Lombardia Beni Culturali

Introduzione

L’antico archivio del monastero benedettino femminile di S. Martino “de Campo, de Campolongo, de Paulo” di Robecco d’Oglio (Cr) [1] è costituito, fino alla fine del secolo XII, da sette documenti datati tra il 1140 ed il 1195, contenuti in altrettante pergamene della collezione Barbieri della Libreria Civica, conservate presso la Biblioteca Statale di Cremona; la collezione è costituita complessivamente 37 pergamene, datate tra il 1140 ed il 1340, già di proprietà di Franco Barbieri, studioso e collezionista cremonese, donate dopo la morte di costui al Museo Civico e successivamente consegnate, nel 1963, alla Biblioteca Statale [2]. Non sappiamo per quale motivo il Barbieri sia entrato in possesso delle pergamene del monastero, che sono tutte elencate, con relativo regesto, nel settecentesco “Repertorio delle scritture dell’insigne monastero di S. Benedetto“ alla rubrica: “Posto primo, casa C, cartella seconda, Istromenti concernenti li beni del monastero di S. Martino di Robecco” (ASMi, FR p.a., n. 4514, pp. 179-188).

È probabile che i beni e l’archivio del monastero di S. Martino prima di passare al monastero di S. Benedetto fossero già divenuti possesso del monastero di S. Maurizio. Già nel “Liber Synodalium”, registro datato 1385 nel quale sono annotati i censi dovuti da monasteri, chiese ed enti ecclesiastici della diocesi al vescovo di Cremona, il monastero di S. Martino risulta unito a quello di S. Maurizio [3], mentre nel documento datato 29 aprile 1471 [4], con il quale il monastero di S. Maurizio fu definitivamente aggregato a quello di S. Benedetto, tra i beni appartenenti a S. Maurizio sono citati anche la chiesa di S. Martino e appezzamenti ad essa pertinenti [5].

Ci è pervenuto anche un cartulario, senza titolo, ora conservato tra i codici della Collezione Morbio presso la Biblioteca Braidense di Milano. Contiene la trascrizione dei documenti dell’archivio del monastero di S. Martino tra il 1140 ed il 1296 [6] ed è approssimativamente databile grazie a elementi paleografici al XVI secolo; è da notare inoltre che sul verso delle pergamene provenienti dagli archivi dei monasteri di S. Martino, S. Maurizio, S. Leonardo de Capite Mosae e S. Benedetto compaiono annotazioni che, con ogni probabilità, sono della stessa mano del redattore del cartulario: in questo caso il manoscritto dovrebbe quindi essere posteriore al 1471, data, come accennato in precedenza, dell’aggregazione del monastero di S. Maurizio a quello di S. Benedetto. Per il periodo di nostro interesse i documenti traditi dal cartulario corrispondono ai sette documenti in originale pervenutici: è quindi lecito pensare che essi rappresentino la totalità del patrimonio documentario posseduto dall’ente fino alla fine del secolo XII.

Note

[1] Notizie relative alla storia del monastero di S. Martino in MENANT, Repertoire, p. 59, scheda n. 70.

[2] FALCONI, I, p. XXVI.

[3] Citato nel “Repertorio delle scritture dell’insigne monastero di S. Benedetto” (ASMI, FR p. a., n. 4514), p. 216, “Posto primo, casa C, cartella quinta, monastero di S. Maurizio”, n. 9.

[4] ASDCR, Mensa vescovile, reg. n. 3, c. 2r. Elisa Chittò ne ha curato l’edizione, ora in corso di pubblicazione.

[5] Citato nel “Repertorio” menzionato nella nota precedente, p. 214, “Posto primo, casa C, cartella quinta, monastero di S. Maurizio”, n. 6.

[6] Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, Raccolta Morbio, 25 (Cartulari di chiese e monasteri d’Italia, II), n. 1 (cf. G. MAZZATINTI, Inventari dei manoscritti delle biblioteche d’Italia, 1897, VII, p. 32).

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