Lierna (LC)

Indirizzo: Via Roma - Lierna (LC) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; villa

Caratteri costruttivi:

  • strutture: cemento armato
  • facciata: zoccolo in cemento a vista martellinato; muri tinteggiati di bianco
  • coperture: con manto in cotto
  • serramenti: in legno

Cronologia:

  • progettazione: 1961 - 1962
  • data di riferimento: 1961 - 1962

Autori:

Uso:

  • (attuale) corpo principale: abitazione
  • (storico) abitazione

Condizione giuridica: proprietà privata

Descrizione

Come per numerose altre ville ricavate lungo la scoscesa costa lariana, anche su questa il vincolo panoramico già vigente all'epoca (ex-lege 1089/1939 per la tutela del paesaggio) ha imposto una edificazione prevalentemente incassata sotto il livello stradale. L'insieme villa e giardino trae il massimo vantaggio da un accurato terrazzamento del ripido terreno, tecnica peraltro diffusa ad ampio raggio e di antica tradizione dove l'assetto geomorfologico ne suggerisce l'impiego. Una darsena privata, in pietra, poggia le fondamenta sul fondale lacustre protendendosi nel lago. I progettisti hanno giustamente individuato nella copertura un elemento primario della composizione dell'edificio, la parte più visibile dallo spazio pubblico e partecipe del "decoro urbano", al punto che la forma e i materiali di rivestimento - piastrelle di cotto - sono trattate come un prolungamento della facciata. Anche la distribuzione interna deriva la propria impronta dalla topologia dell'edificio, sviluppando alla quota più prossima alla strada l'autorimessa e l'appartamento del custode, mentre l'abitazione padronale si sviluppa a scendere su due livelli distinti in zona notte e zona giorno con vista a lago, collegati da un ingresso a quota intermedia. Il giardino si estende su grandi dislivelli terrazzati con mura rivestite in pietra, che accompagnano tutta l'altimetria del terreno, dalla strada costiera fino alla quota dell'acqua.

Notizie storiche

Il vincolo panoramico che diede forma alla villa, ribassata rispetto al piano stradale come compromesso per consentire un'edificazione sul bordo del lago, dal 1985 è divenuto più severo con l'entrata in vigore della legge 491/85 (legge Galasso). Questa individua per morfologia i territori da tutelare non nei termini di divieto assoluto di edificabilità o di modifica del territorio in generale, ma come vincolo legato a un più severo regime di autorizzazioni che prevede, oltre alla concessione urbanistico-edilizia comunale, anche il nullaosta regionale. La Regione, ente gestore del vincolo, deve espletare un attento vaglio sulle opere da realizzare. La novità della legge Galasso fu di integrare la normativa già esistente classificando come bellezze naturali soggette a vincolo tutta una serie di territori individuati in blocco e per categorie morfologiche senza la necessità di alcun ulteriore provvedimento formale da parte della pubblica amministrazione; nel caso che ci riguarda, le aree contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi. Il divieto di edificazione e movimenti di terra ha carattere assoluto e riguarda in genere le acque pubbliche senza limitazioni di sorta. Lo studio GPA Monti (Piero, Gianemilio -figli del pittore Cesare Monti- e la moglie di Gianemilio, Anna Bertarini) è ben presente nel panorama del Moderno milanese e lombardo soprattutto nelle opere, molto meno nella pubblicistica di settore, quasi a dimostrare che questa, nella ricognizione su un autore, è elemento necessario ma non certo sufficiente a decretarne il valore. Un team dunque di architetti "più costruttori che disegnatori" [F. Gorio]. In modo sobrio, elegante e del tutto schivo, essi portano il proprio contributo al rinnovamento linguistico del Moderno, calibrando tradizione e innovazione nel rapporto con il contesto, non solo nell'esercizio professionale, ma anche condividendo le occasioni fondative della architettura del dopoguerra: l'MSA, le Triennali, la progettazione di brani dei quartieri INA-Casa a Milano e non solo. Nota distintiva è dunque il "colto understatement" che "rinuncia al gesto eclatante in nome della moralità del costruire", dove il quotidiano "sostituisce una mitica epoca di entusiasmi e di intuizioni, decretando un destino di impegno come tributo quasi artigianale al mondo della costruttività. Lo studio ha operato fino a tutti gli anni Novanta stabilendo durature partnership con committenti importanti, come la Snam e la Fiat, e conservando sempre un dettato originale: quello del lavoro progettuale nato al tavolo da disegno, nelle ore di amorevole cura del particolare." [A. C. Cimoli]

Documentazione allegata

Fonti archivistiche

Fondo Monti GPA. Politecnico di Milano, Area Servizi Bibliotecari di Ateneo, Archivi Storici - scheda fondo vedi »

Fondo Giorgio Casali. Università IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Archivio Progetti - scheda fondo vedi »

Bibliografia

Aloi R., Ville d'oggi, Milano 1964, pp. 45-50

Marini G.L. (a cura di)/ Santini P.C., Catalogo Bolaffi dell'architettura italiana, 1963-1966, Torino 1966, pp. 374-375

Cimoli A.C., AL - Mensile d'informazione degli architetti lombardi, Milano 2003, n. 11, pp. 44-47

Credits

Compilatore: Premoli, Fulvia (2014); Servi, Maria Beatrice (2014)
Responsabile scientifico testi: Boriani, Maurizio