Comune di Brignano Gera d'Adda (1780 - 1996)

fondo | livello: 1

Conservatore: Comune di Brignano Gera d'Adda. Biblioteca comunale (Brignano Gera d'Adda, BG)

Produttore fondoBrignano Gera d'Adda, Comune di Brignano Gera d'Adda (sec. XIV - )

Progetto: Comune di Brignano Gera d'Adda

Storia archivistica: All'interno di un inventario dei beni comunali risalente al periodo podestarile sono elencati sia gli immobili (tra cui la sede dell'amministrazione comunale) che i beni mobili (tra cui gli arredi degli uffici) di proprietà del comune. Se ne trae che all'interno del palazzo municipale si trovano:

1) sala del podestà

2) sala del segretario (con uno scaffale per l'archivio corrente)

3) ufficio di stato civile, anagrafe e schedario lavoratori

4) ufficio protocollo e tasse (con due scaffali di archivio)

5) sala dell'ECA (con uno scaffale grande uso archivio)

6) anticamera del messo comunale

7-8) sale d'archivio (contenenti un totale di 10 armadi)

9) ambulatorio medico

Si aggiunga poi che praticamente in ogni locale citato sono presenti altri scaffali o armadi dalla destinazione non specificata.

Nel 1933 il Comitato provinciale della Croce Rossa Italiana sollecita i podestà della provincia a effettuare lo scarto degli atti degli archivi comunali, se ancora non effettuato, con spedizione della carta da macerare alla Croce Rossa Italiana stessa; tre anni dopo è conservata una bozza di verbale di deliberazione del podestà sullo scarto d'atti d'archivio, ma non vi è allegato nessun elenco esplicativo degli atti da scartare.

Ai primi anni '50 risale una richiesta di notizie sull'archivio comunale da parte della Sopraintendenza Archivistica per le Province Lombarde; il sindaco risponde che l'archivio comunale non ha subito danni di guerra, nonostante alcuni traslochi forzati in ambienti dello stesso edificio, è allocato in un locale della casa comunale e che i relativi documenti e atti sono conservati in appositi armadi; la Sopraintendenza continua a sollecitare la compilazione e l'invio di un inventario sommario dell'archivio: il comune continua a promettere ma non ottempererà alla richiesta.

La Soprintendenza Archivistica per la Lombardia torna a sollecitare il comune in data 9 ottobre 1967: nella comunicazione inviata si dice essersi svolta un'ispezione nel giugno dello stesso anno da parte di un funzionario incaricato. La Soprintendenza obbliga il comune a provvedere al riordino dell'archivio comunale, dell'archivio dell'Ente Comunale di Assistenza - Congregazione di Carità e dell'archivio dell'Ospedale Aresi. Chiede altresì al comune di recuperare 10 faldoni di carteggio della ex Congregazione di Carità allora conservati presso l'archivio dell'Ospedale Aresi, di procedere alle operazioni scarto, di redigere gli inventari, di istituire la sezione separata d'archivio ai sensi del d.p.r. n.1409 del 1963, di dotare i locali dell'archivio dei dispositivi di sicurezza necessari.

A un questionario sull'archivio comunale inviato per la compilazione dalla Regione Lombardia nell'ottobre 1974 il sindaco risponde solo sulla parte riguardante la sistemazione fisica e logistica dell'archivio e l'agibilità dei locali. Su inventariazione, ispezioni, consistenza, qualità degli atti più antichi e valorizzazione non si dice in grado di fornire elementi in quanto il personale addetto è stato assunto di recente (il personale addetto è saltuariamente il messo comunale). E' testimoniato un incarico a un privato per la sistemazione dell'archivio che si dovrebbe concludere con il gennaio 1980.

In seguito a sopralluogo effettuato dal direttore dell'Archivio di Stato di Bergamo e successivo sollecito ad opera del Soprintendente Archivistico, verrà affidato nel 1989 l'incarico per l'effettivo intervento di riordino e inventariazione dell'archivio.

Criteri di ordinamento

Il materiale da sottoporre a inventariazione e riordino è stato consegnato agli operatori in due fasi: una prima e più consistente parte di documentazione e una seconda parte comprendente, sia materiale dell'archivio comunale (riconducibile a varie categorie), sia di alcuni archivi aggregati, materiale recuperato in parte da altri locali. In non pochi casi, materiale del secondo lotto si è rivelato strettamente collegato ad unità già riconosciute e descritte: ove possibile vi è stato ricondotto, altrimenti è stato creato comunque un rimando. Piccole quantità di altro materiale sono state poi consegnate agli operatori dai diversi uffici.

