Lombardia Beni Culturali
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Sententia

1177 giugno 15.

Nella causa fra Alberto Brusiadus e suo fratello Gerardino Madius da una parte, i quali rivendicano che Aimerico de Pratellis sive de Plomo è soggetto al districtus < dei signori> de Brusiadis, e di conseguenza agli oneri di fodrum, castra, castelantia e deve prestare loro giuramento di fedeltà, e Aimerico dall'altra, il quale al contrario dichiara di essere un uomo libero, Airaldo de Sancta Agata e Aimo Battuppa, arbitri delegati dai consoli di giustizia <di Brescia> Guglielmo Oriane e suoi soci, assolvono Aimerico dalla petizione dei suddetti fratelli, ma lo dichiarano sottoposto al loro districtus.

Regesto, ASVat, FV, II, Registro 96, c. 23r [R]. Al termine del dettato, segnatura: Signato Ie(su)s.

Cf. MENANT, Campagnes, pp. 422 (nota 91), 426 (nota 107), 449 (nota 194), 458 (nota 233), 509 (nota 82), 659-660 (nota 334), 702 (nota 114).

L'inconsueta segnatura Ie(su)s si giustifica con il fatto che il presente regesto è stato inserito successivamente, alla c. 23r, dopo che gli altri negozi in ordine cronologico erano ormai catalogati e contrassegnati mediante numeri progressivi.
Non risultano attestazioni di altri possedimenti di S. Pietro in Oliveto nel castrum di Artogne o nel territorio circostante e neppure sembra siano stati stipulati altri negozi fra la canonica e la potente famiglia de Brusiadis. La sola testimonianza del breve regesto cinquecentesco, se da una parte indica l'appartenenza del documento all'archivio di S. Pietro in Oliveto, dall'altra non offre la possibilità di verificare tutti i passaggi del dettato e neppure le eventuali note sul verso della pergamena che lo conteneva. Una cospicua donazione di beni siti ad Artogne è testimoniata da un documento del 1041 per il monastero di S. Pietro in Monte di Serle (cf. BARBIERI-CAU, Le carte del monastero di S. Pietro in Monte, n. 16), ma anche fra le carte del monastero non si trovano nel corso del secolo successivo altre notizie dei beni menzionati, tanto da far pensare che forse la donazione non sia andata a buon fine. Si è ritenuto quindi di inserire il documento all'interno della silloge, e non in Appendice, poiché l'appartenenza all'archivio della canonica non si può escludere con sicurezza.

1177 15 iunii. Sententiam inter d(ominum) Albertum Brusiadum et Girardinum eius fratrem ex una parte, et Aymericum de Pratellis sive de Plomo ex altera (a), sub d(ominis) Ayraldo de Sancta Agata et Aymo Battuppa, delegatis a d(ominis) consulibus iust(itiae) Vuluielmo Oriane (1) et sociis suis eo quod pretendebant dicti Albertus et Madius Aymericum esse de districto dictorum de Brusiadis, exceptis illis illicitis rebus, et esse de suo fodro et de sua castra (b) et de sua castelantia et debbetur (c) vartare et scaravartare pro eis (d) et sibi et castro de Artoniis fidelitatem debere facere. Aymericus vero dicebat se esse liberum. Qua habito consilio sapientum absolvit Aymericum a petitione Alberti et Madii et eum conde(m)navit esse de districto dictorum de Brusiadis, ut in ipso instrumento rogato per Matheum notarium.


(a) R om. ex altera
(b) Lettura incerta.
(c) Così R.
(d) Sopra eis segno abbr. (tratto orizzontale) depennato.

(1) Guglielmo Oriane sarà console di Brescia nel 1186: cf. VALENTINI, Il 'liber poteris' di Brescia e la serie de' suoi consoli, p. 160, anno 1186.

Edizione a cura di Mirella Baretta
Codifica a cura di Mirella Baretta

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