Lombardia Beni Culturali
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Innocentii papae <III> litterae

1198 luglio 6, S. Pietro.

Papa Innocenzo <III> , in seguito alle suppliche a lui rivolte da parte di Martino <Gembroso> , esorta il preposito <Oldo> e i canonici di S. Pietro in Oliveto ad accogliere il postulante nella loro comunitā religiosa.

Copia semplice, Livorno, Biblioteca Labronica, fondo Spannocchi, 091 mss., sez. XVI, n. 1, c. 163r [B].

Edizione: GAUDENZI, Un nuovo manoscritto, p. 377.
Cf. STIPI, Invito a San Pietro in Oliveto, p. 79; VIOLANTE, La Chiesa bresciana, p. 1068; FONSECA, Medioevo canonicale, pp. 176-178.

Il dossier di quattro documenti (oltre al presente i nn. 54, 55, 56) č inserito in copia semplice in un codice donato alla biblioteca Labronica dal conte Spannocchi di Siena, dal titolo 'Decretales Canonicae'. Alla c. 163r-v, nello spazio lasciato fra la fine della 'Collezione pseudoisidoriana' e l'inizio della 'Collezione gregoriana', i canonici di S. Pietro in Oliveto fecero trascrivere le lettere di una singolare corrispondenza con il papa Innocenzo III, su una questione di grande importanza per la canonica: l'autonomia del capitolo nella gestione della comunitā religiosa, tanto nella scelta del preposito quanto dei nuovi adepti, sancita fin dal privilegio di Urbano II del 1096, e rivendicata con fermezza di fronte allo stesso pontefice. Č la positiva conclusione della vicenda probabilmente a suggerire ai fratres di serbare memoria della loro condotta in un testo dottrinale, quasi a volerne fissare l'esemplaritā (cf. anche Introduzione, p. 16-17).
I documenti sono disposti su due colonne - a differenza del testo precedente che č a pagina piena - ricavate sullo specchio di scrittura preesistente tracciato sul lato carne della membrana (c. 163v.) tramite una rigatura a piombo per le linee verticali dei margini e una rigatura a secco per le linee orizzontali, con l'aggiunta di due lineazioni, anch'esse praticate a piombo, per l'intercolumnio; inoltre sono copiati l'uno di seguito all'altro, senza soluzione di continuitā. La c. 163r-v che li ospita presenta una lacerazione al centro (a cui fu praticato un vero e proprio rammendo della lunghezza di sei centimetri circa) e ampie tracce di bruciatura nella metā superiore, sicuramente preesistenti alla scrittura, che infatti aggira tali zone. Sulla 163v l'inchiostro risulta generalmente scolorito, tanto da richiedere l'ausilio della luce di Wood per una completa lettura del testo.

Innocentius episcopus servus servorum Dei dilectis filiis preposito et capitulo Sancti Petri in Oliveto, salutem et apostolicam ben(editionem). Accedens ad presentiam nostram dilectus filius Martinus, lator presentium, humili nobis assertione proposuit quod terrene conversationis illecebris abnegatis, soli Deo placere desiderat et una vobiscum in assumpto vestre religionis habitu militare. Nos itaque pium propositum eius plurimum in Domino co(m)mendantes, discretionem vestram rogamus, monemus attentius ac per apostolica vobis scripta mandamus, quatenus eum ob reverentiam apostolice Sedis et nostram in vestrum fratrem et canonicum admittentes fraterna ipsum caritate tractetis, ut inter vos suam reddere valeat animam Creatori, et nos de receptione ipsius devocionem vestram debeamus in Domino co(m)mendare (a). Dat(a) Rome, apud Sanctum Petrum, .II. non(as) iulii, pontificatus nostri anno (b) primo.


(a) Sulla seconda m segno abbr. (trattino orizzontale) superfluo.
(b) Su a- segno abbr. (trattino orizzontale) superfluo.

Edizione a cura di Mirella Baretta
Codifica a cura di Mirella Baretta

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