Ultimata la fase di ricognizione delle unità archivistiche è stato riconsegnato alla locale Latteria Sociale il materiale documentario facente parte dell'archivio dell'ente stesso che si trovava depositato presso i locali del municipio.

La documentazione consegnata si presentava più o meno organizzata nelle seguenti partizioni:

- carteggio generale organizzato per categorie fino l'anno 1950 e varie serie particolari (es. conti consuntivi, protocolli della corrispondenza, registri di stato di civile e anagrafe, ecc.);

- archivi aggregati di enti cessati e non (es. Ospedale don Pietro Aresi, Ente Comunale di Assistenza, Asilo Infantile don Pietro Aresi);

- carteggio generale per categorie dall'anno 1951 all'anno 1977;

- carteggio generale con un ordinamento "misto" tra categorie e serie annuali fino all'anno 1989;

- carteggio per serie annuali dal 1990 al 1993.

A questi insiemi dell'archivio per così dire "organizzati" va aggiunto un blocco di documentazione disordinata comprendente vario materiale proveniente da diversi uffici, prodotta per lo più negli anni '70, '80 e '90.

Le prime due parti sopra descritte erano il risultato un riordino conclusosi nel 1989 e quindi presentavano una numerazione di faldone e di fascicoli ed erano dotate di due inventari sommari che si sono rivelati, a un controllo effettuato presso la Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, mai approvati. E' stata rilevata una modalità di descrizione estremamente sommaria e la classificazione dei fascicoli dell'archivio comunale è limitata alla sola categoria (non c'è la suddivisione in classi in larga parte attuata dall'ente oltre che prevista dal titolario ministeriale); molto frequenti sono le unità miscellanee nelle quali è riunito annualmente il materiale di tutte le classi di una stessa categoria); le quindici categorie ministeriali sono state applicate retroattivamente anche alla documentazione precedente il 1898, non rispettando quindi il titolario e l'ordinamento ottocentesco; ogni unità archivistica era stata descritta in modo molto succinto con estremi cronologici assai spesso incompleti. Non è stato possibile accertare se nell'ambito di questo riordino sia stato effettuato uno scarto di documentazione.

Di concerto con il Soprintendente Archivistico, si è deciso di procedere a una approfondita schedatura di tutto il materiale documentario presente, senza soluzione di continuità tra la documentazione già inventariata col suddetto intervento e quella mai riordinata, il tutto parallelamente all'evidenziazione del materiale per il quale si poteva procedere a scarto, scarto che è stato successivamente effettuato sempre previa precisa informativa inviata alla Sovrintendenza e conseguente autorizzazione.

L'inizio del lavoro di schedatura dell'archivio comunale è stato preceduto da un sommario esame dei faldoni originali e dei fascicoli in essi contenuti, esame portato avanti, oltre che direttamente sulle pratiche, anche sugli inventari esistenti. Il lavoro del precedente riordinatore purtroppo aveva notevolmente modificato l'assetto originario dell'archivio storico, con un rimescolamento della documentazione tale da rendere irrealizzabile la piena ricostruzione della situazione originale. A questo difetto originario si è sommato inoltre il metodo di archiviazione delle pratiche dai responsabili della tenuta dell'archivio applicato in modo assai lacunoso.

La documentazione antecedente il 1898 presenta a volte l'annotazione del titolo cui era originariamente ricondotto. Sulla base di tali annotazioni e sulla scorta di esempi di altri titolari comunali coevi sono stati ricostruiti ed applicati i titolari riportati più avanti: considerata la relativa esiguità del materiale giuntoci per gli anni più lontani nel tempo e la presenza di lacune nella numerazione originale dei titoli, sono da considerarsi sicuramente incompleti. E' stato possibile riconoscere all'interno della sezione ottocentesca l'adozione di titolari diversi nelle sottosezioni identificate.

In accordo con il Soprintendente Archivistico si è deciso infine di applicare nel riordino della documentazione del carteggio generale l'ordinamento per categorie fino all'anno 1989 e dal 1990 quello per serie annuali.

Nella documentazione novecentesca raramente è stata riscontrata l'annotazione della classificazione, comunque sempre limitata alla identificazione della categoria.

La classificazione sistematica della documentazione è effettuata solo negli anni più recenti.

Compilatori
Giampiero Carotti, Archivista
Francesca Berardi, Archivista

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