Archivio del Comune di Bormio, Quaterni inquisitionum sorte invernale 1612-13 9 25 gennaio 1613

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Persone
Caterina di Pedenosso, detta Petrogna, moglie di Nicola Trameri
Procedimento giudiziario
Caterina, moglie di Nicola Trameri di Pedenosso contro Giovanni e Caterina Gaglia, per ingiuria (22 luglio - 10 ottobre 1610; 28 settembre 1610 - 17 giugno 1611; 9-25 gennaio 1613; 9 - 29 gennaio 1613)

Caterina moglie di Nicola Trameri di Pedenosso, detta Petrogna, querela Giovanni e Caterina Gaglia che l'avevano ingiuriata nominandola strega dinnanzi a diverse persone; per tale convincimento le si era proibito anche di varcare la soglia della loro casa.

Caterina Gaglia riferì al Magistrato di aver sentito inoltre come, tornando dalla val Fraele in compagnia di terzi, la Petrogna avesse sostenuto che non soltanto Dio è in grado di aiutare gli uomini, riferendosi chiaramente ai poteri del Demonio. Denunciò inoltre che cinque anni prima, essendo in casa a tosare una pecora, sopraggiunse la predetta, la quale si curvò sull'animale che, dopo essere stato guardato, morì. La figlia di Caterina Gaglia venne toccata sul seno dall'imputata e per qualche tempo s'infermò, finché la strega recitò una formula di esorcismo ridando la salute alla ragazza. Per un altro figlio l'epilogo, dopo che fu maleficiato, fu più drammatico, perché mai guarì e, nel delirio, denunciò tre streghe di Pedenosso, fra cui comparve la Petrogna. La megera fu inoltre accusata d'aver maleficiato una covata di polli e di aver lasciato intendere al cacciatore Gottardo di Cancano che se avesse scaricato un archibugio contro un crocifisso, non avrebbe più sbagliato un solo colpo durante le battute di caccia.

Il tribunale assolse, in un primo momento con riserva, Caterina Petrogna e obbligò i coniugi Gaglia a revocare pubblicamente le accuse secondo quanto prescritto dal capitolo 36 degli statuti penali. La revoca non era però conforme a quanto i coniugi Trameri pretendessero e la causa si trascinò per quasi tre anni. Nel 1613 sarà richiesto ai Gaglia anche il pagamento di tutte le spese sopportate secondo il dettato del capitolo 139 degli statuti civili, istanza che però non fu esaudita dal Tribunale.

1613. Die sabbati 9 mensis januarii.

Coram magnifico concilio Burmii in aestuario minori Pretorii Burmii comparuit Nicolaus quondam Joannis Trameyri de Pedenosso, nomine Catharine eius uxoris, petens et cum instantia requirens ut prefatum magnificum concilium Burmii revidere velit et debeat sententiam latam contra dictam eius uxorem, una cum redictione seu retractatione dependente.

Quibus auditis prefatum magnificum concilium ordinavit quod dictus Nicolaus, nomine eius uxoris, teneatur dare securitatem dicte revisionis iuxta Statutorum dispositionem.

Similiter et Joannes de Resonello eius adversarius teneatur similiter fideiubere de parendo iuri et iudicato solvendo super premissis in forma etc. Et magnifici domini pretor et officiales teneantur dictas fideiussiones quam primum suscipere et deinde causam predicto magnifico concilio preponere etc.

Eo die.

Paulo post dictus Nicolaus Trameyro, agens nomine Catharine eius uxoris, ac nomine proprio dedit securitatem in manibus ut supra prefatorum dominorum pretoris et officialium de parendo iuri et iudicato solvendo in omnibus prout per magnificum concilium hodie paulo ante ordinatum fuit.

Fideiussor pro eo fuit et se constituit Vitalis Tampellus de Pedenosso obbligando etc.

Ibidem Joannes de Resonello de Pedenosso dedit securitatem de parendo iuri et iudicato solvendo in causa dicti Nicolai Trameyri et Catarine eius uxoris in executione ordinationis ut ante facte.

Fideiussor pro eo fuit Jacobus Cottol del Trabucho, obbligando bona sua etc.

Die lune 25 mensis januarii.

Coram magnifico concilio Burmii comparuerunt citate partes suprascripte videlicet: dictus Nicolaus del Trameiro, proprio nomine et Catharine eius uxoris, petens et cum instantiam requirens executionem revisionis redictionis in formam Statutorum Burmii per Joannem Gaglie et eius uxorem fiende, cum non sit facta in formam dictorum Statutorum.

Est facta conclusio etc.